Cronaca

Massacro Aigues-Mortes: targa per vittime italiane

15 marzo 2026, 22:33 2 min di lettura
Massacro Aigues-Mortes: targa per vittime italiane Immagine da Wikimedia Commons Pinerolo
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Memoria vittime italiane ad Aigues-Mortes

Una targa commemorativa è stata scoperta mercoledì 11 marzo ad Aigues-Mortes, in Francia, per onorare la memoria di dieci operai italiani. Le vittime persero la vita tra il 16 e il 17 agosto 1893, a seguito di un violento attacco xenofobo scatenato nelle saline della città della Camargue.

L'episodio, noto come il massacro di Aigues-Mortes, vide una folla inferocita scagliarsi contro i lavoratori italiani, accusati ingiustamente di sottrarre opportunità lavorative alla manodopera locale. Questo tragico evento, a lungo dimenticato, è stato riportato alla luce grazie all'impegno dello storico Enzo Barnabà.

Origini cuneesi delle vittime

Tra i dieci operai italiani uccisi, due provenivano dalla provincia di Cuneo. Si tratta di Giovanni Bonetto, 31 anni, originario di Frassino, e Giuseppe Merlo, 29 anni, di Centallo. La loro memoria, insieme a quella degli altri otto connazionali, è ora scolpita sulla targa bilingue.

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione del sindaco Pierre Mauméjean, del Consiglio Municipale e del Console Generale d'Italia, a testimonianza del legame tra le comunità e dell'importanza di non dimenticare. La targa riporta i nomi di tutte le vittime identificate, tra cui spiccano anche Vittorio Caffaro di Pinerolo, Bartolomeo Calori di Torino e Giuseppe Tasso di Alessandria.

Riconoscimento ai “Giusti” e appello alla memoria

Oltre a commemorare le vittime, la targa rende omaggio anche ai cosiddetti “Giusti”, persone che rischiarono la propria vita per aiutare gli operai italiani a mettersi in salvo. Tra questi sono citati l’abate Jacques Eugène Mauger e la fornaia Adélaïde Fontaine, il cui negozio divenne un rifugio temporaneo.

Durante la cerimonia è stato lanciato un appello affinché le vittime del massacro siano ricordate con analoga visibilità anche nei loro comuni di origine. Un invito particolarmente sentito per il Cuneese, chiamato a confrontarsi con questa dolorosa pagina di storia, spesso trascurata, e a preservarne la memoria per le generazioni future.

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