Cronaca

Pescara: Esposto per la Croce del Sud, spiaggia bene comune

23 marzo 2026, 13:52 6 min di lettura
Pescara: Esposto per la Croce del Sud, spiaggia bene comune Immagine generata con AI Pescara
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Sinistra Italiana ha presentato un esposto alla Capitaneria di Porto di Pescara riguardo presunte discriminazioni presso lo stabilimento balneare "La Croce del Sud". L'obiettivo è garantire l'accessibilità universale alle spiagge, considerate beni demaniali.

Spiagge demaniali: un bene per tutti i cittadini

Le spiagge sono un patrimonio dello Stato. Appartengono a tutti i cittadini, non ai singoli gestori. Questa è la ferma posizione espressa dal consigliere comunale Enrico Di Ciano. La sua lista è Alleanza Verdi Sinistra e Radici in comune. Di Ciano è anche segretario del circolo pescarese di Sinistra Italiana. Egli sottolinea un principio giuridico fondamentale. Un concessionario non acquisisce la proprietà. È solo un gestore di un servizio pubblico. Trasformare una concessione in un club privato è illegale. Questo vale se si selezionano gli accessi per età o capacità economica. Non si tratta di libertà d'impresa. È una violazione del Codice della Navigazione. Lo è anche del Codice del Consumo.

Queste dichiarazioni seguono un caso specifico. È emerso sulla stampa locale. Riguarda lo storico stabilimento balneare "La Croce del Sud". Questo stabilimento si trova a Pescara. Si vocifera che abbia negato il rinnovo di una postazione. La negazione sarebbe avvenuta nei confronti di una coppia di anziani. Erano ultraottantenni. La motivazione sarebbe stata la volontà di attrarre una clientela più giovane. Una clientela disposta a spendere di più. Questo comportamento solleva seri interrogativi. Riguardano la gestione dei beni pubblici.

Esposto alla Capitaneria per chiarire la condotta

Le giustificazioni fornite dai titolari dello stabilimento non convincono. Nemmeno la difesa d'ufficio del presidente regionale del SIB Confcommercio, Riccardo Padovano. Padovano ha dichiarato che "le scelte aziendali non si discutono". Questa affermazione si scontra con un principio giuridico irrinunciabile. Le spiagge sono beni demaniali. Appartengono allo Stato. Di conseguenza, appartengono a tutti i cittadini. Di Ciano ribadisce con forza questo concetto. Per questo motivo, è stato preparato un esposto. Verrà depositato a breve. La destinazione sono gli uffici della Capitaneria di Porto di Pescara. Saranno coinvolti anche gli uffici comunali competenti. L'obiettivo è fare piena luce sulla vicenda. Si vuole verificare la compatibilità della gestione dello stabilimento. Si vuole accertare la conformità con il disciplinare di concessione. La gestione dei beni pubblici deve rispettare regole precise. Non può basarsi su criteri discriminatori.

Il rischio per chi opera una simile discriminazione è concreto. La concessione potrebbe essere revocata. La decadenza della concessione è una sanzione prevista. Questo vale per chi viola le regole di accesso ai beni demaniali. L'iniziativa politica mira a stabilire un precedente importante. A Pescara, come in tutta Italia, il mare deve rimanere accessibile. L'accesso deve essere universale. Nessuno deve sentirsi escluso. Nessuno deve essere considerato "fuori target". La spiaggia è un patrimonio collettivo. La legge lo sancisce chiaramente. Questo principio deve essere sempre rispettato. La politica locale si fa carico di questa istanza.

Accessibilità universale contro discriminazioni anagrafiche

Il consigliere Di Ciano evidenzia un paradosso. I gestori degli stabilimenti balneari invocano la storicità delle loro strutture. Lo fanno per difendersi dalla Direttiva Bolkestein. Questa direttiva europea riguarda le concessioni. Eppure, sembrano cancellare la storicità dei loro clienti. Clienti che frequentano quei tratti di costa da decenni. Alcuni da oltre cinquant'anni. La tutela degli investimenti privati è legittima. Nessuno la contesta. Tuttavia, non può mai tradursi in un danno alla dignità umana. Non può creare un ostacolo all'accessibilità universale. L'accessibilità ai beni comuni è un diritto. Non può essere limitata da scelte arbitrarie. La legge tutela gli investimenti. Ma tutela anche i diritti dei cittadini. In questo caso, il diritto all'accesso alla spiaggia.

La vicenda della "Croce del Sud" assume quindi un valore simbolico. Rappresenta una battaglia per il principio di uguaglianza. E per il diritto di tutti a godere del litorale. L'esposto mira a ottenere risposte chiare. Vuole garantire che le concessioni demaniali siano gestite correttamente. Nel rispetto delle normative vigenti. E soprattutto, nel rispetto di tutti i cittadini. La spiaggia è un bene comune. La sua fruizione deve essere garantita a tutti. Senza distinzioni di età, reddito o qualsiasi altro criterio discriminatorio. La Capitaneria di Porto avrà il compito di indagare. Verificherà la correttezza della gestione. E adotterà i provvedimenti necessari. La politica locale si impegna a vigilare. Per assicurare che le spiagge rimangano un luogo di tutti.

La questione sollevata da Sinistra Italiana a Pescara tocca un nervo scoperto. Riguarda la gestione del demanio marittimo. Un tema di grande rilevanza sociale ed economica. Le concessioni balneari sono un settore importante per il turismo. Ma devono operare nel rispetto delle leggi. E dei principi di equità. La storia della "Croce del Sud" potrebbe diventare un caso pilota. Un esempio di come far valere i diritti dei cittadini. E di come garantire un uso equo delle risorse pubbliche. L'esposto è un primo passo. Seguiranno aggiornamenti sull'evolversi della situazione. La cittadinanza è chiamata a partecipare. A sostenere l'iniziativa. Per difendere il diritto all'accesso al mare.

Le normative che regolano le concessioni balneari sono complesse. La Direttiva Bolkestein ha introdotto nuove regole. Ha imposto una maggiore concorrenza. Ha richiesto procedure di selezione trasparenti. Questo per evitare proroghe automatiche. E per garantire un uso efficiente delle risorse. Tuttavia, la normativa non deve mai giustificare discriminazioni. Né ledere la dignità delle persone. La spiaggia rimane un bene pubblico. La sua concessione a privati è un affidamento. Un affidamento che comporta responsabilità. Responsabilità di servizio pubblico. E di rispetto per tutti i cittadini. La vicenda della "Croce del Sud" è un monito. Un invito a una gestione più attenta. E più equa dei beni comuni. La politica locale si fa garante di questi principi. L'esposto è uno strumento per ottenere giustizia. E per affermare il diritto di tutti al mare.

L'azione di Sinistra Italiana a Pescara si inserisce in un dibattito nazionale. Un dibattito che vede contrapposti interessi economici e diritti dei cittadini. La difesa della spiaggia come bene comune è un tema centrale. Soprattutto in località turistiche come Pescara. La città ha una lunga tradizione balneare. Molti stabilimenti hanno una storia importante. Ma la storia non può giustificare abusi. Né discriminazioni. La Capitaneria di Porto avrà un ruolo cruciale. Dovrà accertare i fatti. E applicare la legge. L'obiettivo è evitare che simili episodi si ripetano. E che le spiagge rimangano accessibili a tutti. Senza eccezioni. La battaglia per l'accessibilità universale continua.

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