Un autista TUA è stato vittima di un'aggressione a Chieti Scalo dopo aver negato l'accesso a bagagli contenenti bottiglie di vetro sull'autobus. L'episodio evidenzia la crescente insicurezza per il personale di trasporto pubblico.
Aggressione a autista per norme sui bagagli
Un conducente di autobus, identificato come Paolo, ha subito un'aggressione fisica mentre svolgeva il suo servizio. L'incidente è avvenuto il 2 aprile sulla linea che collega Pescara a L'Aquila. L'autista ha semplicemente applicato le regole aziendali riguardanti il trasporto bagagli.
Ha spiegato ai passeggeri che i bagagli, specialmente quelli contenenti oggetti fragili come bottiglie di vetro, dovevano essere sistemati nell'apposita stiva. Questa norma mira a garantire la sicurezza di tutti a bordo. La richiesta di Paolo era volta a prevenire potenziali incidenti.
Tuttavia, la sua richiesta è stata accolta con ostilità da parte di un gruppo di passeggeri. Nonostante i tentativi di spiegazione, la situazione è degenerata rapidamente. L'autista ha ribadito la pericolosità di trasportare vetri nell'abitacolo del mezzo.
Violenza dopo il rifiuto di caricare bagagli
La discussione è iniziata intorno alle 13:40 a Chieti Scalo. Tre persone, due uomini e una donna, si sono avvicinate all'autista con fare aggressivo. Uno di loro ha dichiarato esplicitamente di non voler mettere il bagaglio nella stiva. Paolo ha cercato di chiarire le direttive, sottolineando i rischi legati alla presenza di bottiglie di vetro.
Quando l'uomo ha insistito, Paolo ha ribadito il suo diniego, citando le responsabilità in caso di incidenti. Sembrava che la situazione si stesse per placare. Mentre l'autista aiutava un altro passeggero a caricare i suoi effetti personali nella stiva, uno degli uomini lo ha colpito con un pugno.
Il colpo ha raggiunto l'autista alla testa e alla spalla, facendolo cadere a terra. L'aggressione è stata interrotta dall'intervento di un altro passeggero, anch'egli autista di una compagnia diversa. Quest'ultimo si è frapposto tra l'aggressore e la vittima, evitando ulteriori violenze immediate.
Minacce e fuga, poi la denuncia
Nonostante l'intervento, i tre aggressori sono saliti comunque a bordo del pullman. Hanno continuato a minacciare e insultare Paolo, augurandogli persino la morte. Di fronte alla gravità della situazione, l'autista ha prontamente chiamato il 112. Nel frattempo, ha scattato delle fotografie agli aggressori.
Uno di loro ha tentato di aggredire Paolo anche mentre veniva fotografato. L'arrivo di una volante della polizia di Chieti ha messo fine all'escalation. I tre, vedendo le forze dell'ordine, sono fuggiti all'interno della stazione. Tuttavia, sono stati raggiunti e identificati dagli agenti.
Le generalità degli aggressori e del collega che ha prestato soccorso sono state prese. Il giorno seguente, Paolo si è recato presso le autorità competenti per sporgere denuncia formale contro i suoi aggressori. Questo episodio si aggiunge a una lunga serie di aggressioni subite dal personale viaggiante.
Appello per maggiore sicurezza
L'episodio di Paolo non è un caso isolato. Gli autisti di autobus lamentano una crescente insicurezza sul lavoro. La paura di subire aggressioni per motivi futili è diventata una costante. Il sindacato Faisa Cisal ha espresso solidarietà all'autista e ha rilanciato la battaglia per una maggiore tutela del personale viaggiante.
La segretaria nazionale del sindacato sta promuovendo emendamenti al decreto sicurezza. L'obiettivo è includere tutele specifiche per i conducenti di autolinee pubbliche. Attualmente, il testo iniziale non prevedeva adeguata protezione per questa categoria di lavoratori.
Filippo Tassinari, segretario provinciale di Pescara della Faisa Cisal, ha auspicato un intervento del Parlamento. Spera che vengano eliminate le disparità tra le diverse categorie di lavoratori a rischio. L'approvazione degli emendamenti è vista come un passo cruciale. L'augurio è che episodi come questo diventino un lontano ricordo. L'impegno del sindacato è garantire la tutela di Paolo e di tutti gli autisti, affinché possano tornare a lavorare in serenità.