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La mostra itinerante 'L'eredità di Falcone e Borsellino' è ora visitabile a Pordenone. L'esposizione, curata da giornalisti ANSA Sicilia e dalla Fondazione Falcone, documenta la vita e l'impegno dei due magistrati antimafia.

Mostra itinerante a Pordenone

La città di Pordenone accoglie l'esposizione itinerante intitolata 'L'eredità di Falcone e Borsellino'.

L'allestimento presenta pannelli bilingue, frutto del lavoro dei giornalisti Franco Nuccio e Francesco Nicastro di ANSA Sicilia.

La Fondazione Falcone ha collaborato alla realizzazione di questo progetto.

L'obiettivo è ricostruire la vita e l'opera dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Entrambi furono tragicamente uccisi dalla mafia nel 1992.

Sono diventati simboli della lotta contro la criminalità organizzata.

Materiali e inaugurazione dell'esposizione

Il materiale espositivo proviene dall'archivio fotografico dell'agenzia ANSA.

L'inaugurazione si è svolta in data odierna.

L'evento è ospitato dalla sezione territoriale dell'Unione Nazionale Mutilati per Servizio (Unms).

Alla cerimonia di apertura era presente l'assessore Pietro Tropeano.

L'assessore ha rappresentato l'amministrazione comunale di Pordenone.

Il significato storico e culturale

Il giornalista Francesco Nicastro ha illustrato il significato storico e culturale della mostra.

Ha ricordato l'inedita stagione nella lotta alla mafia.

Questa stagione fu inaugurata tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80.

I due magistrati introdussero metodi investigativi innovativi.

Promossero una cultura antimafia diffusa.

Questa cultura ha raggiunto la coscienza dei cittadini comuni.

Nicastro ha sottolineato: «La loro è un'eredità morale e culturale».

Ha citato le parole di Borsellino: «La lotta alla mafia deve essere un movimento culturale».

Questo movimento deve abituare tutti a sentire «la bellezza del fresco profumo della libertà».

Questa libertà si contrappone «al puzzo del compromesso morale e dell'indifferenza».

Ha definito queste parole un «manifesto che conserva intatto il suo valore».

Il sostegno delle istituzioni

Il procuratore capo di Pordenone, Pietro Montrone, ha espresso il suo sostegno.

Ha dichiarato: «Sono qui a manifestare piena approvazione e appoggio a iniziative come questa».

L'obiettivo principale di tali iniziative è mantenere vivo il ricordo.

Si tratta del ricordo di due grandi uomini.

Questi uomini dedicarono la loro vita fino al sacrificio estremo.

Il loro sacrificio mirava all'affermazione della forza del diritto e della legalità.

Ciò in contrapposizione alla violenza e al sopruso della criminalità organizzata.

Informazioni sulla mostra

La mostra gode del patrocinio del Ministero della Giustizia.

Anche il Comune di Pordenone ha concesso il suo patrocinio.

L'esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 14 maggio.