Migliaia di persone hanno manifestato ad Aviano per chiedere la pace e opporsi al riarmo. Il corteo ha raggiunto la base militare statunitense, con interventi che hanno criticato le spese militari a discapito dei servizi essenziali.
Manifestazione nazionale per la pace
Un migliaio di persone si sono riunite ad Aviano, in provincia di Pordenone. La manifestazione nazionale si è svolta contro la guerra e il riarmo. L'evento è stato promosso da diverse organizzazioni. Tra queste figurano ANPI FVG, CGIL, Tavolo della Pace, Global Sumud Flotilla e Rete Donne in Nero. Anche esponenti politici di vari schieramenti hanno partecipato.
La piazza principale, piazza Duomo, ha visto un crescente afflusso di partecipanti. Il raduno è iniziato intorno alle 15. Dopo alcuni interventi dal palco, la piazza si è riempita. Il corteo è stato pronto a muoversi. Molti manifestanti hanno esibito decine di bandiere colorate.
Il corteo verso la base militare
Il percorso dei manifestanti è partito dal centro cittadino. L'obiettivo era raggiungere la base militare statunitense. Questa si trova a circa quattro chilometri di distanza dal luogo di partenza. Lo striscione principale recava la scritta: «Contro le guerre il riarmo le testate nucleari». I colori dell'arcobaleno hanno caratterizzato l'apertura del corteo.
La partecipazione è stata significativa fin dall'inizio. Gli organizzatori prevedevano un aumento del numero di persone durante il tragitto. La presenza di numerose bandiere ha reso la manifestazione visivamente imponente. L'atmosfera era di forte protesta pacifica.
Critiche al riarmo e appello alla diplomazia
Dal palco allestito in piazza, la consigliera regionale del FVG, Serena Pellegrino (AVS), ha espresso un forte disappunto. «Non accettiamo che la guerra diventi la normalità», ha dichiarato. Ha criticato il governo per i «lauti finanziamenti» destinati al riarmo. Ha contrapposto questi investimenti alla scarsità di fondi per salute, scuola, cultura, ambiente e casa. Il Mef, ha sottolineato, tiene sempre «i cordoni della borsa tirati» per questi settori.
La consigliera ha sollevato un interrogativo sulla Costituzione. «Che fine ha fatto l'articolo della Costituzione secondo il quale si ripudia la guerra?», si è chiesta. Ha sostenuto che «preparare la guerra produce guerra». Ha invece invocato investimenti nella diplomazia e nella cooperazione. La giustizia sociale è stata indicata come la vera fonte di pace. Ha criticato l'accoglienza di armi nucleari, anche se non confermate ufficialmente, a pochi chilometri dalla città.
«Ogni pallottola prodotta ha un suo potenziale consumatore che è il destinatario, questa si chiama economia di guerra», ha affermato Pellegrino. Ha poi fornito un dato preoccupante: «Nel mondo sono in corso 56 conflitti armati». Questo numero è il più alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ha concluso con un appello: «No a doppi standard, sì al disarmo, la giustizia sociale e la pace».
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