L'industria calzaturiera dell'Emilia-Romagna ha visto un notevole incremento delle esportazioni nel primo semestre del 2026. Nonostante un calo a livello nazionale, la regione dimostra una forte resilienza, con destinazioni chiave che guidano questa crescita positiva.
Aumento significativo dell'export calzaturiero regionale
Le vendite di calzature all'estero dall'Emilia-Romagna hanno registrato un'impennata del 12,9% nei primi sei mesi del 2026. Questo dato si confronta con lo stesso periodo dell'anno precedente. Il valore totale delle esportazioni ha raggiunto i 472 milioni di euro. Questa performance regionale contrasta con la tendenza nazionale. Il settore calzaturiero italiano, infatti, ha subito una flessione. Il fatturato complessivo è diminuito del 2,3%. L'export nazionale ha perso il 2,4% nei primi cinque mesi dell'anno. Tuttavia, il saldo commerciale italiano mostra un miglioramento del 9,6%. I dati provengono da una nota di Assocalzaturifici. La fonte sottolinea la forza del comparto regionale.
Principali mercati di destinazione e performance
Le principali nazioni che acquistano calzature emiliano-romagnole sono cinque. Queste assorbono il 56,6% del totale delle esportazioni. La Germania guida la classifica con un aumento del 16,9%. Segue la Francia con un incremento dell'11,3%. La Spagna ha mostrato una crescita eccezionale del 41,4%. La Polonia ha registrato un +14,4%. Gli Stati Uniti, pur con un incremento minore, sono in crescita del 2,5%. Il mercato del Medio Oriente mantiene un trend positivo, con un aumento dello 0,7%. Al contrario, le esportazioni verso la Russia sono diminuite significativamente, segnando un calo del 20,8%. Questi dati evidenziano una diversificazione geografica delle vendite. La regione dimostra capacità di adattamento ai mercati internazionali.
Andamento per province e impatto sull'occupazione
Analizzando le province emiliano-romagnole, alcune aree mostrano performance particolarmente positive. Bologna ha visto una crescita dell'export del 11,1%. Reggio Emilia ha registrato un notevole +21,9%. Piacenza spicca con un aumento del 39,3%. Al contrario, la provincia di Forlì-Cesena ha subito una contrazione del 7,6%. Sul fronte occupazionale, le stime del Centro studi di Confindustria Accessori Moda indicano una riduzione. Da dicembre sono scomparse sei imprese attive. Gli addetti persi sono 288. Le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera della pelle sono diminuite del 42,2%. Si attestano a 635mila ore. Questo dato suggerisce una riorganizzazione del settore.
Prospettive e richieste del settore calzaturiero
La presidente di Assocalzaturifici, Giovanna Ceolini, descrive la situazione attuale come una «congiuntura complessa». Le sfide includono tensioni geopolitiche, un rallentamento della domanda globale e l'aumento dei costi di produzione. Per questo motivo, la presidente sollecita l'adozione di misure concrete. Queste dovrebbero mirare a sostenere la competitività delle imprese. Sono necessarie anche politiche per incentivare gli investimenti e tutelare l'occupazione. Sul mercato interno, gli acquisti da parte delle famiglie sono aumentati di circa il 2% nel semestre. Le scarpe da donna hanno registrato un buon andamento, con un +4%. Anche il segmento delle calzature sportive è in crescita, con un +1,5%. Questi dati offrono uno spiraglio di ottimismo per il futuro del settore.
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