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Un giovane di 17 anni ha confessato l'omicidio della zia a Pordenone, indicando gravi tensioni familiari come causa. Le indagini proseguono per ritrovare il corpo e confermare l'assenza di complici.

Omicidio a Pordenone: confessione del nipote

Le indagini sull'omicidio di una donna di 53 anni hanno subito una svolta decisiva. Le autorità hanno concentrato la loro attenzione su un 17enne, nipote della vittima. Questo è avvenuto dopo l'emergere di gravi dissidi familiari pregressi tra la donna e la famiglia del fratello.

Il giovane, sottoposto a un lungo interrogatorio, ha infine confessato il delitto. L'omicidio sarebbe avvenuto nella notte di sabato. Il procuratore di Pordenone, Pietro Montrone, ha confermato la confessione, aggiungendo che il ragazzo ha riferito di aver occultato il corpo in un canale.

Procura dei Minori di Trieste indaga sul caso

Il fascicolo relativo al caso è ora passato alla Procura dei Minori di Trieste. Questa autorità ha la piena competenza sull'indagine. Le autorità di Pordenone manterranno comunque aperto il fascicolo. Questo anche perché il corpo della donna non è ancora stato ritrovato. L'indagine originaria era partita proprio dalla denuncia di scomparsa della donna.

Il procuratore ha sottolineato che ulteriori approfondimenti saranno possibili solo dopo il rinvenimento del corpo. Al momento, le indagini escludono il coinvolgimento di terze persone nell'omicidio. Tuttavia, la conferma definitiva di questa ipotesi dipenderà dalle analisi che verranno effettuate sulla salma.

Video sorveglianza conferma l'azione solitaria

Le immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza sembrano avvalorare la tesi dell'azione solitaria del 17enne. I filmati mostrerebbero il giovane mentre trasporta una carriola. All'interno della carriola si noterebbe il corpo della zia, coperto da un telo. Il tragitto della carriola sarebbe diretto verso un canale.

Queste prove visive suggeriscono che il giovane abbia agito da solo. Inoltre, sembra che la famiglia non fosse a conoscenza dei suoi intenti o delle sue azioni. L'indagine mira ora a ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e a recuperare il corpo della vittima per fornire risposte complete alla famiglia e alla giustizia.

Domande frequenti

Qual è stato il movente dell'omicidio?

Il movente sembra essere legato a gravi dissidi familiari pregressi tra la vittima e la famiglia del fratello del presunto assassino.

Chi sta indagando sul caso?

L'indagine è attualmente gestita dalla Procura dei Minori di Trieste, dopo che il fascicolo è stato trasmesso da quella di Pordenone.

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