Un'infestazione di cocciniglia tartaruga si estende su oltre 56.000 ettari in 13 comuni toscani. L'assessore Marras evidenzia la difficoltà di eradicazione e le misure di contenimento.
Estensione del focolaio di cocciniglia tartaruga
Un'infestazione di cocciniglia tartaruga ha raggiunto proporzioni allarmanti. Le stime di maggio 2026 indicano un'area colpita superiore a 56.000 ettari. Questo dato comprende sia le zone infestate dall'insetto sia una fascia cuscinetto di 5 km. L'insetto è stato individuato per la prima volta nell'estate del 2023. La sua presenza è stata accertata sul litorale pisano.
L'area attualmente sotto osservazione si estende su 13 comuni. Questi comuni sono distribuiti in tre diverse province toscane. La situazione è stata illustrata dall'assessore alle politiche agricole, Leonardo Marras. Ha risposto a un'interrogazione del consigliere Diego Petrucci (Fdi). L'interrogazione riguardava l'emergenza fitosanitaria. L'insetto in questione è la cocciniglia tartaruga, nota scientificamente come Toumeyella parvicornis. Le pinete interessate sono quelle del Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Anche il litorale pisano è gravemente compromesso.
Difficoltà nell'eradicazione e contenimento
L'assessore Marras ha espresso scetticismo sull'eradicazione completa dell'insetto. Ha dichiarato che l'obiettivo di eradicare l'organismo nocivo non appare realisticamente perseguibile. Questa valutazione era già stata evidenziata nel 2025. La vasta estensione delle superfici colpite rende l'operazione estremamente complessa. La rapidità con cui l'insetto si è diffuso ha ampliato notevolmente il suo areale di distribuzione. Anche le misure di contenimento, seppur attuate, presentano notevoli difficoltà. La loro efficacia è messa a dura prova dalla situazione attuale.
La Toscana sta agendo da capofila in un raggruppamento di Regioni. Questo gruppo include anche Lazio e Campania. In data 24 luglio 2025, è stata inviata un'istanza al ministero dell'Ambiente. L'obiettivo è ottenere l'autorizzazione per l'immissione in natura di Thalassa montezumae. Questo insetto è un predatore naturale. Viene proposto per la lotta biologica contro la cocciniglia tartaruga. Tuttavia, l'autorizzazione finora concessa è stata limitata a un sito specifico. Tale sito si trova nel Comune di Napoli.
Interventi effettuati e critiche politiche
Tra le principali attività svolte, l'assessore Marras ha menzionato diversi interventi. Sono stati effettuati monitoraggi e indagini fitosanitarie sul territorio. Questi controlli servono a individuare nuovi focolai. Permettono anche di verificare l'evoluzione di quelli già noti. Sono stati inoltre eseguiti sopralluoghi e attività di controllo nelle aree colpite. Per quanto riguarda le spese sostenute, Marras ha fornito dettagli precisi. Sono stati spesi complessivamente oltre 350.000 euro. Questi fondi sono stati destinati a interventi di endoterapia e alla rimozione di piante gravemente compromesse.
Il consigliere Diego Petrucci ha espresso critiche sulla gestione dell'emergenza. Secondo lui, questa epidemia è stata sottovalutata. Ha affermato che si ha conoscenza del problema da oltre tre anni. Le risposte fornite dagli uffici competenti gli sembrano deludenti. Ha aggiunto che si tenta di scaricare la responsabilità sul Governo centrale. La sua posizione sottolinea una percezione di inefficacia nelle azioni intraprese finora. La situazione richiede un'attenzione e un coordinamento maggiori.
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