Legambiente Piacenza esprime riserve sulla gestione passata di Piazza Cittadella, ma conferma la partecipazione al nuovo percorso partecipativo per definirne il futuro. L'associazione chiede un cambio di rotta per ridare dignità alla piazza.
Critiche sulla gestione di piazza Cittadella
Legambiente Piacenza ha espresso profonde perplessità riguardo alla gestione passata di Piazza Cittadella. L'associazione ha dichiarato di aver partecipato al percorso partecipativo dopo attente considerazioni. La decisione non è stata semplice, ma è stata presa per senso di responsabilità. Questo impegno è rivolto alla città che amano e che cercano di migliorare da tempo. È anche un segno di rispetto verso i cittadini che continuano a fidarsi di loro per questioni ambientali e di qualità della vita.
Tuttavia, la presenza a questo incontro non significa dimenticare gli eventi passati. La storia di Piazza Cittadella, secondo Legambiente, è segnata da incertezze e decisioni prese senza un reale ascolto. La giunta attuale è stata criticata per un approccio rigido, che ha ignorato osservazioni importanti. Queste critiche riguardano sia aspetti amministrativi che i rapporti con il concessionario incaricato dei lavori.
Il risultato di questa gestione è visibile a tutti: una piazza trasformata in modo radicale. È descritta come ferita e sospesa nel tempo. Non è solo esteticamente sgradevole, ma anche dolorosa. Questo perché le problematiche erano state anticipate e discusse, ma poi ignorate. L'avvio di un percorso partecipativo ora avrebbe richiesto un gesto concreto. Sarebbe stato necessario riconoscere che qualcosa non aveva funzionato. La fiducia assoluta riposta nel progetto iniziale, che prometteva di risolvere il degrado e creare un parcheggio sotterraneo, si è rivelata un azzardo.
Questo riconoscimento, però, non è avvenuto. La frattura con una parte della cittadinanza è evidente. Ne è un esempio il ricorso presentato da Legambiente e da 11 cittadini residenti. L'obiettivo era salvare 15 alberi secolari presenti nella piazza. L'azione legale era diretta solo al gestore, ma il Comune ha scelto di schierarsi in difesa del concessionario. Questo ha messo l'amministrazione contro i propri cittadini. Dopo l'abbattimento rapido degli alberi, la piazza è rimasta bloccata per oltre un anno. Ciò ha causato disagi all'intera comunità.
Le proposte di Legambiente per il futuro
Attualmente, questi aspetti critici non vengono discussi. Si presenta invece la partecipazione come un evento conclusivo di un percorso lineare e senza intoppi. Legambiente sottolinea che la situazione è diversa. Senza questa consapevolezza, sarà difficile ricostruire la fiducia necessaria per andare avanti. Già da anni, ben prima dell'attuale amministrazione, l'associazione e altri gruppi avevano segnalato problemi e proposto alternative.
Un parcheggio interrato nel centro storico è considerato una soluzione superata. Non è in linea con i principi della mobilità sostenibile. Esistono alternative per la sosta nell'area nord della città. Era fondamentale un progetto unitario che includesse Piazza Casali, come richiesto dalla Soprintendenza. Il degrado dell'autostazione poteva essere affrontato con interventi più semplici. Le alberature rappresentavano una difesa efficace contro l'aumento delle temperature. Era inoltre indispensabile verificare la presenza di reperti archeologici nel sottosuolo prima di iniziare i lavori.
Oggi colpisce l'assenza di un riconoscimento, anche parziale, della validità di queste preoccupazioni. Queste sono state portate avanti per anni da cittadini e associazioni con senso civico. Nonostante tutto, Legambiente ha scelto di partecipare. L'associazione ritiene che sottrarsi non sia una soluzione utile. Offriranno il loro contributo con serietà e responsabilità, come hanno sempre fatto. Tuttavia, non possono nascondere una diffidenza nata dai fatti concreti. La domanda fondamentale diventa: da dove si deve ripartire?
