Cronaca

Policoro: Comunità Segnala Rischi Naturali e Antropici

19 marzo 2026, 18:18 5 min di lettura
Policoro: Comunità Segnala Rischi Naturali e Antropici Immagine generata con AI Policoro
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A Policoro il progetto 'Sicuri Insieme' ha raccolto le segnalazioni dei cittadini sui principali rischi naturali e antropici. Emergono preoccupazioni per alluvioni, dissesto idrogeologico, inquinamento e incendi.

Rischi Idrogeologici e Alluvioni a Policoro

Il percorso di 'Sicuri Insieme' prosegue a Policoro. L'iniziativa, promossa da Cittadinanzattiva e sostenuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mira a incrementare la consapevolezza comunitaria. Si focalizza sui pericoli naturali e causati dall'uomo. L'obiettivo è promuovere una partecipazione attiva alla prevenzione.

Questa tappa territoriale è un momento cruciale. Offre un'occasione di confronto pubblico. Cittadini e Amministrazione comunale discutono il Piano di Protezione Civile. Si parte dalla 'Mappa dei Rischi'. Questa mappa è stata creata con il contributo della comunità locale. Le indicazioni dei residenti sono fondamentali.

A Policoro, i principali pericoli naturali riguardano l'acqua. Si tratta di fenomeni idraulici e idrogeologici. Sono legati alla conformazione della piana del Metapontino. La presenza di molti corsi d'acqua è un fattore chiave. Il territorio è prevalentemente pianeggiante. Questo lo rende vulnerabile alle alluvioni.

Le piogge intense e concentrate aumentano il rischio. Si temono esondazioni e allagamenti diffusi. Una criticità specifica riguarda il Fosso Valle. Il tratto tra Montalbano Jonico e Scanzano Jonico è particolarmente a rischio. In passato, questo fenomeno ha causato notevoli disagi alla circolazione.

Simili episodi sono collegati anche ai fiumi Agri e Sinni. Nel 1959, le loro esondazioni inondarono l'intera piana del Metapontino. Purtroppo, causarono undici vittime nella zona di Madonnella. Questi eventi storici sottolineano la vulnerabilità del territorio.

Criticità Strutturali e Dissesto Idrogeologico

Ulteriori vulnerabilità sono legate al bacino irriguo di Monte Cotugno. Si tratta di una diga in terra battuta. È considerata un'infrastruttura vitale per l'approvvigionamento idrico dell'area. I cittadini esprimono preoccupazione per la sua stabilità.

In caso di terremoti o problemi strutturali, la diga potrebbe cedere. Le conseguenze per il territorio circostante sarebbero gravi. La sicurezza di questa infrastruttura è quindi prioritaria. La sua integrità è essenziale per la protezione civile.

La fascia ionica lucana soffre anche di dissesto idrogeologico. Diversi centri vicini sono stati colpiti storicamente. Ne sono un esempio le frane di grande entità. La frana di Pisticci nel 1688 è un caso emblematico. Anche quella di Montescaglioso nel 2013 ha avuto un impatto significativo.

Questi eventi dimostrano la fragilità geologica della zona. La prevenzione e la gestione del territorio sono cruciali. È necessario monitorare costantemente le aree a rischio. Interventi di messa in sicurezza sono indispensabili.

Il progetto 'Sicuri Insieme' vuole sensibilizzare su questi temi. La partecipazione dei cittadini è fondamentale. Solo una comunità informata può contribuire efficacemente alla prevenzione. La conoscenza dei rischi è il primo passo.

Inquinamento e Rischi Antropici nell'Area

Accanto ai pericoli naturali, emergono criticità di origine antropica. L'inquinamento dei suoli e delle acque è una preoccupazione crescente. Le attività industriali storiche hanno lasciato un segno.

Le preoccupazioni della popolazione si basano anche su dati ufficiali. L'ARPA Basilicata ha effettuato rilevazioni. Queste hanno evidenziato la presenza di sostanze contaminanti. Sono state attribuite alle attività industriali presenti nell'area.

