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La magnifica dimora di Marco Fabio Rufo a Pompei viene restaurata grazie a un finanziamento privato di oltre 1,4 milioni di euro. L'imprenditore tedesco Frank Hoefer, ispirato da una visita giovanile e da un libro sul sito archeologico, ha deciso di sostenere il progetto per rendere nuovamente accessibile al pubblico questo gioiello architettonico.

Riapre al pubblico la casa di Marco Fabio Rufo

Una delle dimore più imponenti dell'antica Pompei, la casa di Marco Fabio Rufo, sta per essere restituita al pubblico. Questa sontuosa residenza, costruita sulle antiche mura della città, si distingue per la sua facciata caratterizzata da ampie finestre affacciate sul golfo. Gli infissi, in legno e probabilmente anche in vetro, evocano gli sfarzosi palazzi imperiali di Roma. L'intero costo dell'intervento di restauro, che supera 1,4 milioni di euro, è coperto da un unico sostenitore privato, la società PompeiAR.

Un imprenditore tedesco finanzia il restauro

Il contratto di sponsorizzazione è stato formalmente siglato tra il rappresentante legale del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e il titolare di PompeiAR, Frank Hoefer. Quest'ultimo, un imprenditore originario della Germania meridionale, ha deciso di sostenere il progetto dopo aver letto il libro del direttore Zuchtriegel, intitolato "Pompei: la città incantata", pubblicato nel 2023. Hoefer ha raccontato di essere rimasto affascinato da Pompei fin dalla sua prima visita nel 1974, all'età di 16 anni. Ha percepito immediatamente il fascino di una civiltà che, per certi aspetti, condivide modelli sociali ancora attuali. L'imprenditore ritiene che la visita attenta alle case antiche offra innumerevoli dettagli sulla vita quotidiana, l'arte e l'abilità artigianale del passato. Restaurare la dimora di Marco Fabio Rufo, inaccessibile dal 1980, e renderla fruibile al pubblico è un'impresa che lo appassiona profondamente. Hoefer ha inoltre espresso l'impressione di una grande apertura a Pompei verso modelli innovativi di conservazione e fruizione. Ha manifestato il desiderio di contribuire alla ricerca di ulteriori sostenitori per i progetti del Parco.

Gli interventi di restauro e la storia della dimora

I lavori di restauro attualmente in corso si concentrano sugli affreschi, inclusa la celebre Venere di Pompei, custodita in una vera e propria "cappella" rituale all'interno della dimora. Questi interventi seguono le opere strutturali, di messa in sicurezza e di scavo, già realizzate dal Parco tra il 2021 e il 2023. La casa di M. Fabio Rufo, insieme alle vicine case "di Castricio" e "del Bracciale d'Oro", è edificata sul bordo dell'antica fortificazione di Pompei. Questa posizione particolare ha permesso la conservazione di ben quattro livelli, collegati da un complesso sistema di corridoi, scale e passaggi, sia di rappresentanza che di servizio. Si ipotizza che il proprietario, forse un magistrato locale o un liberto imperiale, disponesse di ingenti risorse economiche. Queste gli permisero la realizzazione di una villa urbana di ineguagliabile magnificenza a Pompei. Negli scavi sono state rinvenute anche diverse vittime dell'eruzione. Alcune giacciono ancora nei luoghi dove persero la vita: tre nella casa di M. Fabio Rufo, altrettante nella casa di Castricio (emerse nel 1961) e le vittime della casa del Bracciale d'Oro (rinvenute nel 1974).

Prospettive future e apertura al pubblico

Il direttore Zuchtriegel ha sottolineato l'importanza del progetto di valorizzazione del complesso. Si prevede di sfruttare la tecnologia digitale per illustrare la complessità di questo incredibile labirinto architettonico che è la casa di M. Fabio Rufo. A volte, l'impressione è quella di trovarsi in un palazzo ottocentesco napoletano, ma si tratta in realtà di un'abitazione romana di duemila anni fa. L'obiettivo è procedere a una prima apertura parziale entro le festività natalizie, consentendo l'accesso a gruppi accompagnati. Questo permetterà ai visitatori di iniziare a esplorare questo straordinario sito.