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Una fiaccolata a Petilia Policastro ha unito centinaia di persone per onorare Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo. L'evento ha ribadito il netto rifiuto della comunità verso le logiche mafiose e ha lanciato un appello ai giovani per la responsabilità civile.

Petilia Policastro dice no alla mafia

Centinaia di cittadini si sono riuniti a Petilia Policastro per una fiaccolata. L'evento commemorava Denise Cosco, scomparsa di recente. La giovane era figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo. L'iniziativa è stata organizzata dal Comune. Hanno collaborato diverse associazioni locali.

Il corteo è partito dalla Casetta sociale. Ha raggiunto il monumento dedicato a Lea Garofalo. La marcia ha rappresentato un forte segnale. La comunità ha espresso il suo rifiuto verso le logiche criminali. Si è reso omaggio a Denise, che aveva testimoniato contro il padre. Questo per l'omicidio della madre Lea.

Il sindaco Saporito: "Scelta di stare dalla parte giusta"

Il sindaco di Petilia Policastro, Simone Saporito, ha parlato con fermezza. Ha sottolineato l'impegno civile della comunità. «Siamo qui stasera con una fiaccola in mano», ha dichiarato. «Una luce piccola, ma insieme facciamo una strada illuminata».

«Siamo qui per Denise», ha proseguito il primo cittadino. «Questa fiaccolata è una scelta. La scelta di stare dalla parte giusta. Dalla parte delle donne che dicono no. Dalla parte della verità e della giustizia».

Saporito ha rivolto un appello ai giovani. «A voi giovani dico: la memoria non è solo ricordare», ha affermato. «È responsabilità, è dire ogni giorno no alla prepotenza». Ha concluso con un messaggio chiaro: «A Petilia Policastro non c'è posto per la mafia, non c'è spazio per la 'ndrangheta e per i mafiosi».

Lo sfogo della zia: "Denise viveva solitudine e sofferenza"

Molto toccante è stato l'intervento di Marisa Garofalo. La zia di Denise ha denunciato la sofferenza della nipote. «Denise non era felice», ha detto con amarezza. «Ha vissuto la solitudine, la sofferenza».

«Nemmeno la nascita di suo figlio Nicolò, di 4 anni, è riuscita a tenerla in vita», ha aggiunto. «Tutti abbiamo fallito, istituzioni comprese. Non siamo riusciti a tenere in vita Denise». Ha evidenziato la tragica ripetizione degli eventi. «L'errore si ripete, la stessa tragedia. Quello che è successo a Lea è successo a Denise».

Durante la commemorazione, Marisa ha letto alcune parole. Erano state scritte da Denise in passato. Erano dedicate alla madre Lea. «La sua risata era catartica, liberatoria», recitava il testo. «Come se ridendo si potesse liberare dai suoi tormenti, dolori, traumi».

Un albero di magnolia per Lea e Denise

Al termine dell'evento, è stata piantata una magnolia. «È un albero forte», ha spiegato il sindaco Saporito. «Ha radici profonde e fiori bianchi. È simbolo di dignità, di resistenza, di purezza».

L'albero è stato posizionato accanto al monumento dedicato a Lea Garofalo. «Qui resteranno per sempre due nomi insieme: Lea e Denise», ha concluso il sindaco. «Madre e figlia, due vittime di una stessa violenza lunga che non dobbiamo mai più permettere».