A Piacenza, Viviana Bergamaschi e Stefano Jondini si sono sfidati ai fornelli nell'ultima finale per la Süppéra d’Argint 2025-’26. L'evento, organizzato dall'Accademia della cucina piacentina, ha visto i due cuochi amatoriali presentare piatti innovativi. La competizione ha celebrato la tradizione culinaria locale con un tocco di originalità.
Süppéra d’Argint: La Sfida Finale a Piacenza
Si è svolta la seconda e conclusiva finale per l'assegnazione della prestigiosa Süppéra d’Argint 2025-’26. Questa competizione culinaria, ideata dall'Accademia della cucina piacentina, mette a confronto cuochi amatoriali. Quest'anno, la sfida ha visto contrapposti Viviana Bergamaschi, impiegata presso Esselunga di Piacenza, e Stefano Jondini, CEO di Expedia.
L'evento, svoltosi a Piacenza, ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica. La serata è stata un vero e proprio tributo alla gastronomia locale. L'organizzazione ha beneficiato del prezioso sostegno di importanti realtà del territorio. Tra queste figurano la Banca di Piacenza, la Camera di Commercio e la Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Hanno inoltre contribuito all'iniziativa realtà come Padana Impianti e RG Commerciale. La Cantina di Vicobarone ha allietato i presenti con il suo Spumante Iridium, offerto durante l'aperitivo. La competizione si è rivelata un'occasione unica per valorizzare i talenti culinari emergenti. La giuria ha avuto il difficile compito di valutare le creazioni dei finalisti.
La Giuria Valuta i Piatti dei Finalisti
Una giuria di esperti ha avuto il compito di valutare attentamente i piatti presentati. La commissione era composta da figure di spicco nel mondo della gastronomia e del giornalismo. Il presidente Alberto Paganuzzi ha guidato la giuria. Al suo fianco, il vicepresidente Mauro Sangermani. Presente anche il giornalista Giuseppe Romagnoli.
Hanno completato il panel di giudici il Delegato Ais di Piacenza, Giovanni Derba, e la rinomata chef Carla Aradelli. La chef Aradelli è titolare del celebre ristorante Riva, situato a Pontedellolio. La giuria ha esaminato le stesse pietanze che i concorrenti avevano proposto nelle fasi eliminatorie del concorso.
La professionalità del professor Filippo Lindi ha garantito un servizio impeccabile. La sommelier Ais Elena Dagrada ha curato l'abbinamento dei vini. La sua competenza ha esaltato ulteriormente i sapori dei piatti. L'attenzione ai dettagli ha reso la serata un'esperienza memorabile per tutti i partecipanti. La qualità delle proposte ha reso la scelta del vincitore estremamente complessa.
Viviana Bergamaschi: Sapori Piacentini con Tocco Personale
Viviana Bergamaschi, supportata da Roberto Franzini, ha presentato un menu che celebrava i sapori autentici di Piacenza. Il primo piatto, intitolato “Savarin di riso con fonduta di parmigiano e tartufo”, ha stupito per la sua originalità. Il savarin, solitamente dolce, è stato qui reinterpretato in chiave salata.
Per accompagnare il piatto, Bergamaschi ha preparato delle piccole polpettine di luganega, rosolate in padella con burro e olio. L'aggiunta di aglio e prezzemolo pestati, insieme a funghi precedentemente ammollati, ha conferito profondità al sapore. Il riso è stato tostato con olio e cipolla, sfumato con vino bianco. La cottura è avvenuta con latte e panna, arricchita da un tocco di dado vegetale.
Le coppette sono state imburrate e rivestite con prosciutto. Successivamente, sono state riempite con strati alternati di riso e ragù, chiudendo con un altro strato di riso. Il savarin è stato poi capovolto sul piatto, guarnito con una vellutata fonduta di parmigiano e tartufo. L'abbinamento vincente è stato il vino bianco Pagadebit della Fattoria Paradiso, proveniente dalla Romagna.
