Eugenio Giannetta ha presentato a Pordenonelegge il suo libro "Corpo libero", un'indagine approfondita sull'anoressia maschile. L'opera intreccia esperienze personali con testimonianze di esperti e pazienti, mettendo in luce un disturbo ancora poco conosciuto.
Anoressia maschile: un disturbo sommerso
L'autore, Eugenio Giannetta, ha condiviso un'esperienza personale. A nove anni, a seguito di una dieta suggerita da un pediatra, ha iniziato a sviluppare un'attenzione ossessiva verso il cibo. Questa sensazione si è trasformata in una voce interiore che lo metteva in guardia dall'ingrassare. Da questo vissuto è nato il suo libro-inchiesta intitolato "Corpo libero".
Giannetta ha precisato di non aver voluto scrivere un semplice "memoir". Il suo obiettivo era condurre un'indagine. Ha raccolto le voci di professionisti del settore, persone che hanno sofferto di disturbi alimentari e i loro familiari. L'attenzione principale è rivolta all'anoressia maschile, un tema ancora poco affrontato nel dibattito pubblico.
L'autore stesso ha ammesso di non aver mai ricevuto cure per anoressia patologica. Tuttavia, ha vissuto un profondo disagio nel rapporto con il proprio corpo durante l'adolescenza. Questo malessere interiore ha alimentato la sua ricerca.
Dismorfismo, vigoressia e il peso dei social
Il libro esplora diverse sfaccettature del problema. Tra queste, il dismorfismo corporeo, ovvero la percezione distorta del proprio aspetto fisico. Viene analizzata anche la vigoressia, una forma di dipendenza dall'esercizio fisico e dalla costruzione muscolare. Un ruolo cruciale viene attribuito all'influenza dei social media, che spesso promuovono ideali di bellezza irraggiungibili.
Viene inoltre esaminato l'impatto della famiglia nel contesto di questi disturbi. Lo stigma sociale rappresenta un ulteriore ostacolo per chi cerca aiuto. Giannetta ha evidenziato come, in alcuni casi, l'ossessione per un'alimentazione sana possa sfociare in un vero e proprio disturbo.
Nei soggetti maschili, questo disagio può manifestarsi con un'attenzione esagerata verso la definizione muscolare e la percentuale di grasso corporeo. Questa ricerca di perfezione fisica diventa una fonte di ansia costante.
I numeri e le vite stravolte
Giannetta ha citato dati allarmanti riguardanti i disturbi del comportamento alimentare in Italia. Si parla di circa tre milioni di persone coinvolte. Ha riportato le parole di Stefano Tavilla, presidente della Fondazione Fiocchetto Lilla. Tavilla ha sottolineato come queste cifre non tengano conto dei familiari. Le loro vite vengono profondamente alterate dalla sofferenza dei propri cari.
I giovani intervistati da Giannetta hanno raccontato episodi di isolamento. Nei momenti più difficili, tendevano ad allontanare amici e persone care. Questa tendenza è legata a un senso di vergogna profonda. Una vergogna da cui, purtroppo, risulta difficile liberarsi.
Domande frequenti sull'anoressia maschile
Quali sono i segnali dell'anoressia maschile? I segnali possono includere un'eccessiva preoccupazione per il peso e la forma del corpo, diete restrittive, esercizio fisico compulsivo, isolamento sociale e un'attenzione sproporzionata alla massa muscolare o alla percentuale di grasso corporeo. A volte, il disagio si manifesta con un'ossessione per l'alimentazione sana che diventa patologica.
Perché l'anoressia maschile è meno discussa? L'anoressia maschile è meno discussa a causa di stereotipi di genere che associano i disturbi alimentari prevalentemente alle donne. Questo porta a una minore consapevolezza e a una sottovalutazione del problema nei maschi, che possono sentirsi meno legittimati a parlarne o a cercare aiuto.