Un caso specifico riguarda l'impianto ITREC di Rotondella. Originariamente era destinato al ritrattamento del combustibile nucleare esaurito. Nell'ambiente circostante e nella foce del fiume Sinni sono stati rilevati contaminanti. Questo segnala una potenziale minaccia per l'ecosistema.

Ulteriori pressioni ambientali derivano dalla contaminazione. Questa è riconducibile alle attività industriali della Val Basento. Anche l'inquinamento da nitrati è un problema. È legato alle colture intensive. Queste caratterizzano l'intera fascia costiera ionica.

L'agricoltura intensiva, se non gestita correttamente, può avere impatti negativi. L'uso eccessivo di fertilizzanti può contaminare le falde acquifere. La salute dell'ambiente e dei cittadini è a rischio.

La comunità segnala anche la frequente presenza di incendi. Questi avvengono lungo la fascia costiera e nelle aree di pineta. Il Bosco Pantano di Policoro è particolarmente interessato. La vicinanza di questi incendi ai centri abitati è preoccupante.

Il fumo e le polveri generate dagli incendi espongono la popolazione a rischi per la salute. La prevenzione degli incendi è quindi fondamentale. È necessario anche un piano di emergenza efficace.

Il Ruolo di Cittadinanzattiva e la Protezione Civile

Francesca Picciani, Segretaria Regionale di Cittadinanzattiva Basilicata, ha dichiarato: «Con Sicuri Insieme abbiamo aperto un dialogo con la Comunità sul governo dei rischi che interessano il territorio e sulla gestione delle emergenze». Ha sottolineato l'importanza del confronto.

L'appuntamento si è svolto presso la Sala del Consiglio comunale. Erano presenti studentesse, studenti e docenti dell'Istituto di istruzione superiore Policoro. Il confronto è stato definito «ampio e proficuo». L'iniziativa ha coinvolto attivamente i giovani.

«Ringraziamo sentitamente l’Amministrazione di Policoro per la disponibilità fornita e per la partecipazione attiva e competente messa a disposizione dei lavori della mattinata», ha aggiunto Picciani. L'ente locale ha dimostrato grande collaborazione.

La 'Mappa dei Rischi' offre un quadro dettagliato delle vulnerabilità. Riguardano il territorio di Policoro. Evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione. È necessario migliorare il monitoraggio ambientale. Occorre incrementare la conoscenza dei rischi da parte della comunità.

Il contesto nazionale è caratterizzato da eventi estremi sempre più frequenti. Dati del Dipartimento della Protezione Civile, elaborati da Openpolis, confermano questa tendenza. Tra maggio 2012 e marzo 2023, lo stato di emergenza è stato dichiarato 169 volte. Di queste, 135 sono state causate da eventi idrici o meteorologici estremi. Nove riguardavano eventi sismici o vulcanici.

Attraverso 'Sicuri Insieme', Cittadinanzattiva ribadisce un concetto chiave. La collaborazione tra cittadini e istituzioni è una risorsa fondamentale. Serve a promuovere la sicurezza e la salute collettiva. La partecipazione attiva è la chiave.

Raniero Maggini, Responsabile delle Politiche dell’Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva, ha affermato: «Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo». Lo considera uno strumento vitale. «È, invece, uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte».

«Occorre che lo si aggiorni incoraggiando la massima partecipazione dei cittadini», ha proseguito Maggini. I cittadini devono «imparare a conoscere le fragilità del territorio nel quale vivono». Devono «richiedere di investire nella prevenzione, condividere le misure finalizzate alla gestione delle emergenze».

«Riuscire a convivere con i rischi che gravano sui luoghi che viviamo non è un’opzione, ma un’esigenza, una priorità per chiunque, decisori, imprese, cittadini», ha concluso Maggini. «Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per saperlo». La consapevolezza deve essere costante.

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