Pescara: Spiagge pubbliche, Presutti interroga il Comune su "La Croce del Sud"
Il consigliere PD Marco Presutti ha presentato un'interrogazione urgente al Comune di Pescara riguardo la gestione delle concessioni balneari. La questione nasce dal caso dello stabilimento "La Croce del Sud", accusato di aver escluso clienti storici. Presutti sottolinea che le spiagge sono un bene pubblico e non possono diventare club esclusivi.
Spiagge Pescara: Presutti Difende il Patrimonio Pubblico
Il consigliere comunale Marco Presutti, esponente del Partito Democratico, ha sollevato una questione cruciale per la città di Pescara. Ha depositato un'interrogazione urgente con risposta scritta. L'atto è indirizzato direttamente al Sindaco e alla Giunta comunale. L'obiettivo è ottenere chiarimenti sulla gestione delle concessioni demaniali. La vicenda che ha acceso il dibattito riguarda lo stabilimento balneare denominato "La Croce del Sud". La sua gestione è finita al centro delle polemiche.
Presutti esprime forte preoccupazione per quanto accaduto. Sottolinea che la spiaggia di Pescara non deve essere considerata un terreno privato esteso sul mare. Non può nemmeno trasformarsi in un club elitario. La selezione della clientela in base alla capacità economica è inaccettabile. L'invio di messaggi via WhatsApp per comunicare il mancato rinnovo degli abbonamenti a clienti storici è un segnale allarmante. Questo comportamento rischia di snaturare l'identità stessa della città.
Il consigliere del PD evidenzia come questo approccio sia in contrasto con la funzione sociale delle concessioni balneari. Le spiagge rappresentano un bene comune. La loro gestione deve garantire l'accesso a tutti i cittadini. La massimizzazione dei profitti non può prevalere sul diritto di godere del litorale. La città di Pescara ha una vocazione turistica e sociale che va preservata.
Piano Demaniale Comunale: La Spiaggia è di Tutti
Marco Presutti ricorda all'amministrazione comunale e ai concessionari un principio fondamentale. La spiaggia appartiene allo Stato. Il Piano Demaniale Comunale (PDC) di Pescara sancisce chiaramente questo concetto. La spiaggia è definita come un "patrimonio collettivo". Di conseguenza, deve essere godibile e usufruibile da tutti i cittadini. L'idea di allontanare residenti, magari anziani, per favorire una "clientela più dinamica" è inaccettabile. Questa logica, focalizzata sulla massimizzazione dei consumi al bar, non è una scelta aziendale legittima. Al contrario, rappresenta una violazione della funzione sociale della concessione.
Il consigliere insiste sulla necessità di vigilare attentamente. Le concessioni demaniali devono rispettare criteri di interesse pubblico. Non possono essere utilizzate per creare barriere economiche o sociali. La spiaggia è un luogo di aggregazione e svago. Deve rimanere accessibile a tutti, indipendentemente dal reddito. La normativa vigente tutela questo principio. Il PDC è uno strumento fondamentale per garantire il rispetto di tali principi. La sua applicazione deve essere rigorosa.
Presutti intende portare la questione all'attenzione del Consiglio Comunale. L'interrogazione mira a stimolare un dibattito trasparente. Si vuole verificare se l'operato dello stabilimento "La Croce del Sud" sia conforme alle normative. E se rispetti gli obiettivi del Piano Demaniale Comunale. La risposta del Sindaco sarà cruciale. Potrebbe definire la linea futura dell'amministrazione in materia di gestione del litorale.
Interrogazione: Vigilanza e Rischi di Esclusione
Nell'atto ispettivo presentato, Marco Presutti cita puntualmente la normativa vigente. Richiama anche gli obiettivi specifici del Piano Spiaggia. Vengono evidenziate diverse criticità. Innanzitutto, la presunta violazione del PDC. Il Piano impone la "penetrabilità e usabilità dell'arenile a tutti, sempre e liberamente". Questo principio sembra essere stato disatteso. L'esclusione di clienti storici, soprattutto se basata su criteri economici, contrasta con tale requisito.
In secondo luogo, viene sollevata la questione della qualità del servizio. La Legge Concorrenza (L. 214/2022) impone un monitoraggio costante. L'obiettivo è assicurare un'"adeguata qualità dei servizi da rendere al consumatore". Questo parametro non può essere ridotto al mero profitto privato. Un servizio di qualità deve includere anche l'accessibilità e l'inclusività. La gestione di uno stabilimento balneare deve tenere conto di questi aspetti.
Infine, il consigliere chiede se esistano i presupposti per attivare la procedura di decadenza della concessione. L'articolo 47 del Codice della Navigazione prevede questa possibilità. Il PDC, inoltre, la contempla in caso di mancato rispetto degli obiettivi di fruizione pubblica. Presutti vuole sapere se l'amministrazione abbia valutato questa opzione. La mancata applicazione delle regole potrebbe portare a conseguenze serie per il concessionario. La vigilanza deve essere costante.
Un Monito sul Futuro delle Concessioni Balneari
Marco Presutti lancia un monito chiaro sul futuro della gestione delle concessioni balneari. Non si può permettere che la Direttiva Bolkestein diventi un pretesto. Non deve essere utilizzata come scudo per attuare politiche escludenti. La normativa europea mira a promuovere la concorrenza. Ma non deve tradursi in una giustificazione per limitare l'accesso ai beni comuni. Le spiagge sono un patrimonio da valorizzare per tutti i cittadini.
Il consigliere ha chiesto formalmente al Sindaco se il Comune di Pescara stia esercitando un'adeguata vigilanza su tutto il litorale. L'obiettivo è prevenire che il caso "La Croce del Sud" diventi un precedente pericoloso. Si teme una possibile deriva verso una privatizzazione di fatto delle spiagge. Nelle future gare per l'assegnazione delle concessioni, Presutti annuncia che verranno richieste clausole sociali stringenti. Queste clausole dovranno tutelare i residenti e l'utenza storica. La bellezza del mare di Pescara deve rimanere un diritto per tutti. Non deve trasformarsi in un privilegio per chi può permettersi lo scontrino più alto al bancone. L'intervento mira a garantire un futuro più equo e inclusivo per il litorale pescarese.