Cronaca

Revenge porn: lodigiana a processo per diffusione video intimo

17 marzo 2026, 04:50 2 min di lettura
Revenge porn: lodigiana a processo per diffusione video intimo Immagine generata con AI Piacenza
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Processo per diffusione video intimo a Piacenza

Un procedimento giudiziario è in corso presso il Tribunale di Piacenza per un caso di revenge porn. Una donna di 45 anni, residente nel Lodigiano, è imputata per aver diffuso materiale sessualmente esplicito senza il consenso dell'uomo coinvolto.

La vicenda ha preso avvio dalla denuncia di un cinquantenne piacentino, parte lesa nel procedimento. L'uomo ha raccontato in aula la sua versione dei fatti, riguardante la diffusione di un filmato intimo registrato durante una relazione.

Relazione nata in pandemia e denuncia

La relazione tra i due protagonisti della vicenda sarebbe iniziata virtualmente durante il periodo delle restrizioni pandemiche. Durante questo rapporto, l'uomo avrebbe registrato un video a contenuto intimo con il proprio smartphone, inviandolo direttamente alla donna.

Secondo quanto emerso durante l'udienza, la situazione sarebbe degenerata dopo un acceso litigio tra i due. L'accusa sostiene che la 45enne abbia inoltrato il video al telefono della compagna convivente del cinquantenne, configurando così il reato di diffusione non consensuale.

Indagini dei Carabinieri e contesto dell'imputata

A seguito della denuncia dell'uomo, le indagini sono state condotte dai Carabinieri, portando all'apertura del procedimento penale. Durante l'udienza, la difesa della donna, rappresentata dall'avvocato Alberto Maraschi, ha cercato di delineare il contesto personale dell'imputata.

È stata ascoltata anche un'assistente sociale che seguiva la 45enne. La professionista ha testimoniato che la donna stava attraversando un periodo di forte fragilità, aggravato dall'uso di sostanze, che l'aveva portata successivamente a un ricovero e a un percorso di disintossicazione.

Rinvio del processo a giugno

Il processo non si è concluso con l'udienza di venerdì scorso. Il giudice ha infatti disposto il rinvio della discussione al mese di giugno.

In quella sede, verranno ascoltati ulteriori testimoni chiamati a fornire chiarimenti e a contribuire a definire con maggiore precisione i contorni della vicenda giudiziaria.

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