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Il consigliere comunale Domenico Pettinari ha denunciato minacce di morte e intimidazioni rivolte a lui e alla sua famiglia. L'episodio è scaturito dopo il suo intervento per sventare l'occupazione abusiva di un'abitazione popolare in via Lago di Borgiano a Pescara.

Sventata occupazione abusiva a Pescara

Un tentativo di occupazione di un alloggio popolare è stato segnalato in via Lago di Borgiano. La segnalazione è giunta al consigliere comunale Domenico Pettinari. Quest'ultimo è prontamente intervenuto sul posto. Ha allertato la polizia locale e la questura. L'uomo che tentava l'occupazione è stato identificato. Un secondo tentativo di occupazione è stato sventato poco dopo.

L'intervento ha permesso di bloccare l'occupazione illegale. Le forze dell'ordine hanno identificato il soggetto coinvolto. La situazione è stata gestita con rapidità. L'obiettivo era ripristinare la legalità. La collaborazione tra le istituzioni è stata fondamentale.

Il consigliere Pettinari ha ricevuto una nuova segnalazione. Questa volta riguardava un secondo tentativo di occupazione. L'abitazione era la stessa. L'intervento è stato immediato. La tempestività ha evitato il ripetersi dell'illecito.

La polizia locale è intervenuta nuovamente. Hanno agito con prontezza. La collaborazione con l'Ater è stata essenziale. L'ente ha inviato i propri operai. Hanno proceduto a murare nuovamente l'accesso. È stata installata anche una porta blindata.

Queste azioni hanno ristabilito la legalità. Il consigliere Pettinari ha sottolineato il dovere istituzionale. Ha evidenziato l'importanza di agire per il bene comune. La sua azione è stata volta a tutelare il patrimonio pubblico.

Intimidazioni e minacce di morte a Pettinari

A seguito dell'intervento, il consigliere Domenico Pettinari ha iniziato a ricevere minacce. Queste intimidazioni sono state sia pubbliche che private. Ha ricevuto circa otto messaggi audio. I messaggi contenevano minacce dirette. Le parole erano molto gravi. Si augurava il male per lui e la sua famiglia.

Le minacce includevano auguri di essere picchiato. Si augurava anche danni fisici. Le minacce arrivavano persino alla morte. Erano rivolte sia al consigliere che ai suoi cari. La gravità delle parole ha destato profonda preoccupazione. La famiglia del consigliere è finita nel mirino.

Secondo quanto dichiarato da Pettinari, le minacce proverrebbero da un pluripregiudicato. Questa persona avrebbe precedenti penali. La sua identità è al vaglio delle autorità. La natura delle minacce è inaccettabile. Rappresentano un attacco alla persona e alle istituzioni.

Pettinari ha già sporto denuncia ufficiale. Sta collaborando attivamente con la questura. L'obiettivo è rafforzare la sua posizione legale. La denuncia è stata resa pubblica. Il consigliere non nasconde la sua preoccupazione. Ribadisce però la sua ferma volontà di proseguire. Lo fa in nome della legalità e della giustizia.

Le minacce ricevute sono un fatto grave. Mettono in luce la pericolosità di certi soggetti. La risposta delle istituzioni deve essere ferma. La tutela dei rappresentanti pubblici è fondamentale. La loro sicurezza non deve mai essere compromessa.

Appello per l'assegnazione delle case popolari

Il consigliere Domenico Pettinari ha lanciato un forte appello alle istituzioni. Si rivolge in particolare al Comune di Pescara. Chiede che gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non rimangano vuoti. Molte case popolari risultano murate e non assegnate. Questo crea un precedente negativo.

Le case vuote diventano un incentivo per chi vuole occuparle illegalmente. Pescara conta circa 100 case popolari murate. Queste abitazioni attendono ancora di essere assegnate. Ci sono persone in graduatoria che ne hanno diritto. L'inerzia delle istituzioni aggrava il problema.

Pettinari sostiene che non si debbano tollerare occupazioni abusive. Non si devono permettere intrusioni da parte di pregiudicati. Coloro che sfondano porte e agiscono illegalmente non devono trovare terreno fertile.

La sua richiesta è chiara: assegnare rapidamente gli alloggi. Dare priorità a chi ne ha diritto secondo le graduatorie. Contrastare ogni forma di illegalità. Questo è un modo concreto per prevenire le occupazioni. Offrire soluzioni abitative dignitose.

La solidarietà a Pettinari è giunta dai consiglieri del suo gruppo. Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea hanno espresso vicinanza. Hanno rilanciato il suo appello. Sottolineano l'importanza del suo impegno. La sua attività è in prima linea. Si espone personalmente per la legalità.

D'Andrea ha commentato: «Massima solidarietà a Domenico Pettinari che fa il suo dovere. Combatte per la legalità e vorremmo che questa solidarietà fosse espressa anche dalle istituzioni». Ha aggiunto: «Ci riferiamo alle forze dell'ordine che sono sempre al suo fianco, ma vorremmo che il Comune esprimesse vicinanza».

Il consigliere ha concluso: «Rilancio il suo appello affinché il Comune assegni le case con la massima urgenza». L'appello è rivolto a tutte le componenti istituzionali. È necessario un impegno congiunto. Per garantire il diritto alla casa. E contrastare il malaffare.

Pettinari: "La paura c'è, ma non ci fermiamo"

Nonostante le minacce e la paura, il consigliere Domenico Pettinari non intende fermarsi. Ha ammesso di provare timore. «Non bisogna negare la verità», ha dichiarato. La paura è un sentimento umano. Ma non lo ha mai fatto arretrare. Né abbassare la testa. La sua determinazione è incrollabile.

Pettinari ha ricordato un precedente episodio. Lui e il collega Di Pillo furono aggrediti in via Tavo. Dovettero rifugiarsi in macchina. Fu un momento molto difficile. La paura è normale in queste circostanze. Ma non deve paralizzare l'azione.

Ha ringraziato la prefettura e la questura. Hanno sempre operato per tutelarlo. La sua sicurezza è una priorità. La collaborazione con le forze dell'ordine è costante. Stanno lavorando insieme per gestire la situazione. La denuncia è il primo passo.

Pettinari, Di Pillo e D'Andrea hanno ribadito la loro posizione. Non si fermeranno. Non si sono mai fatti intimidire. Stanno semplicemente facendo il loro dovere. La loro attività è un esempio di impegno civico. Si mettono la faccia per la legalità.

L'episodio di via Lago di Borgiano è solo l'ultimo. Ma la gravità delle minacce è aumentata. L'attacco alla famiglia è inaccettabile. La risposta deve essere ferma e unitaria. Le istituzioni devono dimostrare vicinanza. E supporto a chi lotta per il rispetto delle regole.

La vicenda evidenzia un problema più ampio. La gestione degli alloggi popolari. La necessità di controlli più stringenti. E di risposte rapide contro l'illegalità. Pescara merita un futuro libero da minacce. E basato sulla giustizia sociale.