Cronaca

Pontida: Funerali Umberto Bossi, folla e contestazione a Salvini

22 marzo 2026, 10:20 5 min di lettura
Pontida: Funerali Umberto Bossi, folla e contestazione a Salvini Immagine da Wikimedia Commons Pontida
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Migliaia di militanti leghisti si sono riuniti a Pontida per i funerali di Umberto Bossi. La cerimonia, tenutasi nel monastero di San Giacomo Maggiore, ha visto la partecipazione di esponenti politici di spicco, ma anche la contestazione per Matteo Salvini al suo arrivo.

Raduno a Pontida per l'ultimo saluto al "Senatùr"

Il popolo leghista si è ritrovato a Pontida, luogo simbolo della Lega, per tributare l'ultimo omaggio a Umberto Bossi. La cerimonia funebre si è svolta nel monastero di San Giacomo Maggiore, scelta dalla famiglia per la sua forte valenza storica e simbolica. Migliaia di militanti e simpatizzanti sono giunti da diverse regioni per stringersi attorno alla famiglia del fondatore del Carroccio, scomparso il 19 marzo all'età di 84 anni.

La volontà della famiglia era quella di una cerimonia sobria e riservata, ma la forte adesione dei militanti ha reso l'evento un vero e proprio bagno di folla. Nonostante le restrizioni per l'accesso all'interno del monastero, molte persone hanno voluto essere presenti per testimoniare il loro affetto e la loro vicinanza al leader indiscusso. La scelta di Pontida, legata al leggendario Giuramento del 1167, ha rafforzato il legame tra il "Senatùr" e la sua terra.

L'atmosfera era carica di emozione e commozione. Bandiere verdi, fazzoletti e slogan cari alla tradizione leghista hanno colorato il piazzale antistante il monastero. Molti militanti hanno intonato cori e ricordato i momenti salienti della storia della Lega, legati indissolubilmente alla figura di Umberto Bossi. La sua eredità politica e ideologica è stata al centro di molti discorsi informali tra i presenti.

Presenza istituzionale e contestazione a Salvini

Alla cerimonia funebre hanno presenziato numerose personalità politiche di primo piano. Tra gli invitati figuravano la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il governatore della Lombardia Attilio Fontana. La loro presenza sottolineava l'importanza di Umberto Bossi nel panorama politico italiano.

Tuttavia, l'arrivo di Matteo Salvini è stato accolto da un gruppo di contestatori. Alcuni fuoriusciti leghisti, confluiti nel "Patto per il Nord", hanno espresso il loro dissenso nei confronti della linea politica attuale del partito. Cori come "Vergogna, vergogna" e "Molla la camicia verde" hanno accompagnato il segretario della Lega. Salvini, pur non scomporsi, si è avvicinato alle transenne per salutare i militanti presenti.

I rapporti tra Salvini e Bossi non sono sempre stati idilliaci, e questa contestazione ha evidenziato alcune delle tensioni interne al partito. Nonostante ciò, Salvini ha cercato di mantenere un atteggiamento di rispetto e vicinanza ai militanti, salutando calorosamente chi era presente.

La cerimonia sobria e il significato di Pontida

La cerimonia funebre è stata concepita per essere sobria e priva di cerimoniali politici. L'accesso all'interno del monastero era limitato a familiari, "ospiti" e "vecchi amici", con una capienza di circa 400 persone. Per coloro che non hanno potuto accedere, è stato allestito un maxi-schermo all'esterno. La Lega ha inoltre garantito la diretta della cerimonia attraverso i propri canali social, permettendo a tutti di seguire l'evento.

Anche i giornalisti hanno avuto un'area dedicata all'esterno dell'abbazia per seguire le esequie. La sicurezza è stata una priorità, con parte della piazza chiusa per garantire l'ordine pubblico. L'organizzazione è stata curata da alcuni militanti della Lega, sotto la supervisione della famiglia e del ministro Giorgetti, fedelissimo di Bossi.

Al termine della cerimonia, un coro degli Alpini ha intonato il "Va, pensiero", brano che ha accompagnato la storia della Lega Nord. La scelta di Pontida come luogo dei funerali non è casuale. Questo luogo, fin dagli anni Novanta, è stato il palcoscenico dei raduni annuali della Lega Lombarda. La sua importanza storica, legata al "Giuramento di Pontida" del 1167, lo rende il simbolo dell'unione dei comuni del Nord contro l'imperatore Federico Barbarossa.

La decisione di celebrare le esequie a Pontida, anziché a Gemonio, luogo di residenza di Bossi, sottolinea la profonda connessione tra il leader e la sua "Culla della Lega". Il "pratone" di Pontida rappresenta il terreno fertile su cui è germogliata e cresciuta l'idea di autonomia e federalismo che ha caratterizzato il movimento per oltre quarant'anni.

I ricordi e l'eredità di Umberto Bossi

Molti militanti presenti hanno condiviso ricordi ed aneddoti legati a Umberto Bossi. La sua figura carismatica e la sua capacità di unire un popolo attorno a ideali specifici sono state al centro delle conversazioni. Nonostante le divergenze politiche emerse nel corso degli anni, il rispetto per il suo percorso e per il suo contributo alla politica italiana è rimasto intatto per molti.

Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ha definito la giornata un "funerale di popolo", sottolineando il desiderio della famiglia di avere i militanti presenti. Ha inoltre evidenziato il vuoto lasciato da Bossi, ma anche la forza delle idee che ha saputo trasmettere: autonomia, autogoverno e federalismo. Queste idee continuano a ispirare molti all'interno del partito.

La giornata a Pontida è stata un mix di commozione, celebrazione e, in parte, di contestazione. Un momento significativo per la Lega, che ha visto riunirsi i suoi militanti per l'ultimo saluto al "papà" del movimento. L'eredità di Umberto Bossi, fatta di battaglie politiche e di un forte legame con il territorio, continuerà a vivere nelle parole e nelle azioni di coloro che ne hanno condiviso il percorso.

Le cronache ricordano anche luoghi significativi come la Trattoria Jole a Legnano, definita la "tana" dove nacque la Lega legnanese, teatro di animate discussioni tra Bossi e Maroni. Questi aneddoti contribuiscono a dipingere il quadro di un movimento nato dal basso, con radici profonde nel tessuto sociale ed economico del Nord Italia. La figura di Bossi è indissolubilmente legata a queste origini.

La scelta di Pontida, con il suo "pratone" e il suo significato storico, ha ulteriormente rafforzato il legame tra il leader e il suo elettorato. Un luogo dove la Lega ha sempre trovato la sua forza e la sua identità, un simbolo di resistenza e di affermazione delle identità locali. Le esequie di Umberto Bossi hanno rappresentato un momento di riflessione su questa storia e sul futuro del movimento.

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