La gestione del verde pubblico a Pescara è sotto accusa. L'associazione Radici in Comune denuncia protocolli inadeguati che minacciano la sopravvivenza dei grandi alberi storici, portando a una progressiva perdita del patrimonio arboreo cittadino.
Critiche alla gestione del verde pubblico
La presidente di Radici in Comune, Simona Barba, esprime forte preoccupazione. La gestione attuale del verde a Pescara manca di una strategia chiara. Non esiste un protocollo efficace per la tutela delle alberature più antiche. Questi alberi dovrebbero godere di massima protezione. La loro storicità e i servizi ecosistemici offerti sono fondamentali per la città.
La copertura d'ombra fornita da questi giganti verdi è un beneficio essenziale. La loro presenza contribuisce significativamente alla qualità della vita urbana. La mancanza di una metodologia specifica mette a rischio questo prezioso patrimonio. L'associazione sottolinea come la tutela di questi esemplari sia trascurata.
Il caso delle roverelle è emblematico di questa situazione. Questi alberi secolari sono stati oggetto di decisioni discutibili. La gestione attuale sembra privilegiare soluzioni rapide piuttosto che una conservazione attenta. Questo approccio rischia di impoverire irrimediabilmente il paesaggio urbano.
Valutazioni tecniche e abbattimenti
Nel 2023, una prima valutazione visiva classificò alcune roverelle come pericolose. Il rischio di crollo immediato era indicato in classe D. Questa valutazione faceva parte di uno screening generale su centinaia di alberi. Non era specifica per le querce in questione.
Successivamente, nel 2024, le querce furono inserite in una lista di abbattimento. Solo nel gennaio 2026 si decise di procedere con la rimozione della prima roverella. L'albero si trovava in viale Pizzoferrato. Questo avvenne ben tre anni dopo la prima segnalazione di rischio.
Di fronte alle proteste, l'amministrazione commissionò una seconda perizia. Sorprendentemente, venne incaricato lo stesso tecnico della prima valutazione. Nel febbraio 2026, venne prodotta una seconda valutazione integrata. Questa relazione rielaborava dati precedenti, alcuni risalenti al marzo 2024.
La relazione integrata descriveva ancora la quercia già abbattuta a gennaio 2026. La valutazione rimase prevalentemente visiva. Nonostante la menzione di prove strumentali, come il resistografo e il tomografo, mancano referti dettagliati. I risultati di queste prove non sono stati ragionati o spiegati.
Non è specificato dove sia stato utilizzato il resistografo. I risultati riguardano un singolo punto di analisi. Mancano indicazioni sull'altezza e l'inclinazione della pianta. Non viene commentato lo spessore della parete residua nel punto di analisi. Non sono forniti i parametri tecnici per la resistenza del tronco.
Inoltre, la relazione non considera la robustezza naturale delle querce. Non vengono forniti parametri tecnici specifici o valutazioni scientifiche. Sembra che il tecnico abbia fornito quanto richiesto: una relazione visiva. Approfondimenti tecnici più costosi sono stati evitati.
Mancanza di approfondimento e conseguenze
Questi abbattimenti cautelativi si basano su stime probabilistiche. La decisione sembra influenzata dalla posizione degli alberi in aree trafficate. Tuttavia, l'intera città di Pescara è densamente abitata.
Utilizzando dati vecchi di due anni, e basandosi su una valutazione visiva e probabilistica, cinque querce sono state abbattute. L'associazione critica la procedura adottata dall'amministrazione. La definisce inadeguata per decretare la fine di alberature protette per storicità e valore monumentale.
Il processo decisionale è stato incompleto. Ha lasciato un ampio margine di errore. La scelta di non investire in ulteriori indagini è stata criticata. Non si comprende la mancanza di volontà e diligenza amministrativa nell'approfondire la questione.
Non è stato attivato alcun protocollo specifico per la tutela delle querce. Altri alberi meno pregiati hanno seguito lo stesso iter. Vista l'eccezionalità dell'abbattimento di roverelle centenarie, non si è ritenuto opportuno chiamare uno specialista di querce. Una analisi dettagliata e ragionata avrebbe fornito un approfondimento dedicato.
Probabilmente, non si è dato il giusto valore agli alberi. Questo contrasta con la normativa vigente e le recenti sentenze. Il valore di un bene arboreo non può essere ridotto a una mera valutazione economica superficiale.
Il protocollo Aretè e la perdita di valore
Per le querce abbattute, è stato optato per il protocollo Aretè. Questo metodo calcola il rischio in modo assicurativo e probabilistico. Si basa sulla frequentazione del sito e sui difetti degli alberi. Non analizza in modo approfondito la qualità e la resistenza delle piante.
Le querce centenarie, nate da seme, possiedono una forte robustezza meccanica. Le cavità riscontrate sono spesso fisiologiche per esemplari così grandi. Non giustificano un abbattimento immediato, ma un monitoraggio attento.
La gestione attuale non considera il valore intrinseco di questi alberi. Non vengono analizzate le loro qualità e la loro forza. La mancanza di un percorso specifico per i grandi alberi è evidente. Una metodologia che garantisca approfondimenti per una gestione seria è assente.
Questo porta a una completa abdicazione del dovere di gestione da parte dell'amministrazione. La conseguenza è una progressiva riduzione della copertura arborea in città. Questo va contro gli obiettivi di miglioramento ambientale che dovrebbero essere perseguiti.
Le ceppaie rimaste a terra sembrano testimoniare una storia diversa. Raccontano di alberi resistenti, abbattuti ingiustamente. La gestione del verde a Pescara sembra chiara: un declassamento della qualità arborea.
Conseguenze future e alternative
I grandi alberi non vengono tutelati né gestiti adeguatamente. Sono destinati all'abbattimento. Vengono sostituiti con alberi di dimensioni ridotte, come agrifogli, ligustri e peri. Questi nuovi alberi rispondono meglio a logiche assicurative e di deresponsabilizzazione.
Si dimentica che il depauperamento del patrimonio arboreo causerà un danno enorme. Questo danno riguarderà la salute della città e dei suoi abitanti. La politica del verde attuale sembra privilegiare la facilità di gestione a breve termine. Ignora le conseguenze a lungo termine per l'ambiente e il benessere dei cittadini.
La gestione dei pini domestici colpiti dalla cocciniglia non trattata è un altro esempio. I grandi alberi non vengono curati. Questo porta inevitabilmente al loro abbattimento. La mancanza di interventi preventivi e curativi aggrava la situazione.
L'associazione Radici in Comune auspica un cambio di rotta. È necessario implementare protocolli di gestione del verde più rigorosi. Questi protocolli dovrebbero dare priorità alla conservazione degli alberi storici e monumentali. È fondamentale investire in valutazioni tecniche approfondite. Solo così si potrà garantire un futuro sostenibile per il patrimonio arboreo di Pescara.