Condividi

Vera Politkovskaja, figlia della giornalista assassinata Anna, esprime scetticismo sul futuro della Russia, pur affermando la possibilità di raggiungere la democrazia. La situazione attuale di guerra rende difficile distinguere la verità.

Vera Politkovskaja: "Non ho speranze per la Russia"

Vera Politkovskaja, figlia della celebre giornalista Anna Politkovskaja, assassinata nel 2006, ha manifestato un profondo pessimismo riguardo al futuro del suo paese.

«Vi dico onestamente io non ho speranze per la Russia», ha dichiarato Vera. «Non c'è niente in cui sperare. La situazione era così ieri, è così oggi e lo sarà domani», ha aggiunto.

Queste parole sono state pronunciate nei giorni in cui si svolgevano le elezioni per la Duma. L'incontro con la stampa si è tenuto a Pordenonelegge. Erano presenti la vice presidente del Parlamento Europeo Pina Picierno e il presidente di Fondazione Pordenonelegge, Michelangelo Agrusti.

Ambassador of Freedom: un riconoscimento importante

Durante l'evento, Vera Politkovskaja ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di Ambassador of Freedom. Questo titolo è stato conferito anche a figure come Salman Rushdie.

La cerimonia di consegna ufficiale avverrà in serata. Il destinatario sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Egli è atteso a Pordenone per la giornata conclusiva della festa del libro e della libertà, il 20 settembre.

Vera, anche lei giornalista e autrice televisiva, ha dedicato un libro alla madre, intitolato 'Mia madre' e pubblicato da Rizzoli. Il libro è uscito a vent'anni dalla morte di Anna Politkovskaja.

Il ricordo di Anna Politkovskaja

Vera ha ricordato la figura materna: «Mia madre non era conosciuta in vita in Russia». Nonostante il suo lavoro fosse accessibile, non era una figura popolare.

«Dopo che è stata uccisa il suo nome è diventato più famoso», ha spiegato Vera. Si è parlato molto dell'assassinio, ma il riconoscimento è arrivato solo postumo.

«Come non era riconosciuta in vita non lo è stata neppure dopo la morte», ha concluso.

La democrazia è possibile in Russia?

Alla domanda sulla compatibilità della Russia con la democrazia, Vera Politkovskaja ha risposto affermativamente. «Certo lo è come qualsiasi altro Paese», ha detto.

Tuttavia, il percorso verso la democrazia richiede tempo. «Un lavoro lungo, forse di decenni», ha sottolineato Vera. Il successo dipenderà da chi governa e dalle politiche sociali.

«Ma la democrazia si potrebbe affermare», ha aggiunto con una nota di speranza.

Vera ha poi fatto riferimento all'attualità. «Lo vediamo tutti i giorni di cosa è capace Putin negli attacchi contro l'Ucraina, Kiev, le scuole, i civili, i bambini, le donne. Non è abbastanza?», ha chiesto retoricamente.

La difficoltà attuale, ha spiegato Vera, che aveva 26 anni quando sua madre morì, è la sfiducia generalizzata. «Non si può credere a nessuno, né alla propaganda russa né all'anti Putin perché c'è una situazione di guerra».

L'eredità di Anna Politkovskaja

La principale eredità lasciata da sua madre, secondo Vera, è il suo esempio. «Il percorso che ha compiuto mia madre dovrebbe essere un punto di partenza per tutti i giornalisti».

«L'eredità che ci ha lasciato e per cui è stata uccisa è la strada della verità e dell'onestà», ha affermato Vera. «Quella che auguro a tutti di percorrere».

Il senso di pericolo

Riguardo alla propria sicurezza, Vera Politkovskaja ha espresso una visione ampia. «Qualsiasi persona deve sentirsi in pericolo in ogni parte del mondo», ha dichiarato.

«L'intelligence della Russia è presente ovunque e conduce azioni anche in Europa», ha avvertito Vera. «Possono fare tutto quello che vogliono se decidono di farlo».

«Avere paura è assurdo, ma il pericolo esiste qui in Europa e anche in Russia», ha concluso.