Un convegno a Piacenza ha evidenziato la parità di genere come fondamento essenziale per una società e un'economia più eque e prospere. L'evento ha promosso azioni concrete per superare il gender pay gap e promuovere una reale equità nel mondo del lavoro.
Convegno sulla parità di genere a Piacenza
Si è tenuto a Piacenza un importante convegno intitolato “Contrattare la parità di genere: oltre la conciliazione, verso una reale equità”. L'incontro ha rappresentato un vero e proprio “incubatore di idee”. L'obiettivo era quello di incidere concretamente sulle regole del mercato del lavoro locale. L'evento è stato organizzato dalla Cisl Parma Piacenza. Ha visto la partecipazione del suo Coordinamento femminile e politiche di genere. Questo appuntamento ha segnato un punto di svolta nel dibattito sindacale territoriale. Ha recepito le linee guida del recente XX Congresso Nazionale Cisl. Le ha tradotte in azioni concrete per il tessuto produttivo delle province di Piacenza e Parma. La sala meeting de “La Volta del Vescovo” ha ospitato l'evento. Ha registrato un'affluenza di oltre cento persone, riempiendo completamente lo spazio. La partecipazione numerosa ha sottolineato l'importanza del tema per la comunità locale.
Il divario di genere: numeri che interrogano il territorio
I lavori sono stati aperti da Michele Vaghini, Segretario generale della Cisl Parma Piacenza. È intervenuta anche Liliana Tessaroli dell'Agenzia Regionale per il Lavoro. L'occupazione femminile a Piacenza e Parma presenta ancora profonde asimmetrie. Questi dati sono stati confermati da Nunzio Fabio Scuto dell'Inps Parma. Ha illustrato il volto amaro del gender pay gap. Le retribuzioni femminili sono mediamente più basse. Questo si riflette inevitabilmente su futuri trattamenti previdenziali. Tali trattamenti risultano penalizzanti per le lavoratrici. Vaghini, nel suo saluto iniziale, ha delineato un percorso operativo. Questo percorso parte dal miglioramento del welfare aziendale. Include asili nido aziendali, flessibilità oraria, smart working e voucher per baby sitting. Il tutto attraverso la contrattazione aziendale e sociale. La parità, per essere autentica, deve essere partecipata. Le donne devono diventare protagoniste dei processi decisionali aziendali. Devono avere pari opportunità rispetto agli uomini. Questo rispecchia pienamente lo spirito dell'articolo 46 della Costituzione italiana. La discussione sulla parità di genere non può escludere gli uomini. È necessaria una vera rivoluzione culturale. L'uomo deve essere parte attiva di questo cambiamento. La prospettiva deve essere modificata. La parità non è una concessione. È un pilastro fondamentale dell'economia moderna. Escludere il talento femminile comporta una perdita di ricchezza significativa per l'Italia. Si stima una perdita pari a circa il 9% del PIL nazionale. Agire su questo fronte significa promuovere la crescita dell'intero sistema produttivo. Beneficeranno anche la vita familiare e personale di ogni donna. L'equità di genere è un motore di sviluppo economico e sociale.
Dalla "conciliazione" alla "condivisione" delle responsabilità
Il cuore della proposta avanzata dalla Cisl risiede nel superamento del concetto di "conciliazione". Questo termine è spesso inteso come un problema che ricade esclusivamente sulle donne. Il cambiamento prospettato da Elisabetta Oppici, componente della Segreteria Cisl Parma Piacenza, è netto. Bisogna smettere di chiedere alle donne come riescano a gestire tutto. La vera sfida è riorganizzare il lavoro. L'obiettivo è che la cura della famiglia diventi una responsabilità condivisa. Non deve più essere un ostacolo alla carriera. Tale ostacolo grava attualmente quasi interamente sulle spalle delle donne. In questa direzione, la contrattazione di secondo livello assume un ruolo centrale. È un pilastro della visione riformista della Cisl. Diventa lo strumento principale per raggiungere l'equità. Come sottolineato dalla ricercatrice Chiara Altilio (Adapt), è nei contratti aziendali che si vince la sfida dell'equità. Si supera la cultura della “presenza fisica costante”. Si promuovono invece criteri di promozione basati sui risultati. Viene valorizzata una formazione continua e mirata dopo i periodi di congedo. La relatrice ha presentato diversi casi virtuosi già attivi sul territorio. Questi esempi dimostrano la fattibilità di un modello lavorativo più equo. La contrattazione aziendale è la chiave per implementare queste soluzioni.
Un Patto Sociale per il futuro di Piacenza e Parma
L'intervento di Livia Ricciardi della Cisl Nazionale ha riguardato la Certificazione di Genere. Ha evidenziato come questa procedura, pur con alcune criticità, rappresenti un'opportunità. Offre alle imprese una maggiore competitività. Questo tema è stato ripreso nella tavola rotonda. Hanno partecipato le associazioni datoriali. Erano presenti Mariangela Spezia per Confindustria Piacenza e Cristiana Crenna per Cna. Presente anche Antonietta Serri per Lega Coop. La tavola rotonda è stata moderata da due componenti del Coordinamento femminile e politiche di genere della Cisl territoriale. Si tratta di Barbara Troise Rioda e Alessandra Panci. Le conclusioni sono state affidate a Orietta Ruccolo, Segretaria Regionale Cisl Emilia-Romagna. Ha ribadito la necessità di un “Patto di valore” tra aziende e sindacato. Non sono sufficienti i “ritagli di tempo” o misure superficiali. Servono infrastrutture sociali di qualità. Tra queste, asili nido e servizi efficienti. Questi garantiscono un lavoro dignitoso. Permettono una reale distribuzione dei carichi di cura. La Cisl territoriale esce da questo convegno con un mandato chiaro. L'obiettivo è trasformare le statistiche negative in diritti concreti. Si punta a ottenere buste paga più pesanti per le lavoratrici. La via da percorrere è quella di un “umanesimo del lavoro”. Questo approccio non deve mai lasciare indietro le donne. È fondamentale abbattere quegli stereotipi. Questi stereotipi rendono ancora oggi il loro percorso professionale inutilmente faticoso. L'impegno è creare un ambiente di lavoro che valorizzi pienamente il contributo di tutti. La parità di genere è un investimento per il futuro. Promuove la crescita economica e il benessere sociale. L'evento ha stimolato un dibattito costruttivo. Ha posto le basi per future azioni concrete a Piacenza e Parma.
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