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L'associazione Carrozzine Determinate di Pescara esprime forte disappunto per l'approccio dell'amministrazione comunale alle tematiche della disabilità. Nonostante la nomina di una vicesindaca con disabilità, l'ente viene accusato di retorica e inerzia, con richieste di azioni concrete e rispetto dei diritti.

Critiche alla gestione delle politiche per la disabilità

La nomina di Gianna Camplone a vicesindaca di Pescara, presidente dell'associazione Diversiuguali, è stata accolta con rispetto dall'associazione Carrozzine Determinate. Tuttavia, questa mossa non è sufficiente a placare le critiche verso l'amministrazione guidata dal sindaco Carlo Masci. L'associazione respinge fermamente ogni tentativo di trasformare le politiche per la disabilità in un mero esercizio di retorica o spettacolarizzazione. Viene sottolineata l'importanza della nomina istituzionale di una persona con disabilità, interpretata come un'applicazione del principio internazionale «nulla su di noi senza di noi». Questo principio, secondo l'associazione, non è uno slogan ma un impegno concreto per garantire che le politiche pubbliche siano efficaci e basate sui diritti umani, non sulla compassione. Si evidenzia la persistente tendenza a utilizzare termini come «persone speciali», considerati paternalistici e ostili all'autonomia e all'inclusione reale.

La nomina della vicesindaca non deve servire da strumento di propaganda per mascherare anni di inadempienze e assenza di politiche strutturali. L'associazione denuncia sistematiche violazioni dei diritti e l'ignoranza delle proprie proposte. Negli anni, sono state presentate decine di proposte costruttive, accompagnate da proteste pubbliche documentate e soluzioni dettagliate. Quasi tutte queste iniziative sono state ignorate, respinte o mai prese in seria considerazione dall'amministrazione comunale. Questo atteggiamento di inerzia ha portato a una situazione critica per la comunità dei disabili a Pescara.

Anni di proposte ignorate e barriere persistenti

L'associazione Carrozzine Determinate elenca una serie di problematiche irrisolte che affliggono la città di Pescara da anni. Tra queste, spicca la mancata adozione e il mancato rispetto del Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) da ben 39 anni. Questo piano, fondamentale per garantire l'accessibilità, rimane lettera morta, con conseguenze dirette sulla vita quotidiana dei cittadini con disabilità. Le barriere architettoniche continuano a essere create, come documentato in zone come Corso Vittorio Emanuele e Viale Marconi. Inoltre, quelle già esistenti non vengono eliminate, ad esempio sulla Strada Parco. Si segnala anche la previsione di realizzazione della pericolosa «stramp» nell'area di risulta, un progetto che solleva serie preoccupazioni per la sicurezza.

Una denuncia specifica riguarda la gravissima situazione del settore disabili dello Stadio Adriatico. Dall'inizio dell'anno, sono stati segnalati problemi di visibilità, sicurezza e bagni non a norma e inutilizzabili. Questa situazione rende l'accesso allo stadio un'esperienza problematica per molti tifosi con disabilità. L'assenza di spiagge pubbliche completamente accessibili è un altro punto dolente. La maggior parte dei marciapiedi e degli scivoli in quasi tutta la città non rispetta le normative vigenti, creando ostacoli insormontabili. La situazione è così critica che una cittadina, Paola Mastrangelo, affetta da SLA, è stata costretta a minacciare l'incatenamento e lo sciopero della fame per ottenere l'erogazione di contributi per la disabilità gravissima, che venivano erogati con ben due anni di ritardo. L'elenco delle problematiche è lungo e complesso, ma questi esempi illustrano la gravità della situazione.

Le dichiarazioni del sindaco e le aspettative future

Le recenti dichiarazioni del sindaco Carlo Masci, che ha affermato: «dietro le persone ci sono famiglie, sentimenti, dolori. E allora, certe volte, quando si fanno e si dicono le cose in politica, bisogna stare molto attenti», vengono interpretate dall'associazione come un possibile auto-incolpamento o una presa di coscienza di una politica distante dai problemi reali. L'associazione ricorda che il sindaco è pagato con fondi pubblici ed è suo dovere ascoltare i cittadini e migliorare la loro qualità di vita. Finora, questo non è avvenuto. Si auspica che la nomina della vicesindaca Gianna Camplone possa portare a un cambiamento.

Tuttavia, l'associazione pone anche delle aspettative su Gianna Camplone stessa. Si richiede che la vicesindaca dimostri di occuparsi dell'intera città e non solo della propria associazione. Viene ricordato che, nonostante anni di lotta a Pescara e in tutto l'Abruzzo, Gianna Camplone non è mai stata vista denunciare barriere architettoniche, occuparsi di accessibilità culturale universale, lottare per la vita indipendente, per l'introduzione dell'infermiere scolastico, per il nomenclatore tariffario di protesi e ausili, per la riduzione delle liste di attesa delle commissioni per l'invalidità civile, per l'aumento delle pensioni di invalidità o per il Fondo per la non autosufficienza. Anche in questo caso, l'elenco delle tematiche non affrontate è considerevole.

Si menziona inoltre la questione degli appartamenti di via Nenni, dove inquilini con disabilità sono rimasti bloccati fuori o dentro casa a causa di guasti all'ascensore. La vicesindaca abita proprio in quella palazzina e ha una sede per la sua associazione concessa dal Comune. Attualmente, quella palazzina non dispone di adeguati punti di raccolta per la sicurezza, con l'ascensore come unica via di fuga. Su queste problematiche, l'associazione lamenta una totale assenza di intervento da parte della nuova vicesindaca. Si sollevano interrogativi sulle responsabilità dell'amministrazione comunale di Pescara, ipotizzando due scenari preoccupanti: o la vicesindaca ritiene l'operato dell'amministrazione adeguato, accettando così le violazioni dei diritti fondamentali, oppure il sindaco non l'ha mai ascoltata nonostante una lunga amicizia. L'associazione si aspetta ora un cambio di rotta, con le politiche per la disabilità che diventino una priorità assoluta. Le soluzioni sono già state proposte dall'associazione Carrozzine Determinate; ora si attende la loro applicazione, con la speranza di vedere scelte coraggiose, investimenti e riforme strutturali, pur nutrendo forti dubbi sulla loro effettiva realizzazione.