Cronaca

Pieve: Acqua ripristinata nel condominio dopo sigilli, scoppia la polemica

20 marzo 2026, 05:48 4 min di lettura
Pieve: Acqua ripristinata nel condominio dopo sigilli, scoppia la polemica Immagine generata con AI Pieve emanuele
AD: article-top (horizontal)

L'acqua è tornata a scorrere nel condominio 'La nuova Pieve' dopo due giorni di interruzione. La riattivazione del servizio ha però scatenato una forte polemica tra l'amministrazione comunale e la nuova gestione del palazzo, con gli inquilini che chiedono chiarezza sulla vicenda.

Riaperti i rubinetti nel condominio 'La nuova Pieve'

La situazione di disagio nel condominio situato tra piazza Puccini e via Mascagni si è finalmente risolta. Dopo ben due giorni di disagi, i contatori dell'acqua, precedentemente sigillati da Cap Holding, sono stati riaperti nella serata di ieri. La mancanza d'acqua aveva colpito non solo i residenti, ma anche i pazienti degli studi medici, la guardia medica e i commercianti locali.

La riattivazione del servizio è stata possibile grazie a due bonifici effettuati tempestivamente. Circa 10mila euro sono stati versati dai condomini privati. Altri 16mila euro sono stati anticipati dall'amministrazione comunale. Questi pagamenti hanno permesso di sbloccare la situazione di morosità che aveva portato alla sospensione dell'erogazione idrica.

Nonostante il ripristino del servizio, l'episodio ha acceso un acceso dibattito. Le responsabilità della situazione vengono rimpallate tra il Comune e la nuova gestione del condominio. Gli inquilini, esasperati dalla mancanza di chiarezza, chiedono risposte concrete e una soluzione definitiva.

Sindaco Costanzo: "Disservizio intollerabile, danno d'immagine"

Il sindaco di Pieve, Pierluigi Costanzo, ha espresso forte disappunto per quanto accaduto. Ha definito la situazione «un grave disservizio nel condominio che ospita i locali del nostro Centro di Cultura Sociosanitaria». La chiusura dell'acqua ha lasciato «diverse famiglie senza acqua», creando un problema non indifferente.

Il primo cittadino ha sottolineato come la sospensione dell'erogazione idrica abbia messo in seria difficoltà anche un servizio primario come il CCSS. Questa struttura, situata in locali di proprietà comunale, ospita medici di base, la guardia medica, infermieri e altri professionisti sanitari. Il sindaco ha evidenziato un «danno anche d'immagine» per la comunità, per il quale qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità.

Secondo le informazioni in possesso del sindaco, il debito accumulato dal condominio con Cap Holding sarebbe tra i più elevati registrati nell'intera Città Metropolitana. La sigillatura dei contatori sarebbe avvenuta solo dopo numerosi solleciti da parte del gestore idrico. Il sindaco Costanzo ha inoltre appreso che Cap Holding aveva informato l'amministratore di condominio della chiusura imminente tramite PEC, ma quest'ultimo non avrebbe avvisato né i condomini né il Comune.

Il sindaco ha ringraziato il presidente di Cap Holding, Yuri Sant’Agostino, per la collaborazione. Ha inoltre spiegato che il Comune, in qualità di proprietario di immobili all'interno del condominio, ha deciso di anticipare il pagamento di alcune spese condominiali straordinarie. L'importo esatto anticipato è stato di 16.258,91 euro. Questa somma è stata necessaria per consentire al condominio di disporre dei fondi richiesti da Cap Holding (circa 25mila euro) per ripristinare immediatamente il servizio idrico.

Nuova gestione condominiale: "Situazione disastrosa, Comune informato"

Dalla nuova gestione del condominio, rappresentata dallo Studio Av, emergono però altre versioni dei fatti. I rappresentanti dello studio hanno dichiarato di essere al lavoro per «sistemare la situazione disastrosa trovata». Hanno inoltre affermato che «l'Amministrazione è sempre stata informata di tutto» riguardo alle problematiche del condominio.

Hanno portato alla luce ulteriori criticità, come alcune scale rimaste senza elettricità per due anni a causa del mancato pagamento delle bollette. Questo dimostrerebbe lo stato di abbandono e incuria in cui versava la struttura prima dell'intervento della nuova gestione. Lo Studio Av sembra quindi voler respingere le accuse di negligenza.

La nuova gestione sostiene che le responsabilità della situazione attuale non ricadano sull'amministratore in carica. Il problema, a loro dire, «nasce da molto lontano». Il debito accumulato non si sarebbe formato recentemente, ma affonderebbe le radici nella gestione del precedente amministratore. Quest'ultimo, secondo quanto dichiarato, ricopriva anche un ruolo politico all'interno della giunta comunale.

Le richieste dei condomini: "Chiediamo chiarezza e verità"

Vasile Roman, proprietario di un bar-tabacchi all'interno del condominio e portavoce di alcuni condomini, ha ripercorso le tappe della crisi. Ha ricordato che circa due anni fa, quando il debito aveva già raggiunto la cifra considerevole di circa 120mila euro, i condomini avevano già segnalato la situazione al Comune. Avevano richiesto la presenza e il voto dei proprietari pubblici in assemblea per poter procedere alla sostituzione dell'amministratore.

I condomini, attraverso la voce di Roman, esprimono un forte desiderio di «chiarezza e verità» riguardo a quanto accaduto. Per ottenere questo risultato, è stato avviato un percorso specifico. Hanno incaricato un revisore dei conti indipendente. Questo professionista avrà il compito di fare piena luce su tutte le vicende che hanno portato alla grave situazione attuale del condominio.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione patrimoniale degli immobili condominiali e sulla comunicazione tra le diverse parti coinvolte: amministratori, condomini, enti gestori dei servizi essenziali e amministrazioni comunali. La speranza dei residenti è che la trasparenza richiesta possa portare a una risoluzione definitiva dei problemi e a una gestione più oculata in futuro.

AD: article-bottom (horizontal)