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Una coppia è stata rinviata a giudizio per stalking a Pino Torinese. Le accuse includono minacce, insulti e danni all'abitazione della proprietaria. Il processo ordinario inizierà a ottobre.

Nuovo rinvio a giudizio per la coppia

Due persone, una di 52 anni e l'altra di 37, sono state nuovamente rinviate a giudizio. Questo sviluppo giudiziario riguarda un caso di affitto non pagato e presunte minacce. La decisione è arrivata il 27 marzo. La coppia aveva già fatto parlare di sé in passato per questioni simili.

Davanti alla giudice Anna Iadicicco, i due imputati hanno scelto di affrontare un processo con rito ordinario. Le accuse questa volta sono di stalking. La presunta vittima è la donna che aveva concesso loro in affitto un'abitazione situata sulle colline di Pino Torinese.

L'avvocato Fabrizio Bonfante assiste i due imputati. La presunta vittima, invece, ha deciso di non costituirsi parte civile nel processo. Sarà chiamata a testimoniare per raccontare la sua versione dei fatti. La prossima udienza è fissata per il mese di ottobre.

L'incubo vissuto dalla proprietaria

Le indagini sono state condotte dai Carabinieri. Le attività investigative sono state coordinate dal sostituto procuratore Dionigi Tibone. Secondo quanto emerso, tra maggio e agosto 2025, la coppia avrebbe messo in atto una serie di comportamenti vessatori.

Le minacce rivolte alla proprietaria di casa sarebbero state molto gravi. Frasi come «ti spacco la testa» e «ti voglio vedere per terra» sono state riportate dalle indagini. Gli insulti non sono mancati, con epiteti offensivi come «stronza» e «puttana». Questi episodi hanno creato un clima di terrore.

Per monitorare i movimenti della donna, i due imputati avrebbero persino installato una telecamera. Questo atto ha aumentato il senso di insicurezza della proprietaria. La sua privacy è stata violata in modo sistematico.

Le azioni degli imputati non si sarebbero fermate qui. Avrebbero anche potato la siepe della proprietaria senza permesso. Hanno tagliato i cavi che alimentavano il sistema di videosorveglianza dell'abitazione. Hanno persino danneggiato il portoncino d'ingresso. Questi atti sono stati considerati un'escalation delle intimidazioni.

Tutto ciò ha provocato nella vittima uno stato di profonda ansia e paura. La donna temeva aggressioni fisiche e per la propria incolumità. La situazione è diventata insostenibile per lei.

Il racconto in televisione

La proprietaria di casa aveva deciso di rendere pubblica la sua vicenda. Il 19 ottobre dell'anno precedente, dopo aver sporto numerose denunce, ha raccontato tutto in televisione. La sua testimonianza è andata in onda nella trasmissione «Fuori dal coro» su Rete Quattro.

La vicenda era iniziata nel marzo 2025. La proprietaria aveva accolto la 37enne nel suo alloggio collinare. Era stato concordato un periodo iniziale di 15 giorni senza affitto. Tuttavia, una volta completato il trasloco, la situazione è degenerata rapidamente.

Contrariamente agli accordi presi, l'inquilina si sarebbe rifiutata di firmare il contratto di locazione. Non ha mai versato alcun canone di affitto. Ha inoltre fatto trasferire il proprio fidanzato nell'abitazione. Questo ha segnato l'inizio di un periodo di forti tensioni.

Sono rapidamente iniziati malumori, dispetti e minacce. La proprietaria si è trovata in una situazione di costante conflitto. Ora, per questi comportamenti, la coppia rischia una condanna.

Il cane aizzato contro la troupe

La proprietaria aveva espresso la sua disperazione durante l'intervista televisiva. «Sono disperata», aveva confidato. Aveva sottolineato i danni economici subiti. Ma aveva definito ancora più devastanti i «danni esistenziali». Ha affermato di stare male a causa di questa situazione.

Quando un inviato della trasmissione televisiva ha raggiunto i due fidanzati, la reazione è stata di forte nervosismo. L'inquilina, in un momento di particolare agitazione, ha persino aizzato il suo cane contro l'operatore della troupe. Questo episodio ha evidenziato la tensione palpabile.

L'imputato si è rivolto all'inviato con toni aggressivi. «Tu non hai diritto di intervistarmi», ha ripetuto. Ha aggiunto: «Non rispondo a un cogli*ne come te». Ha poi fatto riferimento a possibili conseguenze legali, ma con apparente indifferenza. «Se ti alzano le mani mi arrestano? Non ho problemi con la legge, ma forse me li creo», ha dichiarato. Ha concluso affermando che i suoi spostamenti sono affari suoi.

Le scuse del figlio e il trasferimento

Pochi giorni dopo la messa in onda del primo servizio televisivo, un gesto inaspettato. Il figlio di uno degli imputati si è scusato con la proprietaria di casa. Lo ha fatto a nome del padre. Questo tentativo di mediazione è avvenuto dopo l'escalation mediatica.

Successivamente, i due fidanzati hanno lasciato l'abitazione. Hanno fatto le valigie e si sono trasferiti altrove. La loro permanenza a Pino Torinese si è quindi conclusa, ma le conseguenze legali sono ancora in corso.

Un altro processo in corso

La posizione giudiziaria di uno degli imputati è ulteriormente complicata. Da diverse settimane, si trova in carcere. Sta scontando una condanna per altri reati commessi in precedenza. La sua detenzione non ferma però l'iter giudiziario per i fatti di Pino Torinese.

Sempre insieme alla fidanzata, deve affrontare un altro processo. Questo riguarda un'aggressione e minacce a un uomo. L'episodio è avvenuto a Chieri nel 2022. Entrambi gli imputati negano le accuse mosse in quel procedimento. La data del loro ritorno in tribunale per quel caso è fissata per il 27 aprile 2026.

La vicenda di Pino Torinese evidenzia le difficoltà che possono sorgere nei rapporti tra locatari e locatari. La gestione degli affitti e le conseguenti dispute possono sfociare in situazioni legali complesse. Le indagini hanno cercato di fare chiarezza sui fatti accaduti.

La zona collinare di Pino Torinese, nota per la sua tranquillità, è stata teatro di questi eventi. La proprietaria, esasperata, ha cercato giustizia attraverso le vie legali e mediatiche. Il processo per stalking determinerà le responsabilità della coppia.

La decisione di affrontare il processo con rito ordinario indica la volontà degli imputati di difendersi nel merito delle accuse. La giudice Anna Iadicicco avrà il compito di valutare le prove presentate da accusa e difesa. La testimonianza della presunta vittima sarà cruciale.

La complessità del caso è data anche dalla presenza di precedenti penali e da altre vicende giudiziarie in corso. La corte dovrà considerare tutti gli elementi per emettere una sentenza equa. La giustizia farà il suo corso per chiarire i fatti accaduti tra il maggio e l'agosto del 2025.

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