La Lombardia sollecita una stazione dell'Alta Velocità sul Lago di Garda, ma il Veneto privilegia un collegamento con l'aeroporto Catullo. Un senatore bresciano ha interrogato il Ministro Salvini sullo stato del progetto.
Proposta stazione Tav sul Garda
La Lombardia manifesta il desiderio di una fermata dedicata all'Alta Velocità, nota come Tav, nei pressi del Lago di Garda. L'ipotesi di localizzazione ricade su San Martino della Battaglia, una frazione di Desenzano. Questa richiesta emerge in vista del completamento della nuova linea ferroviaria ad alta velocità tra Brescia e Verona.
Attualmente, i treni veloci come le Frecce di Trenitalia e Italo transitano sulla linea storica Milano-Venezia. Con l'entrata in funzione della nuova infrastruttura, questi convogli verranno deviati. La proposta lombarda mira a non perdere l'opportunità di servire un'area turistica strategica.
Interrogazione parlamentare al Ministro Salvini
A portare la questione all'attenzione nazionale è stato il senatore bresciano Adriano Paroli, esponente di Forza Italia. Su impulso della consigliera regionale lombarda Claudia Carzeri, Paroli ha presentato un'interrogazione scritta al Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. L'obiettivo è ottenere chiarimenti ufficiali sull'avanzamento del progetto.
La doppia domanda del senatore Paroli riguarda la conferma dell'impegno governativo per la realizzazione della stazione del Garda. Si chiede inoltre di conoscere lo stato attuale dell'iter procedurale e le tempistiche previste per l'inserimento definitivo dell'opera nella programmazione finanziaria e realizzativa nazionale ed europea.
Il Veneto punta su un altro progetto
Dall'altra parte, la Regione Veneto sembra avere priorità differenti. Elisa De Berti, consigliera veneta con delega alle Infrastrutture, ha dichiarato che la regione non è coinvolta nelle valutazioni per la stazione del Garda. L'attenzione del Veneto è focalizzata su un altro progetto infrastrutturale.
Si tratta di un collegamento ferroviario strategico che unirà la stazione di Verona Porta Nuova, l'aeroporto Catullo e il Garda. Quest'opera è stata riconosciuta di importanza nazionale, con la nomina di un commissario straordinario, Aldo Isi, che è anche amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana. Il tracciato previsto, a binario unico, dovrebbe partire da Peschiera, con fermate nelle aree dei parchi divertimenti, Lazise e Bardolino come capolinea.
Studi di fattibilità e criticità
Per la stazione del Garda, è stato sviluppato uno studio di fattibilità tecnico-economica preliminare, con una stima dei costi pari a 200 milioni di euro. Tuttavia, l'analisi costi-benefici non è ancora stata resa pubblica. La consigliera De Berti ha sottolineato che la fermata sarebbe in territorio lombardo, e che il Veneto si concentra sui propri interessi infrastrutturali.
La separazione dei flussi di traffico tra alta velocità e linea storica è vista come un beneficio per aumentare la capacità e la regolarità dei treni regionali. Questo, secondo gli esperti, gioverebbe anche ai turisti. La nuova linea Tav Brescia-Verona-Padova vedrà alcune tratte attivate entro la fine dell'anno, ma altri lotti richiederanno tempi più lunghi.
Dubbi locali sulla fermata Tav
Anche a livello locale, la proposta di una stazione Tav sul Garda incontra alcune perplessità. La sindaca di Peschiera, Orietta Gaiulli, ha espresso in passato dubbi sulla localizzazione e sul rischio che una fermata aggiuntiva possa vanificare il guadagno temporale, seppur minimo, rispetto ai treni regionali veloci. Queste perplessità sono condivise dal vicesindaco con delega al Turismo, Filippo Gavazzoni.
Gavazzoni ha evidenziato che, una volta completata la linea Tav, chi desidera raggiungere Peschiera con le Frecce dovrà comunque effettuare un cambio, come accade già per alcune corse attuali. La posizione del Comune di Peschiera sulla fermata del Garda è di attesa, osservando gli sviluppi.