Due studenti di Piacenza hanno sviluppato un innovativo sistema di filtrazione dell'acqua a basso costo utilizzando la pianta Moringa. Il progetto li ha portati a competere a Stoccolma, rappresentando l'Italia in un prestigioso forum internazionale sull'acqua.
Innovativo filtro acqua a basso costo
Un nuovo sistema di depurazione domestica è stato ideato da due giovani talenti piacentini. Questo dispositivo, privo di componenti elettriche o meccaniche complesse, promette di ridurre significativamente la presenza di batteri nocivi. Inoltre, è in grado di assorbire i PFAS, noti come “inquinanti eterni” per la loro persistenza nell'ambiente. Il progetto, intitolato “Moringa: il filtro che la natura ci dona”, è stato sviluppato da Paolo Chiusa e Isabella Reboli. Sono entrambi studenti della classe 4°A presso l'Istituto Tecnologico Agrario “G. Raineri” di Piacenza. La loro creazione ha ottenuto il diritto di partecipare allo Stockholm Junior Water Prize. Questo evento rappresenta il più importante palcoscenico mondiale per le soluzioni pionieristiche nel campo della gestione delle risorse idriche.
Il riconoscimento che ha aperto le porte alla competizione internazionale è giunto lo scorso marzo. La cerimonia si è tenuta a Milano, nell'ambito della 37ª edizione della selezione nazionale del concorso europeo “I Giovani e le Scienze 2026”. L'evento è stato organizzato dalla FAST, la Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche. I due studenti si sono distinti tra quaranta gruppi di giovani ricercatori. Questi provenivano da trentanove istituti scolastici italiani. Hanno gareggiato anche con una decina di delegazioni internazionali provenienti da Europa, Asia e Sud America. Il loro progetto si è posizionato tra i migliori in assoluto.
Il funzionamento del dispositivo ecologico
La Moringa oleifera è una pianta con origini nell'Asia meridionale. I suoi semi contengono proteine con proprietà coagulanti e antimicrobiche. Queste caratteristiche sono conosciute da secoli nelle comunità rurali. Il progetto dei due studenti ha saputo valorizzare questa saggezza tradizionale. L'hanno trasformata in un dispositivo pratico e riproducibile a costi contenuti. È pensato specificamente per aree dove l'accesso all'acqua potabile rappresenta ancora una criticità. Il sistema di filtrazione funziona attraverso un modulo a imbuto. L'acqua vi scorre per effetto della gravità. Attraversa una serie di strati filtranti disposti uno sopra l'altro. Questa progressione di materiali assicura una depurazione progressiva. Le particelle più grandi vengono trattenute negli strati superiori. I contaminanti chimici e batterici vengono affrontati nei livelli più profondi del filtro.
L'elemento distintivo di questo sistema è la “cialda” di Moringa. Le proteine estratte dai semi sono racchiuse in un involucro monouso. Questo viene inserito nel modulo filtrante. Tale soluzione facilita il corretto dosaggio del materiale filtrante. Permette inoltre una sostituzione semplice quando il materiale si esaurisce. Garantisce un contatto ottimale e costante tra l'acqua da depurare e la biomassa attiva. L'intero prototipo è stato realizzato utilizzando materiali di recupero. Questo aspetto lo rende economicamente accessibile. È una soluzione ideale per contesti isolati o con limitate risorse economiche.
Collaborazione universitaria per la validazione
La Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza, ha giocato un ruolo fondamentale. La collaborazione con l'ateneo ha permesso agli studenti di condurre test sperimentali approfonditi. Le analisi sono state effettuate nei laboratori di Microbiologia e Chimica dell'Università. Sotto la supervisione del Prof. Edoardo Puglisi, della Prof.ssa Nicoletta Suciu e del Dott. Gabriele Bellotti, i ragazzi hanno potuto validare scientificamente la loro ricerca. Hanno operato in un ambiente di ricerca all'avanguardia. I dati raccolti hanno messo in luce due risultati di particolare importanza. Sul piano microbiologico, il filtro ha dimostrato una capacità eccezionale nel ridurre la contaminazione batterica. Questo è un aspetto cruciale per rendere l'acqua sicura per il consumo umano. Sul fronte chimico, la biomassa proteica derivata dalla Moringa ha mostrato una notevole efficacia. È stata in grado di sequestrare i PFAS, sostanze chimiche sintetiche persistenti. La loro rimozione dall'acqua rappresenta una delle sfide più complesse per la depurazione moderna.
Questo progetto evidenzia la potenza della sinergia tra il mondo della scuola, l'università e le associazioni scientifiche. La collaborazione tra questi attori può generare soluzioni concrete e innovative. Possono affrontare problemi di rilevanza globale, come la scarsità di acqua potabile e l'inquinamento idrico. La capacità di coniugare conoscenze tradizionali con approcci scientifici moderni apre nuove prospettive. Offre speranza per un futuro più sostenibile nella gestione delle risorse idriche.
La sfida di Stoccolma e il supporto della scuola
Paolo e Isabella si stanno ora preparando per la prossima importante tappa. Rappresenteranno l'Italia allo Stockholm Junior Water Prize. Qui si confronteranno con i migliori giovani ricercatori a livello mondiale. Il tema centrale sarà ancora una volta l'acqua e le sue sfide. Il Campus “Raineri-Marcora” ha promesso di supportare i due studenti in questa avventura internazionale. Saranno accompagnati e sostenuti nel loro percorso. La scuola intende valorizzare questo successo come esempio per tutti gli studenti. L'Istituto Tecnologico Agrario “G. Raineri” di Piacenza si conferma un polo di eccellenza. Dimostra la capacità di formare giovani con competenze avanzate. Li incoraggia a sviluppare progetti innovativi con un impatto positivo sulla società.
Il dirigente scolastico, Prof. Alberto Mariani, ha espresso grande soddisfazione per il risultato ottenuto. «È con vero piacere che accolgo la notizia dell’ottimo risultato raggiunto dagli alunni Paolo Chiusa e Isabella Reboli al concorso Fast appena concluso a Milano», ha dichiarato. «Si tratta di un riconoscimento non solo individuale, ma da estendersi all’intero Istituto, sempre in grado — grazie alla preziosa collaborazione dei propri docenti — di accettare le sfide tecnologiche del futuro e di fornire importanti contributi per migliorare la qualità di vita sul nostro Pianeta». Ha poi aggiunto: «L’impegno, la perseveranza e lo spirito d’iniziativa di questi due alunni costituiscono un esempio prezioso, in particolare per i nuovi iscritti». Il successo dei due studenti piacentini è una testimonianza del valore della ricerca scientifica giovanile. Sottolinea l'importanza di investire nell'educazione scientifica e tecnologica. Offre una prospettiva positiva per affrontare le sfide ambientali globali.