Due individui sono stati fermati dai carabinieri nella Locride per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le indagini puntano a favorire la cosca Barbaro. Le denunce degli imprenditori sono state cruciali.
Tentata estorsione aggravata nel Reggino
I carabinieri hanno eseguito due fermi nella Locride. L'accusa è di tentata estorsione. L'aggravante è il metodo mafioso. I provvedimenti sono stati emessi dalla Dda di Reggio Calabria. Il procuratore Giuseppe Borrelli guida l'indagine.
I due fermati avrebbero agito per conto della cosca Barbaro. Nello specifico, per la fazione "Castani" di Platì. Le indagini si sono concentrate su alcuni cantieri edili. L'area interessata è quella jonica.
Ricostruiti episodi di estorsione
Gli inquirenti hanno ricostruito due episodi distinti. Entrambi riguardano tentate estorsioni. Si sono verificati tra ottobre 2025 e marzo 2026. In un caso, i sospettati sono entrati nel piazzale di un'impresa. Hanno intimato al titolare di consegnare denaro. Hanno fatto riferimento alla potenza criminale della loro famiglia mafiosa. Hanno anche menzionato la detenzione di alcuni affiliati.
In un secondo episodio, in un cantiere edile, uno dei fermati ha minacciato gli operai. Ha affermato che avrebbe bloccato i lavori. Questo solo se non avesse potuto parlare con i proprietari dell'impresa. Le minacce miravano a ottenere denaro.
Il ruolo delle vittime e delle prove
L'identificazione dei presunti autori è stata supportata da diverse prove. Sono stati effettuati riconoscimenti fotografici. Sono state acquisite immagini di videosorveglianza. Queste immagini avrebbero documentato il transito del veicolo usato da uno degli indagati. Il transito è avvenuto in orari compatibili con la commissione dei reati contestati.
Gli investigatori sottolineano un aspetto fondamentale. Il contributo delle vittime è stato decisivo. Le persone offese hanno denunciato le richieste estorsive. Si sono rivolte ai carabinieri, rompendo il muro di omertà. Questo ha permesso di avviare le indagini.
La cosca Barbaro e il territorio
La cosca Barbaro, nota anche come "Castani", è una delle più potenti della 'ndrangheta. Ha radici profonde a Platì e si estende in tutta la Locride. La sua influenza si basa sul controllo del territorio e sull'intimidazione. Le estorsioni rappresentano una fonte di finanziamento primaria per le organizzazioni mafiose.
Il fermo di questi due individui rappresenta un duro colpo per la cosca. Dimostra l'efficacia delle indagini condotte dalla Dda di Reggio Calabria. La collaborazione delle vittime è un segnale positivo. Indica una crescente volontà di contrastare il fenomeno mafioso.
Le indagini proseguono
Le indagini non si fermano qui. Gli inquirenti stanno cercando di accertare eventuali altri collegamenti. Vogliono capire l'estensione delle attività estorsive della cosca. Si sta valutando se ci siano state altre vittime. Il contrasto alla criminalità organizzata nel Reggino rimane una priorità assoluta.
La Dda di Reggio Calabria continua a monitorare le attività delle cosche. L'obiettivo è smantellare le reti criminali. Proteggere l'economia legale e i cittadini onesti. Il fermo odierno è un passo importante in questa direzione.
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