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La Commissione Europea ha ridotto le restrizioni per la peste suina africana in sei comuni tra Reggiano e Piacentino. L'assenza di nuovi casi negli ultimi 12 mesi ha permesso l'allentamento delle misure, con benefici per allevamenti e salumifici.

Allentamento restrizioni peste suina in Emilia

La Commissione Europea ha approvato una revisione delle zone di restrizione per la Peste suina africana. Questa decisione riguarda l'Emilia-Romagna, in particolare le province di Reggio Emilia e Piacenza. Le nuove disposizioni entreranno in vigore a breve.

Quattro comuni escono ora dal sistema di sicurezza delle zone a rischio. Si tratta di Albinea, Scandiano, Castel San Giovanni e Calamendasco. Questi territori non saranno più soggetti alle più stringenti misure di contenimento del virus.

Altri due centri vedranno un alleggerimento delle misure. Borgonovo Val Tidone e Ziano Piacentino passeranno dalla Zona II alla Zona I. Questo passaggio comporta una riduzione delle limitazioni imposte per contrastare la diffusione del virus.

Benefici sanitari ed economici per i territori

L'assessore regionale all'Agricoltura, Alessio Mammi, e quello alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, hanno commentato positivamente la decisione. Hanno definito il provvedimento un «passo avanti significativo». Le loro dichiarazioni evidenziano i benefici sia sul piano sanitario che su quello economico.

I territori interessati ospitano importanti allevamenti e imprese del settore della trasformazione e della salumeria. Queste attività hanno sofferto pesanti limitazioni commerciali. In particolare, le esportazioni verso Stati Uniti, Canada e Regno Unito sono state gravemente penalizzate.

La riduzione delle aree di rischio è stata resa possibile dall'azzeramento dei contagi. Non si sono registrati nuovi casi accertati di Peste suina nelle zone coinvolte da settembre 2025. Questo dato ha fornito le basi per la richiesta di revisione delle misure restrittive.

Strategie di contenimento e controllo del virus

Il piano epidemiologico regionale, attivo da tre anni, si è dimostrato efficace. La strategia si basa sulla ricerca sistematica delle carcasse di cinghiale. Per questo scopo vengono impiegate unità cinofile specializzate e personale altamente formato.

Sono stati inoltre attuati interventi di depopolamento e controllo selettivo della fauna selvatica. I cinghiali sono infatti considerati i principali responsabili della trasmissione del virus agli animali negli allevamenti. La loro gestione è quindi cruciale per prevenire nuovi focolai.

L'efficacia di queste misure ha portato alla graduale normalizzazione della situazione sanitaria. La Commissione Europea ha riconosciuto i progressi compiuti. Questo ha permesso di alleggerire le restrizioni, favorendo la ripresa delle attività economiche colpite dalla peste suina.

La collaborazione tra enti locali, regionali e comunitari è stata fondamentale. L'obiettivo è garantire la salute animale e la sostenibilità economica delle filiere produttive. La vigilanza rimane alta, ma i risultati ottenuti rappresentano un incoraggiamento per il futuro.