Una donna di 39 anni è stata brutalmente assassinata nella sua abitazione a Loreto. Il marito, anch'egli 39enne, è stato fermato e ha confessato l'omicidio. L'uomo ha dichiarato di aver minacciato la moglie con un coltello prima di colpirla ripetutamente.
Tragedia familiare a Loreto
Nella serata di giovedì 9 luglio, una violenta lite domestica ha avuto un epilogo tragico. Sami Khemaies, 39 anni, ha ucciso la moglie Luigia 'Gina' Fortunato, anch'ella 39enne. L'aggressione è avvenuta all'interno della loro abitazione, situata in via Bramante 194 a Loreto, provincia di Ancona.
La vittima ha subito numerosi colpi, almeno dieci, inferti con un'arma da taglio. Il movente sembra essere legato a una discussione particolarmente accesa tra i coniugi. L'uomo, secondo quanto riportato, avrebbe prima minacciato la moglie, intimandole di lasciare l'abitazione.
Le sue parole, riportate dai carabinieri, descrivono un clima di terrore: «Mi ha minacciato di farmi uccidere se non me ne andavo di casa e mi ha puntato un coltello». Queste dichiarazioni emergono durante il suo interrogatorio.
La confessione e il contesto familiare
Dopo l'omicidio, Sami Khemaies è uscito dall'abitazione indossando abiti macchiati di sangue. Si è quindi recato presso la stazione dei carabinieri di Porto Recanati, dove ha confessato il terribile gesto. Poco prima, la suocera, che aveva temporaneamente preso con sé il nipote, aveva contattato l'uomo per avere notizie della figlia, non riuscendo a raggiungerla.
La risposta di Khemaies alla suocera è stata agghiacciante: «è morta». Questo scambio di messaggi evidenzia la drammaticità della situazione e la rapidità con cui gli eventi si sono succeduti.
La coppia viveva una situazione di separazione in casa. L'obiettivo era garantire al figlio la presenza di entrambi i genitori. Tuttavia, il clima domestico era caratterizzato da forte conflittualità. Questa tensione era aggravata dal passato di Khemaies.
L'uomo aveva precedenti per spaccio di droga, con condanne tra il 2017 e il 2019. Aveva trascorso alcuni anni in carcere ed era evaso nel 2020, rimuovendo il braccialetto elettronico durante gli arresti domiciliari.
Le cause scatenanti e gli sviluppi giudiziari
La lite che ha portato all'omicidio sarebbe stata innescata dal comportamento recente di Khemaies. L'uomo, ora impiegato come magazziniere in una ditta di Ancona, aveva recentemente creato una scenata presso il centro estivo frequentato dal loro bambino. Questo episodio avrebbe esasperato ulteriormente Luigia Fortunato.
La condotta del marito aveva già portato a ulteriori discussioni tra i due. La sera stessa dell'omicidio, la nonna del bambino aveva deciso di portarlo a casa sua per proteggerlo.
Attualmente, Sami Khemaies si trova detenuto nel carcere di Montacuto ad Ancona. È accusato di omicidio volontario pluriaggravato. È assistito dall'avvocato Simone Matraxia.
L'udienza di convalida del fermo è fissata per le 9:15 di domani. Si terrà davanti al giudice per le indagini preliminari di Ancona, Carlo Cimini. Khemaies parteciperà all'udienza in videoconferenza dalla casa circondariale.
Il pubblico ministero Rosario Lioniello ha disposto l'autopsia sul corpo della vittima. L'esame autoptico sarà eseguito martedì 14 luglio dal medico legale Angelo Montana. I risultati dell'autopsia saranno fondamentali per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti.