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La gestione degli interventi per prevenire il dissesto idrogeologico nelle Marche presenta gravi lacune. Mancano monitoraggi efficaci e la burocrazia rallenta i lavori, nonostante le risorse disponibili.

Criticità nella prevenzione del dissesto idrogeologico

La relazione della Corte dei conti sulle azioni per contrastare il dissesto idrogeologico nelle Marche ha evidenziato problemi significativi. Sono state riscontrate criticità serie riguardanti il monitoraggio delle aree a rischio. Le banche dati risultano disallineate tra loro. La lentezza della burocrazia rallenta l'avanzamento dei lavori.

Queste problematiche sono state sollevate da Andrea Nobili, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. L'esponente politico ha annunciato la presentazione di un'interrogazione. Questa sarà rivolta alla giunta regionale. La richiesta di chiarimenti segue l'approvazione della relazione da parte della sezione di controllo della Corte dei conti.

Dati allarmanti sulla realizzazione degli interventi

I dati relativi alla realizzazione degli interventi finanziati tra il 2019 e il 2025 destano preoccupazione. Solo il 18% dei progetti previsti è stato completato. Il rapporto tra le risorse disponibili e quelle effettivamente spese nel 2025 si è fermato al 10,3%. Questo indica una notevole inefficienza nell'utilizzo dei fondi stanziati.

Nobili ha inoltre segnalato lacune nella banca dati nazionale Rendis. Questo strumento è fondamentale per il censimento e il monitoraggio degli interventi. I dati presenti risultano spesso mancanti o non aggiornati. Ciò include anche le informazioni relative ai fondi del Pnrr e ai finanziamenti europei. La mancanza di informazioni precise ostacola una corretta pianificazione.

Interrogazione su quattro interventi specifici

L'interrogazione presentata da Andrea Nobili chiede alla giunta regionale un quadro completo e aggiornato. L'attenzione si concentra su quattro interventi specifici. Questi sono stati indicati dalla Corte dei conti come particolarmente critici. Si tratta della difesa delle coste a Porto Potenza Picena e Civitanova Marche. Vengono citati anche gli interventi per mitigare il rischio idraulico sul fosso Marganetto a Camerano.

Sono incluse nella richiesta di chiarimenti anche le opere per la protezione delle scogliere emerse a Porto Sant'Elpidio. Infine, si chiede conto degli interventi previsti sul litorale di Scossicci a Porto Recanati. La trasparenza su questi progetti è fondamentale per valutare l'efficacia delle azioni intraprese.

Appello per una migliore programmazione e controllo

Andrea Nobili ha concluso il suo intervento con un appello alla giunta regionale. «Le risorse ci sono, come afferma la stessa Corte», ha dichiarato. «Ma troppo spesso non si trasformano in opere concrete». Ha sottolineato come tutti i comuni delle Marche siano interessati da aree a rischio. Queste includono pericoli da frana, rischio idraulico, erosione costiera o valanghe. Di fronte a questa situazione, è necessario migliorare la programmazione degli interventi. Bisogna accelerare l'avvio dei cantieri. È fondamentale rafforzare il controllo pubblico. L'obiettivo finale deve essere la consegna delle opere realizzate ai cittadini.

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