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Un audace furto di borse di lusso per un valore di 300.000 euro è stato sventato in Versilia. Tre cittadini serbi sono stati arrestati dalla polizia dopo aver agito con maschere e strumenti professionali. La refurtiva è stata interamente recuperata.

Furto con maschere e attrezzi professionali

Un ingente furto di oggetti di lusso è stato messo a segno in un negozio nel cuore di Pietrasanta. I malviventi hanno agito durante la notte, tra il 26 e il 27 aprile. Hanno utilizzato maschere per celare la loro identità. Per forzare l'ingresso del negozio, hanno impiegato una grossa cesoia e altri arnesi da scasso.

La polizia è intervenuta prontamente dopo una segnalazione. La prima allerta è giunta al Commissariato di Forte dei Marmi. I testimoni hanno descritto la presenza di più individui vestiti di scuro. Avevano il volto coperto da maschere bianche.

Arresti e recupero della refurtiva

Uno dei sospetti, un uomo di 31 anni, è stato fermato subito dopo il colpo. Gli agenti lo hanno sorpreso in un affittacamere. Indossava ancora gli abiti utilizzati durante l'azione criminale. All'interno dell'alloggio sono stati rinvenuti borsoni, denaro e un dispositivo jammer.

Questo apparecchio serve a disturbare le comunicazioni radio. Viene impiegato per inibire i sistemi di allarme. Nel frattempo, le forze dell'ordine hanno individuato il nascondiglio della merce rubata. Numerosi borsoni sono stati trovati nel giardino di una scuola.

Identificazione e fermo degli altri complici

Gli altri due complici sono stati rintracciati presso la stazione ferroviaria. La loro identificazione è stata possibile grazie alle testimonianze raccolte. Fondamentale è stato anche l'esame delle immagini della videosorveglianza. La Polizia Municipale di Pietrasanta ha fornito un contributo determinante.

I due fermati, uno dei quali un 25enne con precedenti in Serbia per possesso illegale di armi, hanno mostrato gravi indizi di colpevolezza. È emerso anche un concreto pericolo di fuga. È stata sequestrata un'auto di grossa cilindrata con targa estera. Il veicolo era stato utilizzato per raggiungere la Versilia.

Provenienza e precedenti dei malviventi

I tre arrestati provengono dalla Serbia. Le indagini hanno rivelato che possiedono precedenti penali nel loro Paese. Le accuse includono reati contro il patrimonio, talvolta commessi con violenza. Sono stati anche utilizzati documenti falsi.

L'intera refurtiva è stata recuperata intatta. I tre individui sono accusati di furto aggravato in concorso. Sono stati tradotti presso il carcere di Lucca. Sono a disposizione dell'autorità giudiziaria per ulteriori accertamenti.

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