Una perizia medico-legale conferma che l'aggressione subita da Marius Dorobantu a Porcia ha causato un'ischemia miocardica fatale, legando la morte alla lite per difendere la figlia.
Perizia conferma nesso tra aggressione e morte
Marius Dorobantu è deceduto a causa dell'aggressione subita. L'evento ha scatenato un'ischemia miocardica. Questa condizione ha avuto origine da una patologia cardiaca preesistente. L'esito è stato fatale per l'uomo.
La perizia medico-legale, disposta dal Gip di Pordenone, è stata affidata al dottor Carlo Moreschi. I risultati confermano le prime ipotesi emerse dall'autopsia. Quest'ultima era stata condotta dal dottor Antonello Cirnelli. L'omicidio avvenne il 29 maggio a Porcia. La vittima intervenne per proteggere la figlia. La giovane era minacciata dall'ex compagno Fabrizio Barberini. Quest'ultimo è attualmente detenuto in carcere per il delitto.
Stress e lesioni concausa dell'evento ischemico
Il consulente del Tribunale ha evidenziato un fattore cruciale. Lo stress psicofisico derivante dalla lite e dalla colluttazione è stato determinante. Anche le lesioni traumatiche riportate da Dorobantu hanno contribuito. Questi elementi sono stati considerati un fattore concausale dell'evento ischemico acuto. L'ischemia si è rivelata fatale.
La perizia spiega dettagliatamente il meccanismo. Lo stress legato all'aggressione e alle lesioni può aver causato una forte attivazione del sistema nervoso simpatico. Questo ha comportato un aumento della frequenza cardiaca. Si è verificato anche un innalzamento della pressione arteriosa. Il fabbisogno di ossigeno del cuore è aumentato notevolmente. Tale condizione è estremamente rischiosa. Lo è in presenza di una cardiopatia ischemica preesistente. Anche una stenosi coronarica significativa, riscontrata nell'uomo, aggrava il quadro.
Altri fattori che hanno inciso sul quadro clinico
Il consulente ha indicato ulteriori elementi che hanno inciso negativamente. Le lesioni traumatiche dolorose hanno giocato un ruolo. Anche lo sforzo fisico necessario per fuggire è stato rilevante. Il tentativo di scavalcare un muretto ha aumentato la tensione fisica. La perdita di sangue ha ulteriormente indebolito la vittima. Questi fattori, sommati allo stress emotivo e fisico della colluttazione, hanno potuto innescare l'evento ischemico. La combinazione di questi elementi è stata letale.
Conferma del rapporto concausale tra aggressione e decesso
In conclusione, la perizia stabilisce un chiaro rapporto di concausalità. Esiste un legame diretto tra l'aggressione subita da Marius Dorobantu e il suo decesso. Le lesioni riportate sono state un elemento determinante. La cardiopatia preesistente ha rappresentato il terreno fertile. Su questo substrato hanno agito le conseguenze della colluttazione. Il tutto ha contribuito a determinare l'evento ischemico acuto, che si è rivelato fatale.
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