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Un progetto a Pianella riporta in vita gli antichi nomi dialettali di strade e piazze attraverso nuove targhe. L'iniziativa mira a preservare la memoria storica e linguistica, coinvolgendo attivamente le scuole locali.

Nuove targhe per la memoria storica di Pianella

Il comune di Pianella ha avviato un'iniziativa per recuperare la sua identità. Vengono installate targhe che riportano gli antichi nomi dialettali. Questo progetto vuole tramandare la storia e la lingua locale. L'obiettivo è restituire voce alla memoria collettiva del borgo. Si tratta di un percorso tra nomi antichi e tradizioni popolari. Le targhe offrono una lettura autentica del territorio.

La prima fase prevede l'apposizione di dieci targhe. Queste saranno collocate nel centro storico. Riporteranno le denominazioni dialettali di vie e piazze. Ogni nome è legato a una storia o a un mestiere. Questo aiuta a comprendere le trasformazioni sociali ed economiche. L'iniziativa nasce da un lavoro di ricerca approfondito. Hanno contribuito Remo di Leonardo e Vittorio Morelli. Anche l'archivio fotografico di “Ama Pianella” ha offerto il suo supporto. Il progetto si inserisce in un percorso di studio già avviato.

Coinvolgimento delle scuole per tramandare il dialetto

Le classi quarte della scuola primaria di Pianella sono state protagoniste. Hanno partecipato a un'esperienza didattica immersiva. Gli studenti hanno percorso il centro storico. Hanno scoperto le targhe storiche in vernacolo. Successivamente, sono stati accolti dal Sindaco Taddeo Manella. L'incontro si è svolto nella sala consiliare “Cavallone”. Qui hanno assistito alla proiezione di un video. Hanno anche ricevuto un opuscolo informativo. L'opuscolo racconta la storia dei luoghi legati alle targhe.

“Si tratta di un autentico percorso memoriale”, ha spiegato di Leonardo. “Coinvolge la storia civile e religiosa del nostro paese. Vuole farci comprendere l'importanza di non dimenticare gli eventi passati. Dobbiamo trasmettere il ricordo alle nuove generazioni”. Le targhe sono testimoni silenziosi della storia. Richiamano la nostra attenzione sul passato. Ci fanno riflettere sulle tragedie vissute. Questo aiuta a costruire un futuro migliore.

Il sindaco: un investimento culturale per la comunità

Il Sindaco Taddeo Manella ha sottolineato l'importanza del progetto. “Rappresenta un investimento culturale e identitario di grande valore per la nostra comunità”, ha affermato. Recuperare le antiche denominazioni in dialetto è fondamentale. Preserva un patrimonio linguistico prezioso. Rafforza il senso di appartenenza dei cittadini. Aumenta la consapevolezza storica, specialmente nei più giovani.

“Abbiamo voluto fortemente coinvolgere le classi della scuola primaria”, ha aggiunto il Sindaco. “Crediamo che sia proprio nei bambini che debba essere seminato il valore della memoria”. Attraverso il recupero dei nomi storici in dialetto, si trasmette un patrimonio. Questo patrimonio è fatto di identità, storie e tradizioni. Appartiene all'intera comunità di Pianella.

“Solo così possiamo garantire continuità a questa eredità culturale”, ha proseguito Manella. “Renderla viva anche per il futuro”. Questo percorso si collega idealmente ad altre espressioni della cultura locale. Un esempio è la tradizione de ‘Lu Bbongiorne’. Questa manifestazione popolare racconta la vita della comunità. Usa un linguaggio diretto e ironico. Anche in questo caso, il dialetto diventa strumento di partecipazione e memoria.

Pianella è un borgo ricco di memoria e tradizioni. Iniziative come questa rendono la cultura accessibile. Le rendono condivise e parte integrante della crescita delle nuove generazioni. Il progetto sull’odonomastica storica tutela il patrimonio immateriale. Coniuga ricerca, didattica e partecipazione civica. Restituisce centralità alla storia vissuta. L'amministrazione comunale intende ampliare il progetto. Prevedono l'installazione di altre targhe. Queste racconteranno la storia culturale del paese. Le targhe saranno diffuse su tutto il territorio comunale.

Un legame con il passato per costruire il futuro

L'iniziativa di Pianella sull'odonomastica storica in dialetto va oltre la semplice installazione di targhe. Rappresenta un profondo legame con le radici del territorio. Il dialetto non è visto come un retaggio del passato, ma come una lingua viva. Una lingua capace di raccontare storie, mestieri e tradizioni. Queste storie hanno plasmato la comunità nel corso dei secoli. Il progetto, promosso dall'amministrazione comunale, mira a rafforzare l'identità locale. Lo fa attraverso un percorso che unisce memoria storica e didattica. L'obiettivo è rendere i cittadini, soprattutto i più giovani, consapevoli del proprio patrimonio culturale.

La scelta di coinvolgere le scuole primarie è strategica. Insegna ai bambini l'importanza di conoscere e preservare la propria storia. Le targhe diventano strumenti didattici concreti. Permettono di esplorare il centro storico con occhi diversi. Ogni nome dialettale svela un pezzo di passato. Racconta di attività lavorative ormai scomparse. Descrive abitudini e modi di vivere che hanno caratterizzato Pianella. Questo processo di riscoperta contribuisce a creare un senso di appartenenza più forte. I bambini imparano a valorizzare le proprie origini.

Il Sindaco Taddeo Manella ha evidenziato come il dialetto sia uno strumento vivo. Un mezzo di partecipazione e memoria. Questo concetto è ulteriormente rafforzato dal collegamento con la tradizione de ‘Lu Bbongiorne’. Questa manifestazione popolare, con il suo linguaggio diretto e ironico, riflette la vita della comunità. Le sue contraddizioni e i suoi cambiamenti. Il dialetto, in questo contesto, diventa un veicolo di espressione autentica. Permette di mantenere viva la cultura popolare. La rende comprensibile e rilevante anche nel presente.

L'ampliamento futuro del progetto con nuove targhe è una testimonianza dell'impegno dell'amministrazione. L'obiettivo è creare un vero e proprio museo a cielo aperto. Un percorso diffuso che racconti la storia di Pianella in tutte le sue sfaccettature. Dalle origini ai giorni nostri. Questo approccio integrato, che unisce ricerca storica, valorizzazione linguistica e coinvolgimento civico, è fondamentale. Serve a garantire che l'eredità culturale del borgo non vada perduta. Anzi, che venga tramandata e arricchita per le generazioni future. La riscoperta dei nomi dialettali è un modo per onorare chi ha vissuto prima di noi. È un modo per costruire un futuro più consapevole e radicato nella propria identità.

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