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Un giovane pescarese di 17 anni è stato arrestato per aver pianificato un attacco terroristico in una scuola. L'indagine mira a chiarire la sua effettiva responsabilità e le connessioni con gruppi estremisti.

Ragazzo pescarese interrogato per strage scolastica

Un 17enne di Pescara è stato fermato dalle autorità. Il giovane è accusato di aver pianificato un attentato. L'obiettivo presunto era la scuola Misticoni. L'interrogatorio di garanzia avverrà nei prossimi giorni. La data precisa non è ancora stata fissata. La notizia è stata diffusa dall'Ansa. Il fermo è avvenuto a seguito di un'indagine approfondita.

Il ragazzo dovrà rispondere di gravi accuse. Tra queste figurano la propaganda e l'istigazione a delinquere. Tali reati sarebbero motivati da discriminazioni razziali, etniche e religiose. È stato inoltre trovato in possesso di materiale con finalità terroristiche. Questi reati sono considerati molto seri. Le accuse sono supportate da numerose prove digitali. Il materiale è stato rinvenuto sul suo telefono cellulare.

Materiale e chat rivelano piani e ideologie

Il giovane, originario di Pescara ma residente in provincia di Perugia, aveva espresso sui social il suo intento. Voleva colpire un liceo artistico di Pescara. L'intento era quello di emulare la strage della Columbine High School. Questo è quanto emerso dalle chat analizzate dagli inquirenti. Non solo, condivideva anche istruzioni. Queste riguardavano la fabbricazione di armi o ordigni chimici. Esaltava figure come Breivik o Tarrant. Promuoveva teorie suprematiste e 'incel'.

I giudici hanno definito questo contesto come un «sottobosco di delirio e violenza». Al suo interno si muovevano altri minorenni. Anche loro sono ora sotto la lente d'ingrandimento della magistratura. La vicenda ha scosso profondamente la comunità. Le indagini puntano a comprendere la portata di queste ideologie. Si cerca di capire quanto fossero concrete le azioni pianificate.

La famiglia e la comunità sconvolte dall'accaduto

I genitori del ragazzo hanno espresso sorpresa. «Mio figlio è sempre stato studioso, è introverso», ha dichiarato il padre alla TgR Abruzzo. «È inimmaginabile che possa aver fatto tutto questo. Forse quello che aveva scritto era solo lo sfoggio di un bulletto con gli amici». La madre ha aggiunto: «Mio figlio non è un violento, rimarrò accanto a lui. Non accetto quello che ha fatto, si è rovinato il futuro per ideali che sono certa non sono i suoi», ha detto a Repubblica.

Anche l'avvocato della famiglia, Angelo Pettinella, ha confermato la normalità del giovane. «Si tratta di un ragazzo che non ha mai dato motivi di preoccupazione», ha affermato. «Non ha mai dato attestazione di comportamenti violenti o in qualche modo preoccupanti. È stabilmente inserito nel suo contesto sociale, con solidi legami affettivi sia familiari sia amichevoli. Frequenta con profitto il suo istituto scolastico». L'avvocato ha sottolineato la necessità di capire come il ragazzo sia entrato in contatto con queste ideologie. Bisogna distinguere tra intenzioni e azioni concrete.

La scuola e la provincia di Perugia sotto shock

La comunità del paese in provincia di Perugia, dove il 17enne viveva da un anno, è sotto shock. Anche i dirigenti della scuola superiore frequentata dallo studente hanno scelto il silenzio. La notizia circola tra i cittadini, nei luoghi pubblici e nei supermercati. Si avvertono timori tra studenti e famiglie. Questi timori sono alimentati da recenti episodi di violenza scolastica. Alcuni chiedono maggiori misure di sicurezza negli istituti.

La dirigente scolastica ha inviato una comunicazione. Ha precisato che il ragazzo non aveva mai mostrato atteggiamenti violenti a scuola. Le indagini proseguiranno per chiarire tutti gli aspetti della vicenda. La storia è iniziata sui dispositivi elettronici ed è finita con un arresto.

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