Cronaca

Policoro: Comunità Rileva Rischi Naturali e Antropici

20 marzo 2026, 00:17 5 min di lettura
Policoro: Comunità Rileva Rischi Naturali e Antropici Immagine generata con AI Policoro
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A Policoro, il progetto "Sicuri Insieme" ha mappato i rischi naturali e antropici segnalati dalla cittadinanza, focalizzandosi su idraulica, inquinamento e incendi. L'iniziativa mira a rafforzare la prevenzione e la partecipazione comunitaria.

Rischi Idraulici e Idrogeologici a Policoro

Il percorso di "Sicuri Insieme" prosegue a Policoro, un'iniziativa promossa da Cittadinanzattiva. Il progetto, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mira a elevare la consapevolezza locale sui pericoli naturali e creati dall'uomo. L'obiettivo è incoraggiare una partecipazione attiva e informata ai processi di prevenzione e protezione. L'incontro territoriale è stato un momento cruciale per il confronto. Cittadini e Amministrazione comunale hanno discusso il Piano di Protezione Civile. La discussione è partita dalla "Mappa dei Rischi". Questa mappa è stata creata grazie ai contributi della comunità locale.

Nel territorio di Policoro, i pericoli naturali più sentiti riguardano l'acqua. Si tratta di fenomeni idraulici e idrogeologici. Questi sono legati alle caratteristiche della piana del Metapontino. La presenza di molti corsi d'acqua è un fattore importante. La conformazione pianeggiante dell'area rende la zona vulnerabile alle alluvioni. Le esondazioni sono un rischio concreto. Questo accade soprattutto durante piogge intense e concentrate. La comunità ha evidenziato criticità specifiche. Una di queste è l'esondazione del Fosso Valle. Il tratto interessato va da Montalbano Jonico a Scanzano Jonico. Episodi simili hanno già causato notevoli disagi alla viabilità locale in passato. Questi eventi hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana.

Anche i fiumi Agri e Sinni presentano rischi analoghi. La loro esondazione nel 1959 fu devastante. Allagarono l'intera piana del Metapontino. Tragicamente, causarono undici vittime nella zona di Madonnella. Questi eventi storici ricordano la fragilità del territorio. Ulteriori vulnerabilità sono legate al bacino irriguo di Monte Cotugno. Si tratta di una diga in terra battuta. È considerata un'infrastruttura vitale per l'approvvigionamento idrico dell'area. I cittadini esprimono preoccupazione. Temono che un danneggiamento dell'opera possa avere conseguenze gravi. Questo potrebbe accadere in caso di eventi sismici o criticità strutturali. L'impatto sul territorio circostante sarebbe notevole. La fascia ionica lucana soffre anche di dissesto idrogeologico. Numerosi centri vicini sono stati colpiti storicamente. Esempi significativi includono la frana di Pisticci nel 1688. Un altro evento rilevante è stata la frana di Montescaglioso nel 2013. Questi episodi sottolineano la necessità di monitoraggio costante.

Criticità Antropiche e Inquinamento nell'Area

Oltre ai pericoli naturali, emergono criticità di origine antropica. Queste sono particolarmente legate all'inquinamento. Si segnala l'inquinamento dei suoli e delle acque. Le preoccupazioni della popolazione si basano su dati concreti. Le rilevazioni dell'ARPA Basilicata hanno evidenziato la presenza di sostanze contaminanti. Queste sono attribuite alle attività industriali storicamente presenti nell'area. Un esempio citato è l'impianto ITREC di Rotondella. Originariamente era destinato al ritrattamento del combustibile nucleare esaurito. Nell'ambiente circostante e nella foce del fiume Sinni sono stati rilevati contaminanti. Questi dati destano allarme.

Ulteriori fattori di pressione ambientale sono evidenti. La contaminazione dei suoli e delle acque è riconducibile alle attività industriali della Val Basento. Questo rappresenta un problema persistente. Si aggiunge l'inquinamento da nitrati. Questo è legato alle colture intensive. Queste pratiche agricole caratterizzano l'intera fascia costiera ionica. L'uso intensivo di fertilizzanti può avere impatti negativi sull'ambiente. Infine, la comunità segnala un altro pericolo. Si tratta della frequente presenza di incendi. Questi si verificano lungo la fascia costiera. Interesano anche le aree di pineta. Un'area particolarmente colpita è il Bosco Pantano di Policoro. La vicinanza di questi incendi ai centri abitati è preoccupante. Espone la popolazione ai fumi e alle polveri generate. La qualità dell'aria ne risente direttamente.

Il Ruolo di "Sicuri Insieme" e la Partecipazione Civica

Francesca Picciani, Segretaria Regionale di Cittadinanzattiva Basilicata, ha commentato l'iniziativa. «Con Sicuri Insieme abbiamo aperto un dialogo con la Comunità sul governo dei rischi che interessano il territorio e sulla gestione delle emergenze», ha dichiarato. L'appuntamento si è tenuto presso la Sala del Consiglio comunale. Hanno partecipato studentesse e studenti. Erano presenti anche i docenti accompagnatori dell'Istituto di istruzione superiore Policoro. Si è sviluppato un confronto ampio e proficuo. La Segretaria Regionale ha ringraziato sentitamente l'Amministrazione di Policoro. Ha apprezzato la disponibilità e la partecipazione attiva e competente offerta. Questi contributi sono stati fondamentali per i lavori della mattinata. La "Mappa dei Rischi" restituisce un quadro articolato delle vulnerabilità. Queste riguardano il territorio di Policoro. Evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione. È necessario migliorare il monitoraggio ambientale. Fondamentale è anche accrescere la conoscenza dei rischi da parte della comunità locale. L'iniziativa si inserisce in un contesto nazionale preoccupante.

Il contesto nazionale è caratterizzato da una crescente frequenza di eventi estremi. Secondo i dati del Dipartimento della Protezione Civile. Questi dati sono stati elaborati da Openpolis. Da maggio 2012 a marzo 2023, lo stato di emergenza è stato dichiarato 169 volte. Di queste, 135 dichiarazioni sono riconducibili a eventi idrici o meteorologici estremi. Altri 9 hanno riguardato eventi sismici o vulcanici. Questi numeri evidenziano un trend preoccupante. Attraverso "Sicuri Insieme", Cittadinanzattiva ribadisce un concetto fondamentale. La collaborazione tra cittadini e istituzioni è una risorsa. È essenziale per favorire la sicurezza e la salute collettiva. Questo approccio integrato è la chiave per affrontare le sfide future.

Raniero Maggini, Responsabile delle Politiche dell'Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva, ha aggiunto la sua prospettiva. «Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo», ha affermato. «È, invece, uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte». Ha sottolineato l'importanza di aggiornare il piano. È necessario incoraggiare la massima partecipazione dei cittadini. Devono farlo proprio, imparare a conoscere le fragilità del territorio. Devono richiedere di investire nella prevenzione. Devono condividere le misure per la gestione delle emergenze. «Riuscire a convivere con i rischi che gravano sui luoghi che viviamo non è un'opzione, ma un'esigenza, una priorità per chiunque, decisori, imprese, cittadini», ha concluso Maggini. «Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per saperlo». La sua dichiarazione sottolinea l'urgenza di un approccio proattivo.

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