Un addetto alla raccolta dei rifiuti è stato interrogato a Campobasso nell'ambito dell'indagine sulle tragiche morti per avvelenamento a Pietracatella. L'inchiesta si concentra sul cibo consumato poco prima di Natale.
Nuovo interrogatorio per il giallo di Pietracatella
Le indagini sul misterioso caso di Pietracatella proseguono con un nuovo interrogatorio in questura a Campobasso. Gli inquirenti stanno esaminando gli eventi legati alla morte di Sara Di Vita, quindicenne, e di sua madre, Antonella Di Ielsi. Entrambe persero la vita a causa di un avvelenamento da ricina nel dicembre dell'anno scorso.
Questa volta, gli uomini della Squadra Mobile hanno sentito un addetto al servizio di raccolta dei rifiuti urbani del paese. La sua testimonianza potrebbe fornire elementi cruciali per comprendere la dinamica dei fatti.
Il ruolo degli avanzi di cibo nell'indagine
L'interrogatorio si focalizza sugli avanzi di una cena consumata il 23 dicembre 2025. Questi resti furono gettati nella spazzatura poco prima delle festività natalizie. Le dichiarazioni precedenti del padre e marito delle vittime, Gianni Di Vita, avevano già indicato questa pista.
Gianni Di Vita aveva riferito agli investigatori che i residui della cena, in particolare delle cozze, erano stati smaltiti il 24 dicembre. Queste cozze provenivano da un pranzo di lavoro tenutosi il giorno precedente in un ristorante di Campobasso. La famiglia aveva consumato il cibo a casa la sera del 22 o il 23 dicembre.
Dettagli sullo smaltimento dei rifiuti
Durante un precedente interrogatorio, avvenuto il 13 gennaio, Gianni Di Vita aveva fornito dettagli precisi sullo smaltimento. Aveva affermato: «Non posso dire con certezza quando le abbiamo mangiate in casa». Tuttavia, aveva aggiunto con sicurezza: «Posso però affermare con certezza che gli eventuali residui sono stati buttati con i rifiuti umidi mercoledì 24 dicembre».
Aveva inoltre specificato che nello stesso giorno, il 24 dicembre, erano stati smaltiti anche i rifiuti in plastica. Questo includeva la vaschetta che aveva contenuto le cozze. La precisa collocazione temporale dello smaltimento dei rifiuti è un punto chiave per gli investigatori.
La ricerca di risposte nel passato recente
L'inchiesta mira a ricostruire ogni singolo passaggio che ha portato alla tragica conclusione. L'interrogatorio dell'addetto alla raccolta dei rifiuti si inserisce in questo contesto. Si cerca di capire se il cibo contaminato sia stato manipolato o se la contaminazione sia avvenuta in altro modo.
La ricina è una tossina estremamente potente. La sua presenza nel cibo consumato dalla famiglia ha sollevato interrogativi sulla provenienza e sulle modalità di tale contaminazione. Gli inquirenti stanno analizzando ogni possibile scenario per far luce su questo drammatico evento.
Le indagini proseguono a Pietracatella
La comunità di Pietracatella attende risposte da tempo. Il caso ha scosso profondamente il piccolo centro molisano. La speranza è che le indagini portino a identificare i responsabili e a chiarire le circostanze che hanno portato alla morte di madre e figlia.
L'interrogatorio odierno rappresenta un ulteriore passo avanti nel complesso puzzle investigativo. La Squadra Mobile continua a lavorare con determinazione per raccogliere tutte le prove necessarie. L'obiettivo è ricostruire la verità dietro il cosiddetto 'giallo di Pietracatella'.
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