Come secondo, Bergamaschi ha proposto la “Rosa di Parma”, una rivisitazione in chiave piacentina. Il piatto era accompagnato da “patate duchessa” e dalla salsa “dulsa e brusca”. Il filetto di cavallo è stato arrotolato, coperto con prosciutto e scaglie di parmigiano. La cottura lenta in casseruola con olio, burro, aglio e rosmarino ha reso la carne tenerissima.
L'aggiunta di vino e marsala ha creato un fondo di cottura saporito. La panna è stata poi versata per restringere la salsa, conferendole una consistenza avvolgente. Il filetto è stato tagliato a fettine e servito nappato con la salsa. Il vino in abbinamento era il “Vagabondo” dell’Azienda Ca' del Sole, un prodotto locale di Ziano piacentino.
Stefano Jondini: Viaggio Gastronomico tra Oriente e Occidente
Stefano Jondini ha sorpreso la giuria con un menu che fondeva influenze internazionali con prodotti del territorio piacentino. Il suo primo piatto, “Nonnamaki”, era un omaggio alla cucina giapponese rivisitato. Ha utilizzato zucchine tagliate a rondelle spesse, svuotate per creare un contenitore per il ripieno.
La polpa interna delle zucchine è stata rosolata in padella con aglio e olio extravergine d’oliva. Una volta insaporita, è stata unita al prosciutto cotto Capitelli tritato finemente e al Parmigiano Reggiano grattugiato. Questo composto ha farcito le rondelle di zucchina, che sono state poi cotte in forno fino a doratura.
La salsa di accompagnamento era altrettanto originale. Il grasso del guanciale è stato sciolto in padella, unito a concentrato di pomodoro e salsa di soia. Il tutto è stato completato con “cristalli di guanciale” precedentemente resi croccanti. Gli hosomaki sono stati guarniti con questa salsa e i cristalli prima del servizio. L'abbinamento proposto era un Alta Langa DOCG Extra Brut di Ettore Germano.
Per il secondo piatto, Jondini ha presentato “Missouri Cochon”. Si trattava di costine cotte lentamente, con un equilibrato mix di fumo, miele e consistenze avvolgenti. Una marinatura speciale è stata creata emulsionando olio extravergine d’oliva, salsa di soia, aceto di mele, paprika affumicata, pepe e miele. Un pizzico di farina ha contribuito a legare il tutto.
Le costine sono state massaggiate con la marinatura e avvolte in carta stagnola insieme a mele tagliate a fettine sottili. La cottura iniziale in forno a 150 °C per circa 3 ore e mezza ha garantito una carne tenerissima. Successivamente, la temperatura è stata alzata a 180 °C per caramellare la superficie. Il piatto era accompagnato da un cremoso purè di patate. La bevanda scelta era un Sidro di Bayeux, proveniente dalla Normandia.
Ospiti d'Onore e il Dessert Finale
La serata ha visto la partecipazione di illustri ospiti, che hanno testimoniato l'importanza dell'evento. Tra questi, il presidente della Banca di Piacenza, Giuseppe Nenna. Presente anche Filippo Cella, vicepresidente della Camera di Commercio dell’Emilia. Non è mancato Franco Livera, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Piacenza.
Hanno arricchito la platea Maurizio Rossi, marito di Carla Aradelli e sommelier del ristorante Riva. Un ringraziamento speciale va ad Attilio Cò, cuoco-gentleman dell’Accademia. Insieme al Presidente Alberto Paganuzzi, ha preparato il dessert finale.
Per l'occasione, è stata servita una deliziosa zuppa inglese. Questo dolce tradizionale viene offerto come consuetudine al termine della competizione. È un momento in cui i concorrenti hanno l'opportunità di approfondire le loro ricette. Rispondono alle domande della giuria, svelando i segreti delle loro creazioni culinarie.
La Süppéra d’Argint si conferma un appuntamento imperdibile per gli appassionati di cucina. L'Accademia della cucina piacentina dimostra ancora una volta la sua capacità di organizzare eventi di alto livello. La competizione valorizza il talento e la passione per la buona tavola. La serata si è conclusa con un grande successo, celebrando la ricchezza gastronomica del territorio piacentino.