Condividi

La Regione Campania ha rinviato una decisione sul futuro del punto nascita di Sapri dopo un incontro con i sindaci. Le amministrazioni locali insistono per il mantenimento del servizio, considerando le criticità territoriali. Si attende un nuovo confronto e risposte concrete.

Futuro del punto nascita di Sapri in bilico

La Regione Campania ha deciso di prendersi ulteriore tempo per valutare il futuro del punto nascita presso l'ospedale di Sapri. Questa decisione è emersa dopo un recente incontro tenutosi a Palazzo Santa Lucia. L'appuntamento ha visto protagonisti il governatore Roberto Fico e i sindaci dei comuni interessati dalla riorganizzazione dei servizi sanitari.

Un nuovo tavolo di confronto è stato fissato per i prossimi giorni. L'attesa è palpabile nel Golfo di Policastro e nelle aree circostanti. Le comunità locali chiedono con forza la salvaguardia del reparto di ostetricia e ginecologia. La situazione attuale genera forte preoccupazione tra i residenti.

Il sindaco di Sapri, Antonio Gentile, ha sottolineato un punto fermo. Qualsiasi soluzione futura deve necessariamente prevedere il mantenimento in attività del punto nascita. Questa richiesta tiene conto delle specifiche caratteristiche geografiche dell'area. Vengono evidenziate le difficoltà di collegamento e i lunghi tempi di percorrenza verso altri ospedali.

Sindaci insistono per un servizio accessibile e sicuro

«Abbiamo richiesto un servizio di assistenza alla nascita che sia sicuro, di alta qualità e facilmente accessibile», ha dichiarato il primo cittadino. «È fondamentale che vengano considerate le reali esigenze delle nostre comunità», ha aggiunto Gentile. La questione, secondo il sindaco, tocca un diritto fondamentale. Si tratta del diritto delle donne, delle famiglie e dei neonati a ricevere un'assistenza adeguata. Questo vale anche per i territori considerati periferici e geograficamente svantaggiati.

L'intervento sul confronto non si è limitato al solo sindaco di Sapri. Anche Luciano De Geronimo, presidente del comitato di lotta per la sanità locale, ha espresso il suo punto di vista. De Geronimo ha definito l'incontro con il governatore Fico come «interlocutorio». Ha sollecitato la Regione a fornire una posizione chiara e definitiva sulla vicenda.

«Se non riceveremo risposte concrete entro la fine di questa settimana, proclameremo uno sciopero generale nel Golfo di Policastro», ha annunciato il leader del comitato. De Geronimo ha fissato per venerdì 6 novembre un incontro con i rappresentanti del movimento. La riunione si terrà presso la sede della CGIL di Salerno. L'obiettivo è definire le prossime iniziative di mobilitazione.

Regione: decisioni nel rispetto degli standard di sicurezza

Al vertice regionale hanno preso parte anche i sindaci di Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. Questi comuni condividono le medesime preoccupazioni per i propri servizi sanitari. Nel comunicato ufficiale diffuso al termine dell'incontro, la Regione Campania ha descritto il confronto come un momento di dialogo costruttivo. L'ente regionale ha ribadito il proprio impegno.

Ogni decisione futura dovrà garantire la massima sicurezza per le madri e per i neonati. Sarà inoltre necessario rispettare scrupolosamente gli standard qualitativi e normativi previsti dalla legge. La partita per il futuro del punto nascita di Sapri rimane quindi ancora aperta. Il territorio attende con ansia la riconvocazione del tavolo regionale. Si spera in indicazioni concrete e rassicuranti sul destino della struttura ospedaliera.

La chiusura del punto nascita rappresenterebbe un duro colpo per l'area del Golfo di Policastro. Questa zona, già penalizzata da carenze infrastrutturali e difficoltà di accesso ai servizi, vedrebbe ulteriormente compromessa la sua rete sanitaria. La mobilitazione dei sindaci e dei comitati cittadini mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni regionali sull'importanza vitale di questo presidio sanitario.

Le statistiche sanitarie regionali e nazionali evidenziano come la concentrazione dei punti nascita in pochi grandi centri possa creare disagi significativi. Soprattutto per le popolazioni residenti in aree interne o geograficamente isolate. La legge nazionale prevede specifici requisiti per l'apertura e il mantenimento dei punti nascita. Questi requisiti sono legati al numero di parti annui e alla disponibilità di specifici servizi specialistici. Tuttavia, le esigenze territoriali e le peculiarità socio-economiche locali dovrebbero essere sempre attentamente considerate.

La vicenda di Sapri si inserisce in un contesto più ampio di riorganizzazione della rete ospedaliera in Campania. Molte strutture sanitarie periferiche sono sotto osservazione per ottimizzare le risorse e garantire la qualità delle cure. La sfida è quella di bilanciare l'efficienza economica con l'equità nell'accesso ai servizi sanitari. La salute delle donne e dei bambini non può essere compromessa da scelte puramente contabili. La mobilitazione dei sindaci rappresenta un segnale forte della volontà delle comunità locali di difendere i propri diritti.

La speranza è che il prossimo incontro possa portare a una soluzione condivisa. Una soluzione che tenga conto delle esigenze concrete del territorio e garantisca la continuità di un servizio essenziale. La salute pubblica, specialmente quella legata alla maternità e alla prima infanzia, richiede attenzione prioritaria e investimenti mirati. Il futuro del punto nascita di Sapri è un test importante per la capacità della Regione Campania di rispondere alle necessità dei suoi cittadini più vulnerabili.

Questa notizia riguarda anche: