Cronaca

Policoro: Comunità Segnala Rischi Naturali nel Progetto "Sicuri Insieme"

20 marzo 2026, 12:11 7 min di lettura
Policoro: Comunità Segnala Rischi Naturali nel Progetto "Sicuri Insieme" Immagine generata con AI Pisticci
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A Policoro, il progetto "Sicuri Insieme" ha raccolto le segnalazioni dei cittadini sui principali rischi naturali e antropici. L'iniziativa mira a rafforzare la consapevolezza e la partecipazione comunitaria nella prevenzione.

Policoro: Mappa dei Rischi tra Alluvioni e Frane

Il percorso di "Sicuri Insieme" prosegue a Policoro. L'iniziativa è promossa da Cittadinanzattiva. È finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L'obiettivo è aumentare la consapevolezza sui rischi naturali. Si mira anche a quelli di origine antropica. Si vuole favorire una partecipazione informata. La partecipazione è fondamentale per la prevenzione. La tutela del territorio è un tema centrale.

Questa tappa territoriale è un momento di restituzione pubblica. Si confrontano cittadini e Amministrazione comunale. Il confronto avviene sul Piano di Protezione Civile. Si parte dai contenuti della "Mappa dei Rischi". Questa mappa è stata elaborata con indicazioni della comunità locale. Le segnalazioni dei cittadini sono preziose. Esse guidano le azioni future.

Nel territorio di Policoro, i rischi naturali più segnalati sono di natura idraulica. Si aggiungono quelli idrogeologici. Questi sono legati alle caratteristiche geomorfologiche della piana del Metapontino. La presenza di numerosi corsi d'acqua è un fattore chiave. La posizione pianeggiante del territorio espone l'area a rischi specifici. Si tratta principalmente di alluvioni ed esondazioni. Questi eventi sono più probabili con precipitazioni intense. Le piogge concentrate aumentano la criticità.

Tra le criticità più rilevanti emerge il rischio di esondazione del Fosso Valle. Questo riguarda il tratto tra Montalbano Jonico e Scanzano Jonico. In passato, questo fenomeno ha causato disagi significativi. La viabilità locale è stata spesso compromessa. Episodi analoghi sono legati anche ai fiumi Agri e Sinni. Nel lontano 1959, questi fiumi esondarono. Occuparono l'intera piana del Metapontino. Purtroppo, causarono undici vittime. L'area colpita fu quella di Madonnella.

Ulteriori elementi di vulnerabilità sono connessi al bacino irriguo di Monte Cotugno. Si tratta di una diga in terra battuta. Questa infrastruttura è considerata strategica. Fornisce approvvigionamento idrico all'area. Secondo i cittadini, un danneggiamento dell'opera è preoccupante. Eventi sismici o criticità strutturali potrebbero avere conseguenze gravi. Il territorio circostante sarebbe esposto a rischi elevati.

La fascia ionica lucana è interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico. Questi eventi hanno colpito storicamente diversi centri vicini. La frana di Pisticci nel 1688 ne è un esempio. Anche la frana di Montescaglioso nel 2013 è rilevante. Questi eventi dimostrano la fragilità del territorio.

Rischi Antropici e Inquinamento: Le Preoccupazioni dei Cittadini

Accanto ai rischi naturali, emergono criticità di origine antropica. Queste sono legate all'inquinamento dei suoli. Si aggiunge l'inquinamento delle acque. Le preoccupazioni della popolazione si basano su dati concreti. Sono state effettuate rilevazioni da ARPA Basilicata. Queste hanno evidenziato la presenza di sostanze contaminanti. Esse sono attribuite alle attività industriali storiche nell'area.

Tra queste attività, viene segnalato l'impianto ITREC di Rotondella. Originariamente, era destinato al ritrattamento del combustibile nucleare esaurito. Nell'ambiente circostante sono stati rilevati contaminanti. Anche la foce del fiume Sinni ha mostrato tracce di inquinamento. Questo impianto rappresenta una fonte di preoccupazione per la salute pubblica.

Ulteriori fattori di pressione ambientale sono evidenti. Si tratta della contaminazione dei suoli e delle acque. Questa è riconducibile alle attività industriali della Val Basento. Un'altra criticità è l'inquinamento da nitrati. Questo è legato alle colture intensive. Queste pratiche caratterizzano l'intera fascia costiera ionica. L'agricoltura intensiva ha un impatto significativo.

La comunità segnala anche la frequente presenza di incendi. Questi si verificano lungo la fascia costiera. Interessano anche le aree di pineta. Un'area particolarmente colpita è il Bosco Pantano di Policoro. La vicinanza di questi eventi ai centri abitati è pericolosa. La popolazione è esposta a fumi e polveri nocive. La gestione degli incendi è una priorità.

