Agrigento: 16 imputati scelgono rito abbreviato per faida tra clan
Diciassette persone sono imputate in un processo legato a clan di Villaseta e Porto Empedocle. Sedici hanno scelto il rito abbreviato, uno ha patteggiato. Le accuse includono traffico di stupefacenti, estorsioni e detenzione illegale di armi.
Clan di Villaseta e Porto Empedocle sotto inchiesta
Un importante procedimento giudiziario ha preso forma presso il tribunale di Agrigento. Diciassette individui, ritenuti affiliati a clan operanti nei quartieri di Villaseta e Porto Empedocle, si trovano al centro di un’indagine complessa. Le accuse spaziano dal traffico di sostanze stupefacenti all’estorsione, fino alla detenzione illegale di armi da fuoco. L’inchiesta, scaturita da un’operazione dei Carabinieri nell’estate scorsa, rappresenta la prosecuzione di precedenti indagini antimafia. Questo sottolinea la persistenza di dinamiche criminali nell’area.
La Procura ha delineato l’esistenza di due distinte organizzazioni criminali. Un gruppo operava nel territorio di Villaseta, mentre l’altro aveva il suo fulcro a Porto Empedocle. Queste due entità si sarebbero spartite il controllo delle piazze di spaccio locali. L’approvvigionamento di stupefacenti avveniva in base alle rispettive zone di influenza. Questo scenario evidenzia una divisione territoriale ben definita delle attività illecite.
I presunti vertici dei gruppi sono stati identificati. Per la fazione di Villaseta, i promotori sarebbero stati Pietro Capraro e Gaetano Licata. Per il gruppo di Porto Empedocle, invece, i nomi indicati sono quelli di James Burgio e Salvatore Prestia. La loro posizione apicale suggerisce un ruolo di coordinamento e direzione nelle attività criminali. La loro presunta leadership è un elemento chiave per la ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti.
Le indagini hanno anche portato alla luce episodi di violenza eclatante. Sono stati ricostruiti due attentati significativi, eseguiti con armi automatiche di tipo Kalashnikov. Il primo episodio risale al 15 dicembre 2024, quando un negozio di frutta ad Agrigento fu preso di mira. Il secondo attentato avvenne il 18 giugno 2025, con un panificio a Porto Empedocle come obiettivo. Questi attacchi dimostrano la pericolosità e la determinazione dei gruppi coinvolti.
La scelta del rito abbreviato per la maggioranza degli imputati
Nell’udienza preliminare che ha visto comparire i diciassette imputati, è emersa una netta divisione sulle strategie processuali. La maggior parte degli accusati, ben sedici, ha optato per il rito del giudizio abbreviato. Questa scelta comporta una riduzione della pena in caso di condanna, ma rinuncia alla possibilità di un dibattimento completo. La decisione riflette una valutazione strategica delle prove a loro carico.
Tra coloro che hanno scelto l’abbreviato figurano nomi noti alle cronache locali. Ci sono James Burgio, Pietro Capraro, Salvatore Carlino, Antonio Crapa, Stefano Fragapane, Vincenzo Iacono, Gaetano Licata, Salvatore Lombardo, Agostino Marrali, Salvatore Prestia, Simone Sciortino, Calogero Segretario, Cristian Terrana, Alessandro Trupia, Andrea Sottile e Antonio Guida. L’elenco comprende figure centrali nell’organizzazione dei traffici illeciti.
Un solo imputato, Danilo Barbaro, quarantenne di Agrigento, ha invece scelto di patteggiare la pena. Barbaro era stato arrestato in precedenza dopo essere stato sorpreso alla guida di un’auto con a bordo pistole cariche e pronte all’uso. La sua decisione di patteggiare indica una volontà di chiudere rapidamente la vicenda giudiziaria, probabilmente riconoscendo parte delle proprie responsabilità.
Le accuse contestate sono gravi e riguardano principalmente l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. A ciò si aggiungono le imputazioni di estorsione, che implicano l’uso della violenza o della minaccia per ottenere denaro o vantaggi, e la detenzione illegale di armi. La Procura ha lavorato per raccogliere prove solide su ciascuna di queste fattispecie criminose.
Contesto storico e geografico dell'inchiesta
L’area di Agrigento, e in particolare le zone di Villaseta e Porto Empedocle, sono state teatro di diverse operazioni antimafia negli anni. La presenza di clan organizzati dediti al traffico di droga e ad altre attività illecite è un fenomeno noto alle forze dell’ordine. L’inchiesta attuale si inserisce in questo contesto, cercando di smantellare reti criminali radicate sul territorio.
Villaseta è un quartiere residenziale di Agrigento, noto per essere stato in passato teatro di tensioni sociali e criminali. Porto Empedocle, invece, è un importante centro portuale e industriale, la cui posizione strategica può favorire anche attività illecite legate al contrabbando e al traffico. La competizione per il controllo delle piazze di spaccio tra queste due realtà vicine è un elemento ricorrente nelle dinamiche criminali locali.
Le operazioni antimafia precedenti, a cui questa inchiesta fa seguito, hanno spesso messo in luce legami tra diverse organizzazioni criminali siciliane. La lotta alla mafia e al narcotraffico è una priorità costante per le autorità locali e nazionali. La scelta del rito abbreviato da parte di molti imputati potrebbe indicare la solidità delle prove raccolte dai Carabinieri, spingendo gli indagati a cercare una soluzione processuale più rapida e meno rischiosa.
La ricostruzione degli attentati con Kalashnikov aggiunge un ulteriore livello di gravità al caso. L’uso di armi da guerra segnala un’escalation di violenza e un’intenzione di intimidazione forte. Questi episodi non solo colpiscono le attività commerciali, ma creano un clima di paura nella comunità. Le indagini mirano a identificare non solo gli esecutori materiali, ma anche i mandanti di tali azioni.
Il procedimento giudiziario in corso rappresenta un passaggio cruciale per la sicurezza del territorio agrigentino. La decisione dei giudici, a seguito delle scelte processuali degli imputati, determinerà l’esito di questa complessa indagine. La speranza è che la giustizia possa fare il suo corso, contribuendo a ristabilire legalità e serenità nelle comunità interessate.
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