Condividi
AD: article-top (horizontal)

L'accordo sul prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia non soddisfa Coldiretti Piacenza. L'aumento dei costi di produzione e la mancata programmazione mettono a rischio la redditività delle aziende agricole, prima provincia per ettari coltivati.

Prezzo pomodoro, Coldiretti Piacenza insoddisfatta

L'intesa sul prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia, fissato a 137 euro a tonnellata, non convince Coldiretti Piacenza. La cifra include il premio tardivo e i servizi alle Organizzazioni di Prodotto (Op). Secondo il direttore Roberto Gallizioli, questo accordo rischia di compromettere la redditività delle aziende agricole locali. Piacenza è la prima provincia del Nord Italia per estensione di terreno dedicata a questa coltura, con una lunga tradizione e alta qualità.

Le imprese agricole stanno affrontando un periodo economico difficile. I costi di produzione sono aumentati in modo eccezionale. Gli agricoltori devono far fronte a rincari significativi in tutte le fasi della coltivazione. Si prevede un aumento delle superfici trapiantate rispetto al 2025. Tuttavia, manca ancora una programmazione produttiva seria. È necessario un controllo adeguato delle superfici e delle quantità prodotte.

Mancata programmazione e proposta respinta

Durante il tavolo agricolo, Coldiretti aveva proposto alle Op una strategia di pagamento a due livelli. L'idea era offrire un prezzo più remunerativo per le quantità consegnate nel 2025. Per le quantità eccedenti tale soglia, si sarebbe applicato un prezzo inferiore. Questa proposta, purtroppo, non è stata accolta dalle controparti. L'aumento eccessivo delle superfici a pomodoro da parte di alcuni operatori è un altro fattore critico. A questo si aggiunge la mancanza di una visione equa nella redistribuzione del reddito lungo la filiera da parte dell'industria. Questi elementi penalizzano economicamente molti agricoltori piacentini in questa stagione.

La filiera del pomodoro italiano è uno dei settori più importanti dell'agroalimentare nazionale. Rappresenta un pilastro per l'economia del Paese e in particolare per la provincia di Piacenza. La valorizzazione e la tutela di questa filiera sono quindi fondamentali. Si deve partire dalla tracciabilità e dalla trasparenza sull'origine della materia prima. Questo garantirà ai consumatori informazioni chiare. Sarà così possibile contrastare frodi e contraffazioni.

Proposte per il futuro della filiera

Il direttore di Coldiretti Piacenza sottolinea la necessità di promuovere contratti di filiera pluriennali. Questi accordi potrebbero ridurre le incertezze che ostacolano la programmazione aziendale. È importante introdurre strumenti legati al meccanismo delle quote produttive. Bisogna salvaguardare i produttori storici che investono da anni in questa coltura. La loro dedizione è cruciale per la continuità e la qualità del settore.

Coldiretti prosegue con determinazione la sua battaglia sindacale. L'obiettivo è la revisione del codice doganale europeo. Gallizioli ribadisce la forte contrarietà al principio dell'ultima trasformazione sostanziale. Questa norma permette alla materia prima straniera di essere venduta come italiana dopo lavorazioni minime. Il direttore esprime gratitudine ai numerosi Comuni del piacentino. Essi stanno deliberando contro questo meccanismo. Offrono un sostegno istituzionale vitale. Questo è fondamentale per difendere la trasparenza per i consumatori e l'autenticità del pomodoro Made in Italy.

AD: article-bottom (horizontal)