"Sicuri Insieme": Dialogo tra Comunità e Istituzioni per la Sicurezza

Francesca Picciani, Segretaria Regionale di Cittadinanzattiva Basilicata, ha commentato l'iniziativa. «Con Sicuri Insieme abbiamo aperto un dialogo con la Comunità sul governo dei rischi che interessano il territorio e sulla gestione delle emergenze», ha dichiarato. L'appuntamento si è tenuto presso la Sala del Consiglio comunale. Erano presenti studentesse e studenti. C'erano anche i docenti accompagnatori dell'Istituto di istruzione superiore Policoro. Il confronto è stato definito «ampio e proficuo».

«Ringraziamo sentitamente l'Amministrazione di Policoro per la disponibilità fornita», ha aggiunto Picciani. «Per la partecipazione attiva e competente messa a disposizione dei lavori della mattinata». La "Mappa dei Rischi" restituisce un quadro articolato delle vulnerabilità. Esse interessano il territorio di Policoro. Viene evidenziata la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione. È necessario migliorare il monitoraggio ambientale. Fondamentale è accrescere la conoscenza dei rischi da parte della comunità locale.

Il contesto nazionale in cui si inserisce l'iniziativa è preoccupante. Si osserva una crescente frequenza di eventi estremi. I dati del Dipartimento della Protezione Civile sono eloquenti. Elaborati da Openpolis, indicano 169 stati di emergenza da maggio 2012 a marzo 2023. Di questi, 135 sono riconducibili a eventi idrici o meteorologici estremi. Altri 9 hanno riguardato eventi sismici o vulcanici. La fragilità del territorio italiano è evidente.

Attraverso "Sicuri Insieme", Cittadinanzattiva ribadisce un concetto fondamentale. La collaborazione tra cittadini e istituzioni è una risorsa. È una risorsa fondamentale per favorire la sicurezza collettiva. La salute dei cittadini è al centro di questo impegno.

Raniero Maggini, Responsabile delle Politiche dell'Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva, ha sottolineato l'importanza del Piano di Protezione Civile. «Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo», ha affermato. «È, invece, uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte».

«Occorre che lo si aggiorni incoraggiando la massima partecipazione dei cittadini», ha proseguito Maggini. «Che debbono farlo proprio, imparare a conoscere le fragilità del territorio nel quale vivono. Richiedere di investire nella prevenzione, condividere le misure finalizzate alla gestione delle emergenze». La convivenza con i rischi è un'esigenza. «Riuscire a convivere con i rischi che gravano sui luoghi che viviamo non è un'opzione, ma un'esigenza, una priorità per chiunque, decisori, imprese, cittadini», ha concluso. «Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per saperlo».

Contesto e Prossimi Passi per la Sicurezza Territoriale

L'iniziativa "Sicuri Insieme" a Policoro si inserisce in un quadro più ampio. La consapevolezza dei rischi è cruciale. La partecipazione attiva dei cittadini è un motore di cambiamento. La "Mappa dei Rischi" elaborata è uno strumento concreto. Essa permette di focalizzare l'attenzione sulle criticità specifiche del territorio.

I rischi idraulici e idrogeologici richiedono attenzione costante. La piana del Metapontino, con la sua conformazione, è vulnerabile. Le esondazioni del Fosso Valle, dei fiumi Agri e Sinni sono eventi storici. Le alluvioni del 1959 sono un monito severo. La diga di Monte Cotugno rappresenta un'infrastruttura vitale ma anche un potenziale rischio.

Il dissesto idrogeologico è una minaccia persistente. Le frane storiche, come quelle di Pisticci e Montescaglioso, lo dimostrano. La prevenzione e la gestione del territorio sono essenziali. Le istituzioni devono ascoltare le segnalazioni dei cittadini. La collaborazione è la chiave per affrontare queste sfide.

L'inquinamento, sia dei suoli che delle acque, è un'altra emergenza. Le attività industriali passate e presenti, come l'impianto ITREC, lasciano un'eredità preoccupante. L'agricoltura intensiva contribuisce all'inquinamento da nitrati. La salute dell'ambiente e dei cittadini è a rischio. Il monitoraggio ambientale da parte di enti come ARPA Basilicata è fondamentale.

Gli incendi, specialmente nel Bosco Pantano, rappresentano un pericolo. La vicinanza ai centri abitati aumenta la gravità. La gestione degli incendi richiede risorse e coordinamento. La prevenzione, attraverso la pulizia dei boschi e la sensibilizzazione, è importante.

Il progetto "Sicuri Insieme" promuove un modello di governance partecipata. La sicurezza non è solo un compito delle istituzioni. È una responsabilità condivisa. Il Piano di Protezione Civile deve essere uno strumento vivo. Deve essere conosciuto e fatto proprio dai cittadini. Solo così potrà essere efficace in caso di emergenza.

L'iniziativa di Cittadinanzattiva a Policoro è un esempio virtuoso. Dimostra come il dialogo tra comunità e amministrazione possa portare a risultati concreti. La "Mappa dei Rischi" è il punto di partenza. Da essa si devono sviluppare azioni mirate. Investire nella prevenzione è più efficace che gestire le emergenze. La sicurezza del territorio è un investimento per il futuro.

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