Thomas Schlesser a Pordenonelegge descrive la poesia come un'arma spirituale di resistenza. Il suo nuovo libro celebra la scrittura in versi come passione esistenziale e strumento di condivisione.
La poesia come strumento di resistenza
Lo storico dell'arte francese Thomas Schlesser ha definito la poesia un'arma. Non è un'arma potente, ha specificato, ma uno strumento che nutre la forza interiore. Ha condiviso queste riflessioni durante l'evento Pordenonelegge. L'occasione era la presentazione del suo ultimo lavoro, intitolato «Il gatto del giardiniere».
Questo libro è un omaggio alla scrittura in versi. Segue il precedente successo di Schlesser, «Gli occhi di Monna Lisa». Quest'ultimo era focalizzato sull'arte visiva. Ora, l'autore sposta l'attenzione su quella che lui considera la sua più grande passione. La poesia rappresenta per lui un'esperienza profonda. È un'immersione nella propria esistenza.
Poesia, lettura e vita
Nel suo nuovo libro, Schlesser pone la poesia e la lettura al servizio della vita. Anche quando affrontano gli aspetti più oscuri dell'esperienza umana. L'autore sottolinea il valore intrinseco della poesia. Essa riesce a farsi strada anche nelle «zone nere dell'umanità».
L'autore ha evidenziato il carattere politico della poesia. Ha ricordato come, fin dalle sue origini, essa abbia contribuito a creare comunità. Ha favorito la condivisione di valori. Ha persino partecipato alla nascita delle lingue. Un esempio è il volgare di Dante. La poesia è vista come un mezzo per rafforzare lo spirito di resistenza. Permette di percepire valori comuni con gli altri. È una sorta di eco dell'altro.
La poesia nei contesti difficili
Questa funzione della poesia diventa ancora più evidente. Lo scrittore lo ha sottolineato in contesti di conflitto. O in situazioni di repressione. Ha citato esempi come l'Ucraina o l'Iran. In questi luoghi, la poesia offre un rifugio e un mezzo di espressione.
Schlesser ha raccontato che il suo amore per la poesia non è nato sui banchi di scuola. Si è definito uno studente poco brillante. La sua passione è sbocciata per caso. Un incontro fortuito con i poeti del Novecento ha acceso la scintilla. Ha descritto un legame quasi fisico con i versi. «Quando recito una poesia, non devo sforzarmi per ricordarla parola per parola», ha affermato. È un sapere che risiede dentro di lui, nella sua carne.
La poesia abita il corpo
Per Schlesser, la poesia è uno spazio. Il modo migliore per interagirvi è lasciarla abitare il proprio corpo. Recitarla ad alta voce. Questo approccio trasforma la poesia in un'esperienza viva. Un'esperienza che si manifesta attraverso la voce e il corpo. Non è un semplice esercizio mnemonico. È un'appropriazione profonda.
La presentazione a Pordenonelegge ha offerto uno spaccato interessante. Ha rivelato la visione di uno scrittore. Uno scrittore che vede nella poesia uno strumento potente. Uno strumento per la resistenza interiore e per la connessione umana. Il suo libro «Il gatto del giardiniere» invita a riscoprire questa dimensione.
Domande frequenti sulla poesia e la resistenza
Cosa intende Thomas Schlesser per "arma di resistenza" riferito alla poesia?
Thomas Schlesser intende la poesia come uno strumento che, pur non essendo fisicamente potente, nutre lo spirito umano. Aiuta a mantenere viva la forza interiore e la capacità di resistere alle avversità, creando un senso di comunità e valori condivisi. È una resistenza non violenta, ma spirituale ed esistenziale.
In quali contesti la poesia assume un ruolo più forte secondo Schlesser?
Secondo Schlesser, la poesia acquista un ruolo particolarmente significativo in contesti di guerra o repressione. In queste situazioni difficili, essa offre un mezzo per esprimere sentimenti, mantenere viva la speranza e affermare l'umanità, come accade in luoghi come l'Ucraina o l'Iran.