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Un 27enne di Piacenza è stato arrestato e riportato in carcere. Aveva continuato a spacciare droga durante le ore di permesso concesse dagli arresti domiciliari.

Spaccio durante la detenzione domiciliare a Piacenza

Un uomo di 27 anni residente a Piacenza ha visto terminare la sua detenzione domiciliare. I carabinieri della Stazione di Piacenza Levante hanno eseguito un'ordinanza di revoca. Il provvedimento è stato emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia. Il giovane è stato quindi trasferito nel carcere delle Novate.

L'uomo doveva scontare una pena di poco superiore ai 2 anni di reclusione. La condanna era per violazione della normativa sugli stupefacenti. La misura alternativa era stata concessa in precedenza. Questo dopo un arresto in flagranza per spaccio di droga. L'episodio risale all'agosto 2025.

Arresto precedente e indagini

Il 27enne fu fermato subito dopo aver ceduto cocaina. Al momento del fermo, possedeva denaro contante. Una successiva perquisizione domiciliare permise di rinvenire oltre 12mila euro in contanti. Questi elementi avevano già indicato agli investigatori un'attività di spaccio non occasionale. Nonostante ciò, il beneficio ottenuto non ha interrotto il suo giro.

Il giovane era obbligato a rimanere nel proprio domicilio. Poteva allontanarsi solo in fasce orarie definite. Tali uscite erano per esigenze di vita indispensabili. L'area consentita era il Comune di Piacenza. Tuttavia, queste finestre di libertà sono state usate per proseguire l'attività illecita.

Nuovo reato e revoca dei domiciliari

Il 6 marzo, il 27enne è stato denunciato per un nuovo reato legato alla droga. È stato sorpreso mentre cedeva cocaina e hashish. La sostanza era nascosta in due involucri. Questi erano all'interno di un pacchetto di sigarette. L'operazione è avvenuta in un cortile condominiale.

Altri consumatori abituali, sentiti dai militari, hanno confermato di aver acquistato stupefacenti da lui. Questo è avvenuto anche dopo l'applicazione della misura alternativa. Invece di usare le ore fuori casa per necessità o reinserimento, le ha piegate all'attività illecita. È stato anche accertato che frequentava una sala slot.

Non utilizzava i permessi per socializzare o cercare lavoro. Pertanto, non sussistevano più i presupposti per la detenzione domiciliare. La misura sostitutiva è stata revocata. La pena detentiva è stata quindi convertita. Le ore di libertà, usate per continuare a spacciare, sono costate il ritorno in carcere.

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