Ambiente

Riserva Borsacchio: Ministero censura taglio, Regione Abruzzo sotto accusa

21 marzo 2026, 18:52 5 min di lettura
Riserva Borsacchio: Ministero censura taglio, Regione Abruzzo sotto accusa Immagine generata con AI Pescara
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Il Ministero dell'Ambiente ha espresso un parere negativo sulla legge regionale abruzzese che riduce drasticamente la Riserva Naturale del Borsacchio. Le associazioni ambientaliste WWF e Guide del Borsacchio denunciano l'operato della Regione e chiedono un intervento immediato.

Ministero boccia legge regionale sul Borsacchio

Un nuovo pronunciamento del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha sollevato dubbi sulla legittimità della legge regionale abruzzese n. 35/2025. Questa normativa, approvata dalla maggioranza del consiglio regionale, aveva ridotto l'estensione della Riserva Naturale Regionale del Borsacchio da oltre 1148 ettari a poco più di 24 ettari. La modifica è stata definita dalla Regione «provvisoria», ma il Ministero non ha condiviso questa interpretazione.

La comunicazione ministeriale, indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei ministri, esprime un parere sulla costituzionalità della legge regionale. L'Ufficio legislativo del Ministero ha agito in un'ottica di «leale collaborazione istituzionale». Tuttavia, il parere evidenzia diverse criticità sostanziali. La norma regionale sembra porsi in contrasto con principi fondamentali della Costituzione italiana.

In particolare, vengono citati l'articolo 117 della Costituzione, che riserva allo Stato la competenza legislativa esclusiva in materia di tutela ambientale. Viene anche richiamato l'articolo 118 della Costituzione, relativo al principio di sussidiarietà e al coinvolgimento degli enti locali. Infine, si fa riferimento alla legge quadro nazionale sulle aree naturali protette (legge n. 394/1991), che disciplina le procedure per l'istituzione e la modifica di tali aree.

Criticità costituzionali e procedurali sollevate dal Ministero

Il Ministero dell'Ambiente ha puntato il dito contro l'intero impianto della legge regionale. La Regione Abruzzo, secondo il parere ministeriale, avrebbe continuato a modificare i confini della Riserva introducendo un «perimetro provvisorio». Questo sarebbe avvenuto senza attivare il necessario procedimento partecipativo previsto dalla normativa nazionale. La giurisprudenza costituzionale, come sottolineato dal Ministero, è netta su questo punto.

Il mancato coinvolgimento degli enti locali è considerato un vizio procedurale grave. Questo vizio rende illegittima l'intera legge regionale. La Corte Costituzionale ha già stabilito questo principio con la sentenza n. 115 del 2023. Inoltre, la riperimetrazione di un'area protetta è equiparata all'istituzione di una nuova area. Pertanto, deve seguire lo stesso iter partecipativo, come chiarito dalla sentenza n. 221 del 2022 della Corte Costituzionale.

La nota ministeriale ricorda anche un impegno formale preso dalla Regione Abruzzo. Con una comunicazione del 20 marzo 2024, la Regione si era impegnata a non intervenire sui confini originari della Riserva prima della conclusione delle procedure. La legge regionale n. 35/2025 sembrerebbe disattendere completamente questo impegno. Il Ministero ribadisce che il vincolo paesaggistico introdotto successivamente dalla Regione non è rilevante. Non può compensare il mancato rispetto delle procedure di legge. È necessario rispettare la normativa specifica sulle aree protette sull'intero perimetro originario.

Associazioni ambientaliste: «Regione bocciata ancora»

L'Associazione Guide del Borsacchio e il WWF Abruzzo hanno espresso forte preoccupazione per la situazione. Hanno organizzato una conferenza stampa a Pescara per illustrare gli ultimi sviluppi. Erano presenti Marco Borgatti, Presidente delle Guide del Borsacchio, Dante Caserta, Direttore Affari legali e istituzionali del WWF Italia, e Francesco Paolo Febbo, legale delle associazioni. Quest'ultimo sta seguendo un ricorso al TAR Abruzzo.

Le criticità evidenziate dal Ministero confermano le denunce portate avanti da anni dalle associazioni. Il WWF Abruzzo e le Guide del Borsacchio hanno raccolto il sostegno di oltre 600 associazioni e 32.000 cittadini tramite una petizione. Le loro obiezioni sono anche al centro del ricorso pendente presso il TAR Abruzzo. Il ricorso include una richiesta di rinvio alla Corte Costituzionale.

Le associazioni si sono viste costrette a ricorrere nuovamente alla giustizia amministrativa. Temono che l'azione della Regione Abruzzo possa compromettere un ambiente di grande valore. Quest'area è ora esposta a potenziali interventi speculativi. La scelta della Regione di cancellare di fatto la Riserva, riducendola di oltre il 98%, sta già avendo conseguenze concrete. Sono stati avviati interventi edilizi su terreni resi «aggredibili» dalla legge regionale.

Tuttavia, se la legge venisse dichiarata incostituzionale, gli effetti sarebbero retroattivi. Gli atti autorizzativi decadrebbero e le opere realizzate potrebbero essere considerate illegittime. Si sta creando una situazione di caos generale. Le associazioni si chiedono a chi possa giovare questa situazione.

La soluzione proposta: Piano di Assetto Naturalistico e gestione attiva

Le Guide del Borsacchio e il WWF Abruzzo ribadiscono con forza l'unica soluzione percorribile. È necessario approvare immediatamente il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) della Riserva. Questo piano deve rispettare il perimetro originario di 1.148 ettari. Inoltre, la Riserva necessita di un proprio Comitato di gestione per avviare finalmente un'attività di gestione attiva.

Il PAN è già stato adottato dal Comune di Roseto degli Abruzzi con una delibera del Consiglio Comunale. Rappresenta uno strumento tecnico fondamentale. Permette lo svolgimento di tutte le attività agro-silvo-pastorali, come avviene in altre 20 riserve regionali in Abruzzo. L'approvazione del PAN ristabilirebbe certezza giuridica, garantirebbe la tutela ambientale e la sicurezza degli interventi nell'area protetta.

Ignorare questo strumento dopo 21 anni significa proseguire su una strada già censurata più volte e palesemente incostituzionale. Le associazioni criticano la Regione per aver istituito commissioni consiliari presiedute da consiglieri che avevano promosso l'emendamento «ammazza-riserva». Viene criticato anche il Presidente Marsilio, accusato di rifiutarsi di affrontare la questione in modo definitivo.

Le associazioni auspicano che il Presidente Marsilio apra finalmente un tavolo di confronto. Questo confronto è necessario non solo sulla Riserva del Borsacchio, ma anche su altri temi ambientali. Un'apertura che, secondo le associazioni, è mancata nei 7 anni di presidenza.

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