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La storia di Angelo Vassallo, sindaco pescatore di Pollica assassinato, viene raccontata nel docufilm "Perché?". La proiezione si terrà alla Camera dei Deputati, con la Fondazione Vassallo che chiede verità e giustizia.

Il docufilm "Perché?" alla Camera dei Deputati

La vicenda di Angelo Vassallo, sindaco pescatore di Pollica, giunge a Palazzo Montecitorio. Questo avviene attraverso la lente del cinema, con la presentazione del docufilm intitolato "Perché?". L'opera nasce da un'idea dei fratelli Dario e Massimo Vassallo. Essi ricoprono rispettivamente le cariche di presidente e vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore. La realizzazione tecnica è a cura di Giuseppe Falagario.

L'evento segna la prima assoluta del film. Si svolgerà martedì 13 ottobre 2026. L'appuntamento è fissato per le ore 15:30. La location scelta è la Sala Giacomo Matteotti, situata presso Palazzo Theodoli-Bianchelli. La Fondazione ha fortemente voluto questa iniziativa. La ritengono un momento cruciale per la memoria di Angelo Vassallo.

La vita del sindaco pescatore al centro del racconto

Secondo i fratelli Vassallo, la storia di Angelo trascende i confini familiari e del Cilento. Essa rappresenta un tassello importante della storia nazionale. La scelta del mezzo cinematografico risponde a un desiderio preciso. «Abbiamo scelto il cinema perché volevamo raccontare Angelo in una maniera diversa», ha dichiarato il presidente della Fondazione, Dario Vassallo. L'obiettivo era evitare di concentrarsi unicamente sulla sua tragica morte.

«Non volevamo realizzare l'ennesimo racconto che partisse dalla sua morte», ha proseguito Dario Vassallo. «Volevamo partire dalla sua vita». Il documentario mira a restituire l'immagine di un uomo poliedrico. Angelo Vassallo era prima di tutto un pescatore. Era anche un uomo impegnato nella politica. Era un sindaco che aveva scelto di servire la sua comunità con passione e coraggio.

La richiesta di verità e giustizia

La domanda che dà il titolo al film, "Perché?", è un interrogativo che accompagna la famiglia da sedici anni. «Perché è stato ucciso un uomo che aveva dedicato la propria vita al territorio, alla sua comunità e a un'idea precisa di amministrazione?», si chiede Dario Vassallo. La Fondazione ribadisce con forza la propria incessante ricerca di verità e giustizia.

«Noi continuiamo a chiedere verità e giustizia», affermano congiuntamente Dario e Massimo Vassallo. La loro richiesta alle istituzioni è chiara e perentoria. «E diciamo una cosa molto semplice: in questo processo lo Stato faccia lo Stato». Non si tratta di richieste di favori, scorciatoie o privilegi. La pretesa è che le istituzioni operino fino in fondo. Devono adempiere ai propri doveri per fare piena luce sull'assassinio di Angelo Vassallo.