Un carabiniere affronterà un processo a Napoli per presunta violenza privata. L'accusa riguarda pressioni per la chiusura di una pizzeria a Portici, motivata da presunti odori. La vicenda aveva già generato dibattito politico.
Pressioni per la chiusura di un'attività
Un militare dell'Arma dei Carabinieri è stato chiamato a comparire davanti a un giudice. L'accusa mossa dalla Procura è di tentata violenza privata continuata. I fatti si sono svolti nella provincia di Napoli.
Il carabiniere avrebbe sfruttato la sua posizione per esercitare pressioni sui titolari di un locale. Dal 2022 al 2025, avrebbe intimato ripetutamente la chiusura dell'esercizio commerciale. La motivazione ufficiale, secondo quanto emerso, era legata a presunte emissioni olfattive sgradevoli.
La vicenda aveva già suscitato un acceso dibattito politico. La chiusura della pizzeria, avvenuta nel gennaio 2025, era stata disposta dall'Azienda Sanitaria Locale. La motivazione parlava di "percezioni olfattive moleste".
La pizzeria e le speranze dei titolari
La pizzeria in questione si chiama "Danese" e si trova a Portici. È gestita da una coppia di imprenditori, Grazia Ardito e Mario Danese. La coppia ha quattro figli e aveva investito nel locale per pizze d'asporto.
L'apertura dell'attività era stata possibile grazie a un finanziamento di Invitalia. Questo rientrava nel progetto 'Resto al Sud'. I titolari riponevano grandi speranze per il loro futuro nell'impresa.
Dopo la chiusura disposta dall'ASL, i proprietari avevano affisso un cartello provocatorio. Su di esso si leggeva: "chiusi temporaneamente per 'puzza di pizza'". Il legale dei titolari, avvocato Maurizio Capozzo, aveva definito il provvedimento un vero e proprio accanimento.
Intervento delle istituzioni e dibattito
La situazione della pizzeria "Danese" aveva visto un intervento risolutivo. L'allora sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, aveva favorito la riapertura del locale. Tuttavia, questo non aveva spento le polemiche.
La riapertura aveva innescato un vivace scambio di battute. Protagonisti erano stati il primo cittadino e Carmela Rescigno. All'epoca, la Rescigno ricopriva la carica di presidente della commissione regionale anticamorra.
Il carabiniere indagato è atteso il prossimo 17 settembre. Dovrà presentarsi davanti a un giudice del tribunale di Napoli. L'udienza sarà di tipo predibattimentale. La Procura ha formalizzato l'accusa di tentata violenza privata continuata.
La vicenda giudiziaria
Il militare, secondo quanto contestato, avrebbe agito facendo leva sulla sua appartenenza all'Arma. Questo avrebbe dovuto indurre i titolari a cessare l'attività. Le intimidazioni sarebbero avvenute in più occasioni, coprendo un arco temporale di quasi tre anni.
La pm titolare del fascicolo ha disposto la citazione a giudizio del carabiniere. La data fissata per l'udienza è il 17 settembre. Il tribunale competente è quello di Napoli. Si tratta di un passaggio cruciale nel procedimento penale.
La pizzeria "Danese" era diventata un simbolo. Simbolo delle difficoltà affrontate dagli imprenditori. E anche delle possibili interferenze esterne nell'attività commerciale. La comunità locale aveva seguito con attenzione gli sviluppi della vicenda.
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