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Il Piemonte intensifica la richiesta di collaborazione alla Liguria per arginare la peste suina africana. L'assessore Bongioanni sottolinea la necessità di un'azione congiunta, soprattutto nelle zone appenniniche di confine, per controllare la popolazione dei cinghiali e prevenire la diffusione del virus.

Rafforzare la collaborazione contro la peste suina

La regione Piemonte ha sollecitato un maggiore impegno da parte della Liguria. L'obiettivo è rafforzare la cooperazione per contenere la diffusione della peste suina africana. L'attenzione si concentra in particolare sulle aree appenniniche che segnano il confine tra le due regioni.

L'assessore regionale Paolo Bongioanni ha evidenziato le criticità emerse. Si registra un aumento dei casi e la riattivazione di focolai. Questi eventi si verificano lungo il confine tra Piemonte e Liguria.

L'assessore ha spiegato i progressi compiuti nella lotta alla peste suina. Un lavoro congiunto ha permesso al commissario Filippini di ottenere dall'Europa il riconoscimento di zone franche. Queste includono le province di Vercelli e Novara. Anche parte delle aree di Asti e Alessandria, a nord dell'asse autostradale A21, sono state incluse.

Nonostante questi successi, permangono criticità. L'assessore ha segnalato un recente ritorno di casi. Si sono riattivati focolai latenti, specialmente nell'area di confine tra Piemonte e Liguria.

Richiesta di potenziamento delle risorse

Di fronte a questa situazione, l'assessore Bongioanni e il presidente Alberto Cirio hanno agito prontamente. Hanno inviato una lettera al presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. Hanno contattato anche l'assessore all'Agricoltura, Alessandro Piana.

La missiva chiede la massima collaborazione alla Liguria. Si sollecita l'impiego di tutte le risorse disponibili. Queste devono essere dedicate alla sorveglianza e al depopolamento dei cinghiali. L'area interessata è quella appenninica vicina al Piemonte.

La richiesta include anche il potenziamento del personale dedicato a queste attività. L'obiettivo è creare un fronte comune ed efficace contro la malattia.

Nuovi focolai e corridoi ecologici

Recentemente, sono stati registrati nuovi focolai nella provincia di Savona. I comuni interessati sono Dego, Sassello, Cairo Montenotte e Piana Crixia. Queste zone sono strategicamente importanti.

Sono vicine al corridoio ecologico utilizzato dai cinghiali. Questo corridoio rappresenta una potenziale via di diffusione del virus verso il Cuneese.

L'assessore Bongioanni ha ricordato l'impegno del Piemonte. La regione ha investito notevoli risorse, fondi e personale per contrastare la malattia. Questo sforzo ha permesso di mettere in sicurezza il distretto suinicolo cuneese.

Ora si chiede alla Liguria di fare la propria parte. È fondamentale chiudere definitivamente il corridoio biologico della Valle Bormida. Questo passaggio è cruciale per bloccare la mobilità degli animali infetti.

Prossimi passi e coordinamento

Durante un incontro con il commissario straordinario Giovanni Filippini, è stata avanzata una proposta. Si chiede l'istituzione di un tavolo di confronto tra gli assessori delle regioni confinanti. Questo permetterà un coordinamento più stretto delle strategie.

L'assessore Bongioanni si impegnerà personalmente a sollecitare un'azione più efficace da parte degli Enti Parco. Questa iniziativa è prevista per la giornata di lunedì.

L'obiettivo è garantire un'azione coordinata e incisiva. Solo così si potrà sperare di contenere definitivamente la peste suina africana e proteggere le produzioni zootecniche.

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