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A Pordenone si terrà Eureka 2026, un evento dedicato alle imprese culturali e creative. La fiera mira a promuovere la sinergia tra creatività e industria, con oltre 100 espositori attesi.

Eureka 2026: la cultura come motore di sviluppo

La città di Pordenone si prepara ad accogliere Eureka 2026, una fiera dedicata al mondo delle imprese culturali e creative italiane. L'evento si propone di valorizzare la cultura come leva fondamentale per la crescita economica e per la creazione di nuove opportunità di collaborazione. L'obiettivo è stimolare sinergie inedite tra il settore della creatività e quello industriale.

La manifestazione, presentata ufficialmente, si svolgerà presso Pordenone Fiere il prossimo 5 e 6 novembre. L'iniziativa pone l'accento sulla visione che vede la cultura non solo come espressione artistica, ma anche come un vero e proprio motore produttivo per il territorio.

Alla presentazione dell'evento hanno partecipato figure di spicco del panorama istituzionale e imprenditoriale locale. Tra questi, il vicepresidente della Regione Friuli-Venezia Giulia e assessore alla cultura, Mario Anzil, ha ribadito l'importanza strategica del settore. Presenti anche il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso, il presidente di Pordenone Fiere, Renato Pujatti, il vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Michelangelo Agrusti, e Paola Martini in rappresentanza della Fondazione Friuli.

Il valore economico della cultura in Friuli-Venezia Giulia

Il vicepresidente regionale Mario Anzil ha evidenziato come la cultura rappresenti un «formidabile motore di crescita». Ha inoltre definito il comparto culturale come «un'infrastruttura che dà spinta produttiva al territorio». Per sottolineare ulteriormente questo concetto, Anzil ha fornito dati significativi sull'impatto economico del settore nella regione.

Nel corso del 2025, il settore culturale in Friuli-Venezia Giulia ha generato un valore aggiunto considerevole, pari a 2,193 miliardi di euro. Questo dato è supportato da un numero elevato di addetti, che superano le 32mila unità. Questi numeri dimostrano la vitalità e la rilevanza economica delle attività culturali e creative nella regione.

L'evento Eureka 2026 si aspetta di ospitare oltre 100 imprese espositrici provenienti da diverse parti d'Italia. Saranno organizzati incontri B2B (business-to-business) mirati a facilitare nuove collaborazioni e scambi commerciali. Inoltre, sono previsti circa trenta talk e dibattiti che affronteranno temi cruciali come l'innovazione, il digitale e lo sviluppo di nuove filiere produttive legate alla creatività.

Confcooperative e le esperienze di rigenerazione culturale

Un ruolo di rilievo all'interno della fiera sarà ricoperto da Confcooperative Fvg Cultura, Turismo e Sport. L'organizzazione presenterà quattro significative esperienze di cooperative attive nel campo della rigenerazione culturale. Queste iniziative rappresentano modelli innovativi di valorizzazione del patrimonio e di sviluppo sociale attraverso la cultura.

Le esperienze che verranno illustrate includono progetti come Le Serre, Cavallerizza, BorGO Live Academy e CoWorkShow. Queste realtà dimostrano come il modello cooperativo possa essere uno strumento efficace per rivitalizzare contesti urbani e promuovere nuove forme di imprenditoria culturale.

La partecipazione alla fiera Eureka 2026 è gratuita, previa registrazione online. L'orario di apertura al pubblico è fissato dalle 9:00 alle 17:30. Le attività si svolgeranno principalmente nel padiglione 5 e presso il Centro Servizi di Pordenone Fiere. L'evento rappresenta un'importante anteprima in vista dell'anno in cui Pordenone assumerà il ruolo di Capitale italiana della Cultura nel 2027.

Contesto e prospettive future

L'organizzazione di Eureka 2026 si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso il potenziale economico del settore culturale e creativo. Questo comparto, spesso sottovalutato, è in realtà un motore di innovazione e occupazione, capace di generare valore aggiunto e di contribuire alla diversificazione dell'economia locale e nazionale. La fiera mira a dare visibilità a queste realtà, favorendo il networking e lo scambio di buone pratiche.

La scelta di Pordenone come sede dell'evento non è casuale. La città friulana si sta affermando come un polo di interesse per l'innovazione e la cultura, culminando nell'importante riconoscimento di Capitale italiana della Cultura per il 2027. Questo evento anticipa e prepara il terreno per le celebrazioni e le iniziative che animeranno la città in quell'anno.

La presenza di numerose cooperative evidenzia anche l'importanza del modello cooperativo nel promuovere un approccio più inclusivo e sostenibile allo sviluppo culturale. Queste organizzazioni spesso lavorano a stretto contatto con le comunità locali, contribuendo alla rigenerazione urbana e sociale.

L'impostazione della fiera, con un focus su incontri B2B e dibattiti tematici, suggerisce un approccio pragmatico e orientato al futuro. L'obiettivo è fornire agli imprenditori culturali e creativi gli strumenti e le connessioni necessarie per prosperare in un mercato in continua evoluzione, sempre più influenzato dalle tecnologie digitali e dalle nuove esigenze del pubblico.

La fiera si propone quindi come un crocevia fondamentale per professionisti, imprese, istituzioni e appassionati del settore. Un'occasione per esplorare le tendenze emergenti, scoprire talenti emergenti e costruire partnership strategiche. L'evento promette di essere un appuntamento imperdibile per chiunque operi o sia interessato al dinamico mondo delle industrie culturali e creative in Italia.