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Patrizia Laquidara arriva a Polistena il 27 marzo 2026 con il suo progetto musicale "Flòrula". L'evento unisce elettronica, memorie personali e corali in un racconto sonoro che celebra la comunità.

Laquidara a Polistena: "Flòrula" tra musica e narrazione

La cantautrice e scrittrice siciliana Patrizia Laquidara farà tappa a Polistena il prossimo 27 marzo 2026. L'artista presenterà il suo progetto musicale intitolato "Flòrula". Questo evento rappresenta una delle due uniche date previste in Calabria per il suo tour. L'esibizione si terrà presso l'Auditorium Comunale di Polistena. L'inizio è fissato per le ore 21:30. L'organizzazione è frutto della collaborazione tra Dracma – Centro di Produzione Teatrale e Capitolo 24. Il progetto gode del sostegno istituzionale del Comune di Polistena, della Regione Calabria e del MIC - Ministero della Cultura.

Patrizia Laquidara è nota per il suo percorso artistico poliedrico. Ha esplorato la canzone d'autore, la poesia e la ricerca sonora. La sua precedente attività include il romanzo “Ti ho vista ieri”. Ha inoltre collaborato a un lavoro teatrale con Marco Paolini. Ora torna alla musica con un progetto che affonda le radici nelle memorie personali e collettive. Il suo lavoro mira a guardare al futuro, integrando anche forme espressive più leggere e immediate. La musica diventa una casa viva per raccontare una storia. Questa storia personale si trasforma in un racconto condiviso, superando la dimensione puramente biografica.

"Flòrula": un ecosistema sonoro di memorie e comunità

Il titolo "Flòrula" deriva dal lessico botanico. Indica l'insieme delle specie vegetali presenti in un determinato territorio. Nella poetica di Laquidara, questo termine assume un significato metaforico. Diventa simbolo di un ecosistema umano ed emotivo. Questo ecosistema è composto da presenze minute ma resistenti. Include genealogie, voci femminili, relazioni e comunità. Questi elementi convivono e si trasformano continuamente. Ogni canzone è concepita come un frammento essenziale. Nulla è puramente ornamentale; tutto è vivo e significativo. Il progetto discografico è un mosaico di memorie. Queste memorie spaziano dall'infanzia, vista come spazio originario e inesauribile, ai viaggi e alle storie familiari. Include anche un'Italia condivisa. L'opera si apre a un'idea di comunità più ampia e inclusiva. Non si chiude nell'individualismo, ma esprime il desiderio di allargare lo sguardo. Cerca di evitare la solitudine, costruendo un'idea di mondo dove nessuno è escluso.

Le canzoni di "Flòrula" traggono ispirazione dai personaggi e dalle vicende narrate nel libro “Ti ho vista ieri”. Questi racconti erano già parte integrante delle performance dal vivo dell'autrice. L'universo creato è magico. È composto da fotogrammi dell'infanzia dell'artista. Questi ricordi provengono dal periodo trascorso in Sicilia. Successivamente, la famiglia si trasferì in Veneto, portando con sé sogni e aspettative. Nel libro compaiono filastrocche, incantesimi e ritmi particolari. Durante i concerti, questi elementi si trasformano in un canto. Diventano un inno e un rito, mantenendo sempre una vitalità intrinseca. Laquidara descrive il suo lavoro come un tentativo di guardare avanti. Cerca di aprirsi a forme di scrittura più libere, immediate e leggere. Non rinuncia però alla profondità del messaggio. Il progetto discografico è stato prodotto artisticamente insieme a Edoardo Piccolo. Il suo contributo è stato fondamentale nel definire un suono nuovo e vitale. Dal punto di vista sonoro, "Flòrula" fonde la scrittura cantautorale con l'elettronica e sonorità rituali e corali. La voce assume un ruolo centrale. Funziona sia come strumento narrativo che come elemento collettivo.

Collaborazioni e messaggio di inclusione in "Flòrula"

L'album "Flòrula" è arricchito da numerosi incontri con altri artisti. Tra le collaborazioni spiccano quelle con Antonio Vargas (dei Delicatoni) e Puccio Castrogiovanni. Partecipa anche un coro di voci femminili. Sono presenti anche percussionisti brasiliani provenienti dalla periferia di Recife, luogo visitato dall'artista durante i suoi viaggi. Un'altra collaborazione degna di nota è quella con il giovane rapper El Coco. Questo brano è stato scritto insieme al campione mondiale di poetry slam, Lorenzo Maragoni. Il cuore pulsante dell'opera è il brano “Nessuno deve restare di fuori”. Questo pezzo è interpretato insieme a Giulia Mei, anch'essa siciliana. Le due voci femminili si uniscono per veicolare un messaggio potente: il cerchio può sempre allargarsi. L'inclusione è un tema centrale dell'intero progetto.

"Flòrula" è stato pubblicato in due parti. Questa scelta sottolinea un approccio all'ascolto che privilegia il tempo lungo. L'album non è pensato per essere consumato velocemente. Al contrario, invita a un'immersione più calma e dilatata. La prima uscita è stata concepita come un capitolo. Non rappresenta una conclusione definitiva, ma piuttosto una soglia. Un invito a ritrovarsi all'interno di un sistema più ampio. Qui le esperienze individuali si trasformano in uno spazio condiviso. Ogni elemento è interconnesso e in relazione con gli altri. Questo approccio riflette la visione dell'artista di un mondo unito e interdipendente. La musica diventa veicolo di connessione e comprensione reciproca.

Il contesto culturale di Polistena e il tour di Laquidara

L'arrivo di Patrizia Laquidara a Polistena si inserisce in un contesto culturale vivace. La città, situata nella Regione Calabria, dimostra un'attenzione crescente verso eventi artistici di qualità. La collaborazione tra enti locali e realtà produttive come Dracma e Capitolo 24 è fondamentale. Essa permette di portare sul territorio nazionale e internazionale artisti di rilievo. Il sostegno del Comune di Polistena e della Regione Calabria evidenzia l'impegno verso la promozione culturale. Il MIC, attraverso i suoi finanziamenti, riconosce il valore artistico e culturale del progetto "Flòrula". Questo evento non è solo un concerto, ma un'occasione per riflettere sul ruolo della musica e dell'arte nella costruzione di comunità. La scelta di Polistena come una delle due tappe calabresi sottolinea l'importanza della città come polo culturale.

Il tour di "Flòrula" rappresenta un'opportunità unica per il pubblico calabrese. Potranno assistere a una performance che fonde generi e linguaggi diversi. L'elettronica si mescola con la profondità delle trame intime. Le pulsazioni profonde della musica creano un'atmosfera coinvolgente. La presenza di musicisti esperti come Edoardo Piccolo (sintetizzatori, drum machine, programmazione), Daniele Santimone (chitarra elettrica, violao 7 corde) e Stefano Dalla Porta (basso elettrico) garantisce un'elevata qualità musicale. La performance promette di essere un'esperienza sensoriale ed emotiva. Un viaggio attraverso le memorie e le speranze di un'artista che sa parlare al presente con una voce unica. L'evento del 27 marzo all'Auditorium Comunale sarà un momento clou per la scena culturale di Polistena e dell'intera Calabria.

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