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Una proposta per escludere i ciclisti dalla Gardesana durante i periodi di punta sta generando un acceso dibattito tra i sindaci dei comuni rivieraschi del Lago di Garda. Le opinioni divergono tra chi vede la necessità di regolamentare il traffico e chi teme un danno al cicloturismo.

Proposta di divieto per ciclisti sulla Gardesana

L'idea di limitare l'accesso dei ciclisti alla strada Gardesana, specialmente nei giorni ad alta affluenza turistica, sta prendendo piede. Questa proposta nasce da segnalazioni di residenti che lamentano disagi e comportamenti scorretti da parte di alcuni ciclisti. Si verificano infatti situazioni di traffico congestionato e potenziali pericoli, soprattutto nei tratti più stretti e nelle gallerie.

Molti automobilisti esprimono frustrazione per la presenza di biciclette sulla Gardesana. Spesso si sentono richieste di utilizzare le piste ciclabili esistenti. La convivenza tra auto e biciclette su questa arteria stradale risulta complessa. La questione è sentita profondamente nei centri abitati lungo il lago.

Sindaci divisi sulle restrizioni

La proposta di vietare i ciclisti dalla Gardesana divide nettamente i primi cittadini dei comuni rivieraschi. Il sindaco di Lazise, Damiano Bergamini, si mostra aperto all'idea. Egli sottolinea l'importanza di creare alternative valide per i ciclisti. Il comune sta lavorando al completamento della ciclovia del Garda, un progetto che richiederà circa due anni e mezzo. Una volta realizzate le nuove infrastrutture, il lungolago sarà riservato a pedoni e biciclette non elettriche.

Bergamini afferma che, una volta disponibili queste alternative, il divieto di transito sulla Gardesana nei periodi critici non gli sembrerebbe una proposta irragionevole. La sua visione è quella di offrire percorsi dedicati, rendendo il divieto una conseguenza naturale. Il cicloturismo è in forte crescita, ma la Gardesana non può accogliere tutti.

La posizione di Peschiera e Bardolino

Dall'altra parte, il sindaco di Peschiera, Orietta Gaiulli, esprime contrarietà a un divieto generalizzato. Pur riconoscendo la ristrettezza della Gardesana, ritiene che non si debba bloccare il cicloturismo, ma piuttosto governarlo. Gaiulli auspica una «civile convivenza» tra automobili e biciclette.

Anche il sindaco di Bardolino, Daniele Bertasi, pur concordando sulla necessità di disciplinare la presenza delle biciclette, è restio ai divieti. Sottolinea che la Gardesana è un'arteria fondamentale per la mobilità. Bertasi punta su alternative concrete, sicure e attrattive per i cicloturisti, piuttosto che su restrizioni.

Garda critica la proposta di divieto

Un parere decisamente contrario arriva dal sindaco di Garda, Davide Bendinelli. Egli spera che la proposta di vietare l'accesso ai ciclisti non provenga da amministratori pubblici, definendola una «miopia totale». Bendinelli ricorda che i ciclisti sono turisti, cittadini e residenti che pagano le tasse. Hanno quindi il diritto di utilizzare la strada, purché in modo educato.

Per Bendinelli, se i ciclisti creano intralcio alla circolazione per comportamenti non conformi al Codice della strada, è giusto che vengano multati. Le sanzioni dovrebbero essere severe, come per tutti gli altri utenti della strada. La sua posizione è chiara: regolamentazione e rispetto delle regole, non esclusione.

Domande frequenti sul tema

I ciclisti sono visti come un problema sulla Gardesana?

Sì, alcuni residenti e automobilisti percepiscono la presenza dei ciclisti sulla Gardesana come fonte di disagio e potenziale pericolo, specialmente durante i periodi di maggiore affluenza turistica. Questo malcontento ha portato alla discussione di possibili limitazioni.

Quali soluzioni vengono proposte per gestire il traffico ciclistico sulla Gardesana?

Le soluzioni proposte variano. Alcuni sindaci, come quello di Lazise, puntano sulla realizzazione di ciclovie dedicate e percorsi alternativi. Altri, come i sindaci di Peschiera e Bardolino, enfatizzano la necessità di una migliore regolamentazione e di una convivenza pacifica tra diversi mezzi di trasporto. Il sindaco di Garda propone sanzioni più severe per chi non rispetta le regole.

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