Per restituire dignità e un futuro a Piazza Cittadella, è necessario un cambiamento radicale. Bisogna abbandonare definitivamente l'idea del parcheggio interrato. Si devono individuare soluzioni alternative per la sosta nell'area nord. È importante ripristinare il verde e le alberature, essenziali per contrastare il caldo. Si dovrebbe considerare una copertura parzialmente impermeabile per la piazza. L'area antistante la scuola Mazzini necessita di essere ripensata come spazio sicuro e vivace per studenti e attività all'aperto.
Si propone una parziale pedonalizzazione di via Cittadella. Si valuta la possibilità di una struttura leggera nell'area dell'ex autostazione. Questa dovrebbe essere accogliente per cittadini e visitatori. È necessario rivedere il progetto di Piazza Casali alla luce dei risultati del percorso partecipativo di Piazza Cittadella. Queste proposte non riguardano solo l'urbanistica, ma riflettono un'idea precisa di città. Una città che ascolta prima di decidere, che non consuma i propri spazi ma li cura. Una città che lavora per ricostruire la fiducia.
Un nuovo inizio basato sull'ascolto
Legambiente Piacenza ribadisce che è da questi principi che si deve ripartire. L'associazione chiede un nuovo inizio basato sull'ascolto e sulla cura degli spazi urbani. La gestione passata di Piazza Cittadella è vista come un esempio di decisionismo non supportato da un dialogo con la cittadinanza. L'associazione ha sottolineato come le proprie segnalazioni, riguardanti la necessità di preservare le alberature storiche, la criticità del progetto di parcheggio interrato e l'importanza di un approccio unitario con le aree circostanti, siano state sistematicamente ignorate.
La vicenda del ricorso ex art.700, promosso per tutelare gli alberi secolari, è un punto dolente. Legambiente evidenzia come il Comune si sia schierato a difesa del concessionario, anziché supportare i propri cittadini e le ragioni ambientali. Questo episodio, unito alla prolungata chiusura della piazza dopo l'abbattimento degli alberi, ha generato una profonda sfiducia. La percezione è quella di un'amministrazione che non ha saputo gestire una situazione complessa, creando disagi e perdendo un'occasione per dimostrare attenzione verso le istanze della comunità.
L'associazione, pur riconoscendo la necessità di un percorso partecipativo, insiste sulla sua importanza come momento di reale confronto e non come mera formalità. La richiesta di riconoscere gli errori passati non è un'accusa fine a se stessa, ma un presupposto fondamentale per poter costruire un futuro credibile. Senza questa ammissione, la fiducia, elemento essenziale per la coesione sociale e la partecipazione attiva dei cittadini, rischia di non essere mai pienamente ricostruita.
Le proposte concrete di Legambiente delineano una visione alternativa per Piazza Cittadella. Si punta a un recupero che valorizzi il verde, la funzionalità e la vivibilità. L'abbandono del parcheggio interrato è visto come un passo necessario per una riqualificazione sostenibile. L'introduzione di nuove alberature e di coperture semi-impermeabili risponderebbe alle esigenze di mitigazione climatica e di comfort urbano. La pedonalizzazione parziale di via Cittadella e la riqualificazione dell'area antistante la scuola Mazzini mirano a creare spazi più sicuri e fruibili per tutti.
L'associazione conclude ribadendo la propria volontà di contribuire attivamente al processo. Tuttavia, la diffidenza di fondo, alimentata dalle esperienze passate, rimane. La speranza è che questo nuovo percorso possa segnare un reale punto di svolta, basato su un dialogo costruttivo e sulla condivisione di una visione comune per il futuro di Piacenza. La questione di Piazza Cittadella viene elevata a simbolo di un approccio alla gestione urbana che deve necessariamente cambiare, mettendo al centro l'ascolto e la cura della città.