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Sindaci e Regione Emilia-Romagna chiedono al Governo di respingere il piano Electrolux che prevede 1.700 esuberi in Italia. Il territorio è pronto alla mobilitazione in caso di mancato ritiro del piano.

Regione Emilia-Romagna contro il piano Electrolux

La Regione Emilia-Romagna, attraverso il suo presidente Michele De Pascale, ha espresso una ferma opposizione al piano di riorganizzazione presentato da Electrolux. L'annuncio dell'azienda prevede la riduzione di 1.700 posti di lavoro a livello nazionale. Di questi, 400 riguardano lo stabilimento di Forlì.

De Pascale, intervenendo a Forlì, ha sottolineato la posizione unitaria emersa dall'incontro con istituzioni, sindacati e cittadini. «Per noi questo piano è da rigettare e basta», ha dichiarato il presidente. La sua affermazione è stata ribadita in vista del tavolo tecnico previsto al Mimit il prossimo 25 maggio.

Negoziato impossibile senza ritiro del piano

Il presidente De Pascale ha chiarito che al momento non vi sono le condizioni per avviare una trattativa. «Non si possono cercare soluzioni con chi non le vuole trovare», ha argomentato. Secondo la sua analisi, la mossa di Electrolux non mira a un rilancio o a una gestione di crisi produttiva. Si tratta, piuttosto, di una chiara volontà di «abbandonare l'Italia».

L'Italia, a suo dire, deve opporsi con forza a questa decisione. De Pascale si aspetta che il Governo italiano porti avanti la linea delle Regioni al tavolo del 25 maggio. La vertenza, secondo il presidente emiliano-romagnolo, deve procedere in due fasi distinte.

La prima fase consiste nel ritiro del piano da parte di Electrolux. Solo successivamente, se l'azienda dimostrerà questa volontà, si potrà iniziare a discutere di possibili soluzioni. «Tutta questa discussione può iniziare un minuto dopo il ritiro del piano», ha specificato.

Territorio pronto al conflitto

In assenza del ritiro del piano, De Pascale ha avvertito che l'intero territorio, in particolare quello forlivese, è pronto a un conflitto. «Davanti alla voglia di discutere questo è un territorio che discute», ha affermato. Tuttavia, di fronte all'arroganza e a un provvedimento ritenuto di «tale violenza», il territorio è pronto a battersi con tutti gli strumenti legali a disposizione.

Sindaci uniti contro l'inaccettabile piano

Alla vicenda Electrolux hanno partecipato anche i sindaci dei comuni sede degli stabilimenti italiani. Collegati in videoconferenza, Gian Luca Zattini (Forlì), Marco Sartini (Porcia), Nilde Moretti (Solaro) e Gianni Montesel (Susegana) hanno concordato una posizione unitaria. Hanno definito il piano di riorganizzazione aziendale «inaccettabile».

Durante il summit, i quattro primi cittadini hanno ribadito la loro vicinanza ai lavoratori, alle loro famiglie e alle rappresentanze sindacali impegnate nella lotta. Hanno inoltre lanciato un appello urgente al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Hanno chiesto che il Governo mantenga una posizione irremovibile contro qualsiasi ipotesi di tagli e di disimpegno imprenditoriale da parte di Electrolux. La richiesta è chiara: il Governo deve essere fermo nel contrastare le decisioni dell'azienda.

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